Aperitivo con gaffe.

marzo 31, 2012

 

 

Per l’ennesima volta la sua storia d’amore è andata male. Ora è seduta davanti a te che si lamenta secondo il solito schema: gli uomini sono tutti teste di cazzo, immaturi, deficienti, irresponsabili. Osservi garbatamente che magari potrebbe cambiare luogo di incontri. Ti chiede, un po’ stupita, cosa vorresti dire. Chiarisci che secondo te in un locale da aperitivi, come quello dove siete, non è facile incontrare grandi amori. Così come su twitter,aggiungi. Lei si rabbuia, come l’amica che ha di fianco. Ti senti in colpa: sei il solito idiota antiquato che non sa capire le situazioni. Dunque, provi a rettificare: beh, comunque è senz’altro più facile incontrare un grande amore qui che in un locale scambista. Sorridi, convinto di avere fatto una battutona. T’arriva di lato uno di quei calci nel polpaccio che restano nella storia del sottotavolo. E’ Guido. Ti dice di colpo: vieni a fumare, dài. Vi alzate, tu dolorante. Appena fuori, si infila una sigaretta in bocca e ti dice che sei, definitivamente, un cretino che manda all’aria le occasioni: lo sanno tutti, che quelle due frequentano il privè di portoscazzo, pagano un capitale di tessera vip valida per più persone, e te sei stato solo capace di farle innervosire.

 

(State bene. Ghino La Ganga)

 

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Mancanza di calore.

marzo 30, 2012

Quando  un tizio che non vedevi da anni, e che è di fronte a te a una festa, per la quinta volta di fila ti chiede  “ma dimmi di te”, dopo che per quattro volte di fila gli hai già risposto “va al solito: lavoro, clienti che non pagano, tasse, una gran fatica, poca fiducia nel futuro”,  pensi che la psicanalisi ti aiuta senz’altro molto:  ma che  il calore sul fianco di una  beretta calibro nove corto  a caricatore bifilare, da piazzargli in mezzo agli occhi dicendogli con tono fermo “adesso per favore sparisci di qui”   ti manca tantissimo. Non ci son storie.

 State bene.

Ghino La Ganga

Factotum.

marzo 30, 2012

Alla fine mi dispiace, che sia finito così: perchè in origine il  lavoro di giornalista lo sapeva  fare bene, pur sprecando già allora il suo talento in completi sartoriali a spese rai, tavoli verdi a casa dell’industriale Caproni, rimborsi spese assortiti. Si è trasformato, nel tempo, in una specie di macchietta destinata a occupare il ruolo dello schierato a prescindere, utile alla bisogna  rudimentale dello sgradevole infotainment de noantri . Con tale finalità, ha fatto di tutto. Me lo ricordo perfino –  accettato senza un plissè  l’esplicito ruolo di satiro guardone proveniente da una redazione  –  farsi sguinzagliare da Daria Bignardi  nella casa della prima edizione del Grande Fratello: ove si aggirava, da solo, sussurrando il nome di una concorrente donna che aveva sentito ( non visto, badate bene) essere carina.  Dotato di una  natura  primitiva e irta di luoghi comuni –   nel suo essere uomo del sud fissato  con la sequenza donnine/gioco/far baldoria/anticomunismo – non tentava neppur di nasconderla dietro a qualche scampolo di buona educazione che pure, a furia di frequentare altolocati, dicono avrebbe dovuto e potuto imparare, prima di ridursi a frequentare solo il sottobosco. In questo, però, era totalmente  sincero: suvvìa. In bocca al lupo e sii forte, Emilio. Adesso sarà molto dura.

State bene.

Ghino La Ganga

P.s.: per chi vuole approfondire, può essere utile la lettura di un vecchio post intitolato “Alla fine di Emilio”, del 14 febbraio 2011.

No-ghino.

marzo 29, 2012

Sono un uomo positivo: ritengo tutti gli esseri umani intelligenti, sensibili, belli, preziosi,utili. La penso così praticamente da quando sono nato. L’aver frequentato una scuola cattolica non ha potuto che rafforzare queste mie convinzioni:  rese granitiche dall’aver militato nei lupetti agesci prima, negli scout agesci dopo, nell’azione cattolica dipoi. Sono insomma un uomo completo, che senza alcuna perplessità si colloca nel caldo rifugio della lucida sinistra italiana contemporanea. Di essa condivido tutte le posizioni, convinto come sono che vi si trovino solo intellettuali, e che Jovanotti ne sia il legittimo interprete. Tuttavia credo che anche altri cantanti italiani siano dei pensatori fenomenali, come ad esempio Ligabue, le cui massime vorrei fossero scolpite nelle piazze, per come sintetizzano lo scazzo di chi è stato consigliere comunale pci ed oggi deve fare i conti con l’essere un sex symbol: senza sapere come cavolo si scrive, tra l’altro. Come tanti, perciò, credo fermamente nell’inutilità di qualsivoglia titolo di studio:   trovo dunque  giustissimo che, a organizzare festival culturali o a fare il capo di gabinetto del sindaco di una grande città, venga chiamato serenamente il possessore di un diploma di terza media. Anzi, a volte trovo questo stesso titolo di studio ingiustamente discriminatorio, poichè esclude dalle leve di potere tutti gli analfabeti portatori della nostra solida cultura contadina, i quali oggi –   sostituiti il cappello di paglia con la berretta di pile e il vino al metanolo con la barrique –  avrebbero pieno e sacrosanto titolo per esprimere le vere ragioni della nostra gente. Trovo dunque giusta ogni protesta: per contratto devo dire di detestare la violenza, ma davanti al primo carabiniere insultato sono pronto a fare dei distinguo: perchè spesso – e ho scoperto che siamo in tanti a pensarla così – il carabiniere insultato sconta la sua colpa di aver anche solo pensato di allungare una sberla. Se poi volano bastonate, è chiaro che mi indigno: per clausola di stile me la prendo con tutti, senza distinzioni; è tuttavia naturale che trovi più giuste le bastonate di chi, se è di Trento ma ha uno zio di Lecce che coltiva un orto a Latina, si rechi a Roma per difendere lo zio di Cosenza di uno che alleva bachi a Cuneo. E’ la globalizzazione, cari miei. Tanto per dire: una scoreggia fatta ad Asti, in genere, puzza solo lì: ma chi sono io, per dire che a Viterbo la puzza non si sente? E se un bel giorno, mentre passeggio per Viterbo, il mio incedere venisse reso arduo da una puzza di scoreggia? Dovrei prendermela con il tipo che è appena passato ed ha anche alzato la gamba nel vedermi, oppure , da persona riflessiva ed intelligente quale sono, capire al volo che un mese fa ha scoreggiato uno a Ravenna  e la sua scoreggia, vagando e rivagando, è arrivata fin lì? Son questioni delicate. Ecco perchè trovo congruo discuterle in interminabili serate nelle quali devono essere presenti tutti, ma proprio tutti: magistrati reduci dal ’92, ex mafiosi riciclati come mezzadri, associazioni ambientaliste, associazioni dei consumatori, centri di assistenza fiscale, pensionati, lavoratori atipici, cubisti, cubiste ( queste ultime sono categorie oggi in grande difficoltà: chiedete in giro, prima di criticare). Ci sarebbe anche l’Anpi,però ultimamente mi sta un po’ sulle palle: cari ex partigiani, ma come cazzo ragionate? Quando l’ex terrorista Franceschini scrisse che le prime due pistole le aveva ricevute da un ex partigiano non diceste un cazzo, e adesso rompete i coglioni perchè viene interrotta una pallosa conferenza da chi manifesta contro le ferrovie? Ma ditemi voi. Non vedo l’ora che ricominci una strepitosa stagione come quella di tanti anni fa, quando bastava chiamare un artista di sinistra, farlo salire su un palco, e la sinistra si riempiva di idee. Mica come adesso, che devi chiamare un artista di sinistra, farlo salire su un palco, e aiutarlo a rifarsi del nero che gli han fregato i finti scudatori fiscali. Sicchè, caro mio simile, è a te che mi rivolgo: se, come me, ritieni sacrosanto che il tuo voto valga quanto il mio, e non vedi l’ora che arrivi il 2013 per esprimerlo, sappi che ti amo. Anzi, ti lovvo proprio, diobò.

(Ovviamente, se condividete anche una sola delle posizioni di cui sopra, siete pregati di abbandonare immediatamente la lettura di questo blog. Grazie. State bene. Ghino La Ganga)

Al-jtaliia.

marzo 29, 2012

Pare che la rete televisiva Al-Jazeera del Qatar abbia deciso di non trasmettere il video della strage, compiuta da quel pazzo di nome Mohamed Mareah, solo dopo essersi improvvisamente  ricordata   di aver stabilito un codice etico: e di averlo poi messo  lì da qualche parte, tra i dvd del Mullah Omar e delle esecuzioni degli ostaggi. Nello stesso momento, da Algeri, il padre  del pazzo di nome Mohamed Mareh – reduce da quattro anni in carcere per spaccio – dichiarava di volere citare in giudizio la Francia per l’omicidio del figlio.

Penso che il terrorismo islamico collasserà, finalmente,  in un sol colpo, quando constaterà  che il suo più grande ostacolo  non è  il mondo occidentale da abbattere, ma tutti i  mediorientali che vivono nei paesi arabi: perchè, in realtà, sono italianissimi.

State bene.

Ghino La Ganga

La prima donna.

marzo 28, 2012

C’era il parlamento intero in seduta comune, che aveva appena concluso il conteggio dei voti,compresi quelli dei delegati delle regioni. Di questi ultimi, per la prima volta nella storia repubblicana, era stato preventivamente controllato che sapessero scrivere e leggere, e che non fossero palesemente ritardati. Un sussulto di dignità aveva imposto tale misura, volta ad impedire che finisse come nel millenovecentonovantadue: quando in venticinque, anziché Scalfaro, avevano scritto Scalfara, Scalfare, Scalfire, e in tre avevano a malapena azzeccato Scalfari ; o che andasse come nel duemilaesei, quando alle prime votazioni volavano dei gran Napoletano. Ora però c’era Pierferdinando Casini che imprecava forte, chiedendo il riconteggio dei voti, perchè lui non poteva avere perso di così tanto. Sicchè il Presidente della Camera faceva eseguire il riconteggio, che veniva terminato in pochi istanti : risultava che Casini aveva preso anche meno voti di prima, perchè andavano detratti alcuni Cassini, Casine e Casino. “Forse la selezione dei rappresentanti delle regioni è ancora da perfezionare”, commentavano pensosamente alcuni. Pierferdinando, perso il controllo, imprecava ancor più forte, ululando contro la clamorosa mancanza di rispetto per il mondo cattolico che emergeva da quel risultato. Si produceva, dopo tanto tempo, nella geniale frase che molti ricordavano avergli sentito pronunciare alle politiche del novantadue: “gli italiani si sono sbagliati”. Stavolta però aggiungeva una gran bestemmia, che il presidente del senato non poteva non censurare: l’onorevole Casini si contenesse, visto che c’erano alcune scolaresche in visita, che udivano e vedevano. I commessi dovevano allontanarlo a forza, e già che c’erano spingevano via anche Cesa, che cercava di calmarlo. In un angolo c’era Emma Bonino, ancora stordita dal risultato che la vedeva trionfare. Stringeva attonita le mani dei tanti che si avvicinavano. Stavolta toccava a lei. Non poteva dire di no. C’erano  Monti e Napolitano che in un angolo, sornioni, la guardavano e sorridevano.

E’ stato in quel momento che mi sono svegliato.

Dài, non era malaccio, ‘sto sogno.

State bene.

Ghino La Ganga

Che aspettava fidel.

marzo 27, 2012

Se mi raccontano che, per prepararsi all’incontro con un ottantaseienne che non si leva la divisa da cinquant’anni, un ottantacinquenne, che sta sempre in chiesa vestito di bianco, s’è perfino messo il sombrero, a me viene in mente solo la festa di carnevale a tema “El Merendero” della casa protetta  per anziani del paese dove sto.

State bene.

Ghino La Ganga