Cambiare musica.

ottobre 31, 2011

 

 

 

 Vai a sentire la Roman Dixieland Few Stars di Michele Pavese al Rimini Jazz Festival al Teatro Novelli una pugnetta incredibile su centocinque minuti di esibizione quelli della band parlano per cinquanta minuti raccontando aneddoti idioti suonano per quarantacinque minuti scarsi bevono acqua e girano a vuoto sul palco per dieci minuti ti chiedi che cazzo di roba hai visto pensare che il jazz ti piace anche poi ierl’altro leggi su un quotidiano un’intervista a Stefano Bollani proclama che Tokio gli piace da morire perchè è incredibilmente piena di giapponesi che parlano in giapponese leggono e scrivono in giapponese finalmente un posto dove ti senti davvero all’estero lo rileggi due volte lo rileggi tre volte c’è scritto proprio così Tokio è piena di giapponesi che parlano in giapponese leggono e scrivono in giapponese anzi il Bollani aggiunge non sono ancora tornato dopo il terremoto ma vorrei andarci quanto prima per capire cosa è cambiato e come ha reagito la gente resti pensoso vorresti essere all’aereporto di Tokio proprio alla consegna bagagli del volo del primo arrivo post-terremoto di Stefano Bollani arrivargli da dietro zitto zitto piazzargli in culo a piede girato in basso uno di quei rinviii che facevi in difesa a diciassette anni per spazzare l’area però mirato sul nastro trasportatore così da far fare al Bollani un paio di giri su di esso e magari farlo reimbarcare come collo appresso al primo volo in partenza immagini le facce dei facchini giapponesi che parlano leggono e scrivono in giapponese pronunciano alcune tipiche frasi del sol levante in giapponese come ad esempio ma chi cazzo è questo deficiente qui che si lamenta in italiano ? Mah che ne so carichiamolo nella stiva di questo volo alitalia son poi cazzi loro alla fine noi abbiam già i nostri problemi del dopo terremoto ti senti sollevato al solo pensiero esci ti fumi una sigaretta pensi che il jazz può anche far male alla gente infatti sei pentito a bestia di non essere andato al Velvet a sentire i Planet Funk porcamiseria è tutt’altra musica.

State bene.

Ghino La Ganga

P.s.: in sottofondo suggerisco l’ascolto di “Inside all the People” dei Planet Funk.