Patriots.

gennaio 31, 2012

 

Alla fine, si scopre che alcuni esportavano all’estero i soldi in nero guadagnati nelle loro  indignate  piece  antiberlusconiane.  E che,  quando volevano usare lo scudo fiscale, si facevano pure fregare.  

State bene.

Ghino La Ganga

Il lessico di Sheffield.

gennaio 30, 2012

ABC nel 1982

Trent’anni fa avevano appena fatto irruzione nelle classifiche inglesi. Provate ancora oggi a metter su, ovunque vi troviate, Poison Arrow,oppure The look of love. Osservate la reazione della gente. Li conoscono tutti, i brani di questi ragazzotti di Sheffield:  all’epoca, per darsi un tono, e forse per dimenticare il tristo cittadone industriale dal quale provenivano ,  si presentavano sul palco in smoking, con tanto di orchestra di venti elementi ad accompagnarli; nei videomusicali,poi, era tutto un fiorir di pagliette e incredibili gessati bianchi. Ci presero gusto: ne sortì Mantrap, un vero e proprio filmetto musicale assai stravagante, diretto da un ancor poco noto Julien Temple, che purtroppo ebbe scarsa distribuzione. Bene andarono i brani  in classifica, invece : l’impostazione ballabile e l’arrangiamento stile musical furono la chiave giusta. Ascolto dopo ascolto,  risultavano familiari, convincenti, canticchiabili. La band durò lo spazio di un decennio: però  oggi le loro canzoni son  recuperate in tante pubblicità, e alla radio passano che è una bellezza. I testi? Beh, nella media del pop. Ma se ascoltate Ocean Blue, scoprirete che nessuno ha raccontato lo struggimento di  un passato amore estivo  in modo apparentemente così banale, ma così efficace.

State bene.

Ghino La Ganga

Le nuove mostre.

gennaio 30, 2012

 

 

“Oh.”

“Eh.”

“Niente…ho un’idea per una mostra. O meglio: ho un’idea su come radunare dei pezzi per una mostra.”

“Spiega un po’…”

“Dunque…io ho quei due Dosso Dossi…”

“Adesso….diciamo piuttosto hai due robe che un tuo amico prezzolato attribuisce, con molti dubbi, a Dossi…ma secondo me non è neanche roba del cinquecento, quella.”

“Poche storie: io ho due Dosso Dossi. Tu hai un Bellotto….”

“Beh, l’avevo. Se l’è preso mia moglie con la separazione. Ma  se glielo chiedo me lo presta per fare figura una sera,da mettere in sala per cena….dài,il settecento fa sempre la sua impressione….tanto è un quadro piccolo, superassicurato…..”

“Ecco. Bene. Guido ha quella collezione di Palladino…transavanguardia….”

“Sì…gli sono rimasti lì, che non li ha comprati nessuno…..mica tanto importanti, però…”

“Aspetta. Io ho mio cugino che ha un Bacon…che me lo presta….”

“Cazzarola….e nessuno lo sa, di ‘sto Bacon di tuo cugino?”

“Momento. E’ un Bacon rifatto da Bacon. Un’opera che lui ha rifatto perchè non gli piaceva come era venuta all’inizio…..”

“Osta…ma cos’è…”

“Boh….una faccia, dei denti……sfondo rosso e blu con due righe orizzontali….una roba da Bacon, insomma….”

“Mh. Ora che mi ci fai pensare, Guido ha anche quel Picasso delle origini, invendibile….ce lo presta sicuro….”

“Bravo, vedo che entri nello spirito. Dunque con un po’ di sforzo copriamo dal cinquecento agli anni ottanta….devo avere anche una robina attribuita a Domenichino….così il seicento è a posto….”

“Ah,già. Quel tuo Domenichino. Una delle sue poche opere su tela. Ma non è una copia di una roba del Carracci, tra l’altro? Comunque:  è un buttasù. Che mostra è? Quadri messi lì, alla cazzo….è una mostra dove puoi chiamare Piero e chiedergli quella roba di Franco Angeli che ha sul groppone da sempre…”

“Bravo. Anche l’incursione nella pop italiana va bene. Hai centrato l’idea. Ma questo è  il primo passaggio. Dobbiamo costruire un percorso nostro.”

“Che percorso nostro?”

“Ma un percorso qualunque. Del tipo: opere che  fanno stare bene.”

“No, guarda:  ‘ste opere   fanno star proprio  male. E mica parlo solo per me. Fanno star proprio male anche Guido, tuo cugino, Piero, gli altri. E’ roba che non si vende mica facilmente, insomma. Si  fatica perfino a esporla, ecco.”

“Perfetto. Benissimo. Allora, l’idea può proprio essere questa: opere che ci provocano disagio.”

“ ‘Ci’? A chi?”

“A noi, ovviamente. Però ampliamo quel “ci”  rendendo i visitatori partecipi con le plance esplicative: vedete come fa star male, ‘sta roba? Che disagio provoca?”

“E poi?”

“E poi aspettiamo. Intanto, prendiamo i soldi della mostra dal primo ente coglione che ci finanzia. Poi, se si vende qualcosa, è tutto grasso che cola.”

“Osta. Messa così….mica male…”

“Vedi? Dài, comincia a fare qualche telefonata, che io vado avanti. Ci sentiamo dopo. Ciao.”

“Occhei. Ciao.”

 (N.B.: Ogni riferimento a certe mostre in corso nel nostro paese è del tutto, ma del tutto, ma del tutto casuale e del tutto, ma del tutto, ma del tutto non voluto. State bene. Ghino La Ganga)

Fu Presidente.

gennaio 29, 2012

Parlamentare democristiano per quarantasei anni di fila, venne eletto Presidente della Repubblica in nome del rinnovamento. Uomo coerente, come pubblico accusatore di tribunali speciali chiese ed ottenne  condanne a morte, ma nel dopoguerra lottò  perchè tale pena venisse abrogata. Leggendaria la sua rettitudine morale, formatasi negli anni sessanta: in effetti, lo schiaffeggiare una donna a spalle nude in un’osteria romana non era da tutti;  lo scrivere “Sconcia vita” criticando Fellini, poi, era davvero di pochissimi . Ministro più volte, divenne celebre per il numero di sosia che popolavano la penisola, e che venivano avvicinati da ignari e questuanti cittadini (capitò perfino a un conoscente della mia famiglia, abbordato mentre era in coda alle poste affinchè sbloccasse una pensione). Come Capo dello Stato, si distinse per l’aver dichiarato in tv di non starci: che sorte avessero avuto i soldi dei Servizi Segreti, tuttavia, rimase sconosciuta ai più. Congedò  Mancuso, fermò Previti. E una volta fregò Berlusconi.

(State bene. Ghino La Ganga)

Shame(less).

gennaio 28, 2012

 

Magari uno può risparmiare i soldi del biglietto di un qualsiasi spettacolo di Romeo Castellucci, e spenderne anche meno  per vedere Shame di McQueen. E non provare alcuna vergogna, nel compiere questa scelta. Come è capitato a me.

State bene.

Ghino La Ganga

Istantanea di un paese.

gennaio 27, 2012

 

Nessuna foto può illustrare  l’Italia, meglio di quella che ritrae un vecchio di sessantasette anni che ne dimostra ottanta,  rompe i coglioni come quando ne aveva venti, e guida la protesta di un gruppo nel quale  quelli della sua età  sono la schiacciante maggioranza.

State bene.

Ghino La Ganga

Invurnìd (*).

gennaio 27, 2012

E’ semplicemente strepitoso dare dello sfigato a chi non si è ancora laureato a 28 anni, e comparire due sere dopo a La Sette per ammettere di essere un figlio di papà  dall’età di un giorno, e farsi dare del cretinetti da Zucconi .

State bene.

Ghino La Ganga

(*) in dialetto romagnolo indica una persona poco brillante.