Trauma.

ottobre 13, 2011

Hai dodici anni e mezzo autunno settantasette festa delle medie a casa tua odore di pizzette piadina cassoni torta saint honorè gioco della scopa con i lenti in sottofondo arriva un tuo compagno di classe ti piazza la scopa in mano e ti sfila la Paolina dalle braccia ti giri intorno un po’ stordito c’è Guido che balla con l’Antonella vai da lui si incazza prende la scopa controvoglia e gira a cercar chi scocciare metti le mani sui fianchi di Antonella sei imbarazzato timido lei è sempre stata bellissima lo sa lo dicono tutti capelli lunghi lunghi neri neri occhi azzurri azzurri quel modo di fare dolcissimo femminile mai arrabbiato il seno appena pronunciato il nasino all’insù le labbra disegnate non ti sei mai arrischiato neanche a farci un pensiero perchè lei guarda solo quelli più grandi non sai cosa fare praticamente stai lì fermo lei ti sorride le chiedi ti stringo troppo ti faccio male?  lei sussurra rassicurante un non ci pensare ti mette le mani sul collo poi sulla nuca tra i capelli ti tiene stretto ti appoggia il viso sul petto senti il suo respiro il suo profumo buono per un miracolo nessuno arriva con la scopa qualche genio spegne la luce urlano tutti ridono Francesco protesta che ha ancora in mano la cazzo di scopa proprio adesso che è buio proprio adesso che attaccano tutti a baciarsi tu non osi mentre senti le mani di Antonella sulla schiena che ti accarezzano dolci non osi far nulla sei paralizzato qualcuno toglie la puntina dal giradischi con un rumore atroce si accende la luce Francesco fa la penitenza lo mandano fuori in giardino senza pantaloni a fare un giro di corsa rientra la festa sta per finire arrivano i genitori a prendere i figli uno alla volta arriva la mamma di Antonella che è bellissima anche lei lo sa lo dicono tutti fa i complimenti a tua madre per la festa Antonella ti saluta ti abbraccia poi quando nessuno vede  ti dà un bacio leggero sulle labbra  ti guarda la guardi abbassi gli occhi la notte non dormi non osi provare a far qualcosa neanche dopo lei guarda solo i più grandi tanto lo sai anche dopo al liceo che non la vedi perchè lei va in un’altra scuola sai di lei che ha avuto parecchie storie ma sai poco altro dieci anni dopo hai ventidue anni e mezzo autunno ottantasette sul fuoristrada vai verso Rimini a razzo devi fare delle cose arrivato quasi in città smoccoli perchè ti sei dimenticato una cosa a casa fai inversione torni indietro la stessa strada di prima al contrario ma c’è una gran fila cazzo è successo c’è un incidente vedi una fiat praticamente sbrancata incastrata sotto a un camion l’ambulanza che parte velocissima non fai in tempo a guardare bene perchè ci sono i vigili nervosi che spalettano circolare muovetevi circolare il giorno dopo sul giornale leggi che nella fiat c’era l’Antonella morta sul colpo non capisci cosa leggi ti si secca la gola la bocca non parli non sai a chi dirlo come vorresti dirlo non sai spiegarlo quel che vorresti dire come fai a dirlo anche alla rimpatriata di due settimane fa come fai a dirlo come fai a spiegarlo che Antonella ogni tanto di notte la sogni piangi ci parli lei ti accarezza il viso senti il suo respiro il suo profumo buono le sue labbra sulle tue poi ti sorride ti dice dolcemente non ci pensare come fai porcomondo come cazzo fai come cazzo fai.

 (State bene. Ghino La Ganga)

Votavatela.

ottobre 13, 2011

 

 

 

 

 

                                                                                                                                                                                 

Pare che Paolo Guzzanti non abbia presenziato alla votazione alla camera – facendo così mancare un voto decisivo –  poichè impegnato nell’accompagnare una sua figlia all’ospedale: la poverina, ha riferito il parlamentare,  si era storta una caviglia.

Mi è venuto il dubbio che la figlia in questione sia questa qua sopra, nella foto accanto a papà Paolo : perchè certe storte possono anche capitare,  quando una gira con i tacchi tra gli  ‘mbuti.

State bene.

Ghino La Ganga