L’altro giorno, appena dopo che Napolitano aveva conferito l’incarico a Monti, si è sentito un lungo tonfo continuato, sordo: erano tutti gli elettori berlusconiani che picchiavano con la faccia contro gli schermi di Bloomberg, per godere degli spread rimasti alti o imputarne la discesa ai “poteri forti”. Naturalmente il Vaticano, che è subito venuto in soccorso dei vincitori dicendo che sono “una bella squadra”, non e’ un potere forte. Ma agli italiani non la si fa, gli italiani sono troppo intelligenti per non accorgersi che siamo sotto il dominio delle banche: d’altronde, se non avessimo dato retta ai malpancisti e ai traditori come Dino Grandi e Galeazzo Ciano, a quest’ora avremmo ancora un impero.

A questo proposito, la ricognizione della inflessibile, granitica fede berlusconiana sui siti di noi veri anti-sinistra duri e puri comincia a dare qualche segno di cedimento:

su cattoliciromani.com ancora non hanno riaperto i forum che avevano chiuso, con preveggenza appunto tutta cattolica, poco prima delle cene eleganti e delle feste a Casoria;

su Tocqueville.it persino il caro Gaetano Pizza delle Barricate, quello che “di uomini come Berlusconi ne nascono uno ogni settant’anni” e “come nuovo leader del centrodestra vedrei bene Ferrara”, dopo venti anni di adorazione esclusiva ora si scopre antiberlusconiano pure lui, gridando che il PdL ha fallito (ma non faceva sognare Angelino Alfano?);

resta il grido di dolore dell’Assuntina Morresi, che lancia gli occhialacci oltre l’ostacolo e si dichiara ancora fervida paladina del nostro, lui che “ci ha salvato dalla gioiosa macchina da guerra di Occhetto” (ma non era vent’anni fa?) e “ha cercato di impedire che venisse uccisa Eluana Englaro” (ovvero ha cercato di impedire che venisse applicata la legge). Ora, io all’Assuntina voglio un bene dell’anima, però un bene solo fraterno: se da giovane Eugenia Roccella era veramente una bella topina – guardatevi l’immagine postata da Malvino con le maniche a laccetto – l’Assuntina con tutta la buona volontà è proprio una culona inchiavabile, per usare un’espressione del suo eroe.

Ed eccolo qui, l’eroe dell’Assuntina: tralasciamo quell’assemblea sfigata di laicisti a destra e concentriamoci sul piglio del leader. Un sorriso caldo, un’espressione di chi sa di avere fatto – e di continuare a fare – il bene del paese. Di questi giorni si ricordano le sfuriate per avere almeno un sottosegretario fidato alle Comunicazioni: e non potrebbe essere altrimenti, per noi cattolici che crediamo che il bene dell’Italia coincida con l’altissima produzione delle reti Mediaset, mica vorrete sfiancarci i coglioni col culturame?

Se parliamo di abbassare le asticelle del dibattito, ormai i meccanismi della politica, del diritto e dell’economia in Italia si interpretavano con rutti, pernacchie, scoregge e aruspici letti negli intagli delle mele che sanno di figa. Va bene che per far capire le cose agli elettori leghisti persino le “Osterie” erano troppo complicate, ma presentare tutte quelle trasmissioni di merda per gggiovani minorati mentali di Italia 1 e Canale 5 come avanguardia culturale del paese… L’Italia aveva praticamente trovato la sua via alla globalizzazione, alla competitività con gli stranieri: le ragazze a far concorrenza alle rumene in strada, i ragazzi a far sloggiare i senegalesi a raccogliere pomodori.

Sullo sfonfo, i trionfi del Partito Democratico, l’unico partito che non riesce a vincere neanche quando i suoi avversari si suicidano. Anzi riesce a fare da scendiletto per l’UdC in modo sempre piu’ convincente. Ma non s’era detto primarie selvagge e narrazioni per tutti? Ci rimangono nella memoria le dichiarazioni di Rosy Bindi, che candidamente ammette di non capirci un cazzo e che se il PD non e’ al governo e’ un bene per il paese, e quell’amorevole sguardo di Enrico Letta nel video del Meeting (“Grande Meeting quest’anno”). In quanto alle parodie di Crozza che fa Bersani, vien voglia di mettergli una coperta addosso, servirgli delle pere cotte e accompagnarlo all’ospizio.

Ci rassicurano solo le dichiarazioni combattive di Ornaghi e degli altri ministri cattolici: “siamo qui per far valere la nostra cultura”, “è il nostro momento”, “non abbiamo bisogno di intermediari” e via così. Ricordano un po’ quelle dichiarazioni di Almirante quando voleva “surrogare” lo stato: ma la salvezza del paese passa da un intervento massiccio dei cattolici, lo sappiamo tutti.

Chissà che non sia ora di stanziare più risorse per l’otto per mille.