Tredici aviatori.

novembre 23, 2011

le bare delle vittime di Kindu con un c 119 sullo sfondo

Vorrei anche scriverlo un post su Kindu. Dopo cinquanta anni esatti. Precisi. Mica ce la faccio però. Non ce la faccio a scrivere di tredici poveracci di avieri e piloti in missione umanitaria in Congo. A bordo di  due c-119. Che han fame dopo due giorni di volo. Che vanno a una mensa poco distante dall’aereoporto . Disarmati. Che vengono scambiati per parà belgi. Che vengon pestati a sangue mentre i caschi blu malesi stanno a guardare. Massacrati. Fatti a pezzi.  Insigniti della medaglia d’oro dopo trentatrè anni. E i  familiari risarciti dopo quarantasei. Vorrei scriverlo un post su Kindu. Mica ce la faccio però.

Ah, già: buon centocinquantenario. State bene.

Ghino La Ganga

Esaminando i termini che portano i lettori verso questo blog, si riscontra che le prime tre posizioni sono stabilmente occupate dai nomi (curiosamente tutti principianti con la erre) delle tre splendide donne presenti, e sorridenti, nelle foto di cui sopra. Che c’entra il povero pretino radiofonico, di cui alla quarta foto? Beh, è appunto quarto, staccatissimo, con un numero di contatti da nascondersi: ha voglia a sorridere,lui. E queste son soddisfazioni, ecco.

State bene.

Ghino La Ganga

P.s.: Pupi Avati non se la prenda per il titolo, suvvìa.