Capirne il mito.

marzo 25, 2012

 

 

Il fatto è che io leggo, rileggo,mi impegno, mi concentro, mi sforzo. Però non riesco a capire perchè mai esista il mito della capacissima sinistra emilianoromagnola.  Boh.

State bene.

Ghino La Ganga

9 Responses to “Capirne il mito.”

  1. un tal lucas Says:

    Forse perché, facendo tutte le tare del caso naturalmente, se tutte le regioni italiane fossero come l’Emilia-Romagna (e ci metto pure la “mia” Toscana, va) si avrebbe dei livelli di cittadinanza e civiltà in linea con la media europea?

  2. un tal lucas Says:

    Forse perché – facendo tutte le tare del caso, naturalmente – se tutte le regioni fossero come l’Emilia-Romagna (e ci metto pure la Toscana, va), la civitas italiana sarebbe in linea con le più progredite nazioni europee?


  3. Perchè tu non hai idea di cos’è la Sinistra nelle altre regioni…

  4. anskijeghino Says:

    per un tal lucas:
    il Tuo punto di vista è interessante, ma mi ricorda un’affermazione di Formigoni sulla sua Lombardia: se tutte le regioni italiani le assomigliassero, eccetera eccetera. Posso tuttavia capire che il combinato disposto Martini/Domenici/Matulli/ Cenni/Pistelli/Rossi/Renzi sia in grado di far risultare strepitoso qualsivoglia altro scenario.
    Stai bene.
    Ghino La Ganga

    per Galatea:
    in alcune l’ho ben chiaro, ahimè.
    Inchino e baciamano.
    Ghino La Ganga

  5. lector Says:

    Nella storia, si registrano alcune combinazioni straordinarie di uomini, di eventi, di circostanze, che permisero l’insorgere di epoche altrettanto straordinarie, irripetibili e, per certi versi, addirittura incredibili in quanto a qualità dei risultati e a stupore e ammirazione che ancora suscitano in noi: la Grecia Classica, con Socrate, Platone, Pericle; la Roma di Cesare, Pompeo, Cicerone, Catone, e poi di Ottaviano, Catullo, Orazio, Virgilio; il Rinascimento italiano, con i Medici, Leonardo, Michelangiolo, Raffaelo, Machiavelli; l’Illuminismo francese con Diderot, D’Alembert, Voltaire, Roussou e tanti altri giganti del pensiero, dell’arte, della politica.
    Beh, non sperateci neppure.
    Be seeing you.

  6. lector Says:

    Pardon, Rousseau.

  7. anskijeghino Says:

    per Lector:
    tranquillo, non ci spero nè mai ci ho sperato. Mi basterebbe tuttavia che chi sta alla guida di queste amministrazioni non fosse convinto di far parte di qualcuna delle combinazioni da Te citate: se parli con qualcuno delle mie parti, sembra invece convintissimo.
    Stai bene.
    Ghino La Ganga

  8. Nick Says:

    Pur riminese, sono al 50% di origini reggiane: l’origine del “mito” risale agli anni leggendari in cui l’Emilia – come ha ampiamente e correttamente illustrato Edmondo Berselli nel suo libro dedicato alla regione – era anomala terra di eccellenza tecnologica di successo imprenditoriale convivente (in modo stranamente efficacissimo) con le sacche marxiste più retrograde e violente del paese. Questo mix di liberismo/socialismo paleocinese, supportato dall’incredibile spirito della gente (quindi parametro costante e indipendente dalla variabile “amministratori”) ha creato una terra unica, nella quale la qualità della vita è sempre stata ai massimi livelli così come i progetti culturali (vedi l’esportazione del modello pedagogico reggiano negli Stati Uniti) e dove la massiccia presenza della sinistra, paradossalmente, ha portato anche a un esemplare rigore civico e burocratico e non a quella sorta di suq anarcoide che volevano far credere i legaioli pre-elettorali (credo di aver preso solo a Reggio una multa per disco scaduto da 60″!). Nella mia vita credo di aver incontrato i dipendenti pubblici più disponibili solo a Bologna, Modena e Reggio e sempre lì i servizi più efficaci, puntuali e, soprattutto, gratuiti. Gente non perennemente incazzata col mondo come capita quotidianamente ma sempre pronta a risolvere il problema più incasinato.

    Dal punto di vista della sanità – da sempre “metro” per misurare efficacemente l’operatività di un’amministrazione – basta ricordare istituzioni come il Rizzoli, il Bellaria, il Sant’Orsola o, addirittura, il primo servizio 118 nazionale… nato proprio a Bologna all’indomani della strage del 1980 (quando senza tante “pugnette” i cittadini si rimboccarono silenziosamente le mani riempiendo l’altrettanto mitico “37” di morti e feriti). Perdonami, ma le sparate alla Formigoni qui non c’entrano una cippa: le strutture sanitarie locali sono da sempre riferimento nazionale (e non per gli scandali alla San Raffaele, per intenderci) e questo lo si deve, volenti o nolenti, unicamente a ‘quelle’ amministrazioni. Un dato odierno su tutti: Rimini è il reparto nazionale di cardiologia in cui è più alto il tasso di sopravvivenza agli infarti…

    Piuttosto ritengo sia errato il paralleleismo storico: riflettendo, ad esempio, sul mito musicale della “British Invasion”, sarebbe quantomeno inopportuno ricondurla all’oggi e, che so?, allo spessore dei Take That, Adele o dei Cousteau… Alla stessa stregua gli amministratori di ieri possedevano, a ogni latitudine, stature morali e politiche ben diverse (così come i cittadini).

    E su questo sono perfettamente d’accordo. 😉


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