A distanza dal palcoscenico.

novembre 28, 2011

Sono andato a vedere a teatro Italiani, one-man-show sul centocinquantenario con Ivano Marescotti, testi di Maurizio Garuti. Un minuto e trenta su Garibaldi. Due minuti sul resto del risorgimento. Un minuto sulla prima guerra mondiale. Un’ora su Mussolini. Battutine indirette su Berlusconi. Un’altra ora su com’era bella la vita delle campagne italiane nel dopoguerra. Il risultato è una pugnetta incredibile. Non potevo alzarmi e andar via , perchè ero bloccato in mezzo alle prime file. Poi sono andato a vedere Patty Pravo in concerto. Pensavo peggio: invece regge un’ora e venti senza soste. Con il leggìo elettronico, sennò si scorda le parole: ma la voce tiene. Fa la zia simpatica dei suoi orchestrali: che bravi questi ragazzi a suonare con questa vecchia carampana mezza zoppa. Pubblico di tutte le età. Perfino quelli di vent’anni conoscono le sue canzoni. Per sicurezza, c’eravamo messi un po’ indietro: se butta male, si fa la fuga. Invece no: discreto concerto, ecco. Poi, l’altro giorno ho letto che Danio Manfredini teneva uno spettacolo dalle mie parti. A pochi chilometri. Per sicurezza, mi sono messo alla giusta distanza dal palcoscenico. Son rimasto a casa mia, insomma.

State bene.

Ghino La Ganga