Sì,è vero: More than this si è sentita anche troppo e in troppe occasioni, patinati spot pubblicitari compresi. Però la sequenza di brani contenuta nall’album Avalon dei Roxy Music, che giusto nel 1982 stava ben piazzata in varie classifiche, è una di quelle che non hanno età. “Musica detemporaneizzata”, scrisse arditamente ma giustamente qualcuno, riflettendo sul fatto che voce e tastiere elettroniche di Brian Ferry non sovrastavano mai né il sax di Andy McKay né la chitarra di Phil Manzanera,anzi si fondevano con essi ( spettacolare l’attacco di True to life), senza dunque che il suono risultasse marcato dal decennio in corso. L’insieme basso/batteria rendeva, poi, sofisticatamente ballabili alcuni brani di grande atmosfera: tanto che, nelle discoteche meno provinciali, con The space between oppure con The main thing ci aprivano le serate. I brani erano comunque tutti belli, senza esclusione, imponendo scelte discografiche che in altri casi sarebbero state paradossali : sicchè, un piccolo gioiellino come India finì per essere il lato B del 45 giri di quella More than this tanto invadente e programmata di cui si diceva; un mezzo capolavoro come Take a chance with me venne troppo snobbato dalle radio. Il peccato vero, tuttavia, fu che i Roxy Music subito dopo si sciolsero, ricomponendosi solo pochi anni orsono. Ma se ascoltate quanta loro armonia e melodia si trovano in brani di mille copioni di mezza tacca, che li hanno seguiti e imitati, capirete quanto sono importanti ancor oggi, e quanto determinante fu quell’album di trenta anni fa. Che sembra composto  ieri.

State bene.

Ghino La Ganga

Capirne il mito.

marzo 25, 2012

 

 

Il fatto è che io leggo, rileggo,mi impegno, mi concentro, mi sforzo. Però non riesco a capire perchè mai esista il mito della capacissima sinistra emilianoromagnola.  Boh.

State bene.

Ghino La Ganga