Mestieracci.

febbraio 2, 2012

 

Professore universitario a Trento, poi a Torino; prima rettore, poi presidente, della Bocconi; componente di commissioni parlamentari, poi relatore delle stesse; consulente e componente di organi di grandi banche d’affari e di grandi imprese private; due volte commissario europeo con deleghe diverse; senatore a vita, poi presidente del consiglio con delega alle finanze.

Sì, ha ragione lui: a fare sempre lo stesso mestiere ci si rompe per bene i coglioni.

State bene.

Ghino La Ganga

Quando nevica in Romagna.

febbraio 2, 2012

Leggi  che ieri un treno, stracarico di passesseri provenienti  da Bologna,  s’è dovuto fermare per un guasto in aperta campagna, sotto la tormenta di neve che  ha colpito tutta la regione. Solo con fatica, e dopo ore,  il treno è giunto  a Forlì. A rendere un imbufalito  resoconto del tutto è stata, sui giornali locali, una tipa che conosci di vista : a suo dire, il comportamento delle ferrovie è stato pessimo. Ti è sempre stata tanto, ma tanto sui coglioni, la tipa. Socchiudi gli occhi. Fantastichi. Immagini di essere il macchinista del treno. Che però  porta treno e passeggeri non a Forlì, bensì a Forlimpopoli.  Lì lo ripara, velocissimo. All’altoparlante, si sente una voce che dice : tutti in carrozza.  Poco dopo, l’altoparlante chiede che la tipa, nome e cognome, scenda un istante dalla sua carrozza per una comunicazione urgente. Appena la tipa è scesa, il treno riparte. Ma non lentamente: a razzo. Ciuf Ciuf Ciuf. La stazione è vuota. La tipa è lì sola, nel gelo. E’ in corso una tormenta di neve storica. La tipa si guarda intorno, con quell’aria stupita e altezzosa di chi non può pensare che una cosa così capiti a lei. Scopre che bar e sala d’aspetto sono chiusi. Il telefonino non prende: sovraccarico. La cittadina è deserta. Il treno è lontano. Ti accendi una sigaretta. Che bei momenti. Che  posto meraviglioso deve essere Forlimpopoli di sera, in inverno, quando nevica a bestia.

State bene.

Ghino La Ganga

Fiori mai appassiti.

febbraio 2, 2012

Quando rifletto sulla vicenda di Luigi Lusi e dei quattrini sottratti a quel partito ancora esistente del quale egli era (è?) il tesoriere, mi viene in mente che il segretario politico comunale riminese di quel partito, Roberto Mussoni, dichiarò tanti anni fa ai giornali : se gli italiani chiedono una risposta alla politica, bisogna dire loro che una risposta c’è già, ed è la Margherita.

Poi chiosò: ma nessuno deve sentirsi più Margherita degli altri.

E che diamine.

State bene.

Ghino La Ganga