Un valore posteriore.

aprile 18, 2012

(avvertenza: questo post è volgare, scritto con un linguaggio crudo  dunque  riservato a un pubblico adulto. Normalmente a “questo” avete già iniziato a leggerlo. Vabbè: Vi ho avvertiti.)

Non sai come fare diosanto non sai come fare ti trattieni ma fai fatica mentre lei continua a dirti che la Paoletta ha fatto carriera è brava però non riesce ad arrivare al ruolo che le spetta secondo lei è perchè si sa che le donne non fanno carriera non ci sono altre spiegazioni è solo per questo che la Paoletta è da qualche anno che aspetta una promozione che non arriva tu stai per scoppiare ma non puoi devi trattenerti come cazzo fai a dirle che della Paoletta sai tante cose come ad esempio che credeva nella verginità perchè la verginità è un valore diceva come una litania sai arrivare vergini al matrimonio è un valore però lei intendeva quella classica perchè dava per scontato che quella di dietro fosse nulla sicchè praticava l’anale dolorosamente sottoponendosi a un martirio in vista del matrimonio da vergine era per quello che non si concedeva al suo moroso Filippo lei glielo aveva spiegato io voglio arrivare vergine al matrimonio perchè tu sei il ragazzo giusto quindi aspettiamo però c’era Marco il suo ex anche lui aspettava che lei lo chiamasse indi la penetrava posteriormente all’insaputa di tutti  anche delle compagne di appartamento da studenti della Paoletta dove il Marco andava quando c’erano solo lui e la Paoletta il Marco si era abilmente procurato un anestetico per clisteri in esenzione ticket grazie alla nonna stitica e un lubrificante da pornoshop Paoletta era meravigliata di come grazie a queste due novità del mondo moderno la penetrazione posteriore fosse diventata non più un martirio Paoletta quindi viveva queste penetrazioni posteriori come un fatto normale un fatto peraltro assai coerente in vista del mantenimento della verginità principale per il predestinato Filippo anzi questa sopravvenuta mancanza di dolore era il segno che lei era nel giusto solo che un giorno lei era uscita Filippo era passato a farle un’improvvisata c’erano le di lei compagne di appartamento che non avevano fatto obiezioni a che il predestinato Filippo entrasse nella camera di Paoletta dove loro non si azzardavano a toccare nulla neanche il tubetto di anestetico per clisteri con vicino il lubrificante da pornoshop con la sigla del pornoshop sul comodino e il biglietto di Marco tesoruccio Paoletta mia porcellina lo lascio qui perchè così non me lo devo portare tutte le volte di dietro ah ah ah che poi voglio dire non è che Filippo fosse un fulmine ma se uno trova un biglietto così dopo hai voglia a dirgli che sei stitica dopo hai voglia a dirgli che il biglietto non è di Marco che c’è la sua firma dopo hai voglia a dirgli che era tutto per la difesa del valore della verginità principale per arrivare vergine al matrimonio con lui dopo hai voglia a dirgli che la penetrazione posteriore è anche dolorosa specie se la fai in vista della difesa di un valore un valore che il predestinato Filippo col cazzo che comprendeva visto che avevano dovuto chiamare i Carabinieri per fermarlo anche i vicini di appartamento si erano impauriti quel ragazzo aveva perso la testa aveva tirato in faccia alla Paoletta tutto anche l’anestetico anche il lubrificante aveva cercato di rovesciarle il letto addosso le compagne di appartamento che cercavano di fermarlo ma è dura fermare uno che non scopa e che ha appena appreso che un altro si incula letteralmente si incula la sua morosa anestetizzandole e lubrificandole l’ano prima di incularla da un paio di anni in difesa dei valori è veramente dura è veramente dura anche non scoppiare a ridere in faccia all’amica di Paoletta che ti guarda con l’aria da ebete chiedendoti perchè sei così rosso non puoi neanche dirle che il Marco ha aperto un’agenzia scommesse e il Filippo fa il responsabile marketing di un’azienda e che entrambi ti hanno confermato l’accaduto in tempi diversi perchè sennò esplodi di colpo pensi a qualcosa di triste ma cazzo niente ti viene solo da ridere esplodi come un cretino ridi come un pazzo lei ti guarda sbigottita tu le dici scusa hai ragione il mondo è maschilista povera Paoletta solo che ridi come un cretino ma come cazzo fai a fermarti non ci riesci mica ci riesci.

 (In sottofondo suggerisco l’ascolto di  Can’t fake the feeling  di Geraldine Hunt.  State bene.  Ghino La Ganga)

Madeleine ad immagini.

aprile 18, 2012

La Minetti e la Faggioli, vestite da suore, mi avrebbero depresso, riportandomi indietro nella classe della primina che frequentai a cinque anni. Se poi una delle due si fosse presentata vestita da coccinella, mi sarebbero tornati in mente espisodi ancor più tristi: come la mia breve militanza nei lupetti, o la scoperta che una mia  fiamma del ginnasio fondava le sue scelte intime su ciò che avrebbe fatto, in analoghe situazioni, l’Ape Maja.  Ma la botta definitiva me l’avrebbe data la Berardi, presentandosi mascherata da Ronaldinho: lì sarebbe iniziato un micidiale filone che  tornava indietro a Bugs Bunny, per poi accelerare in avanti  fino a  Donnie Darko.

State bene.

Ghino La Ganga

p.s.: in sottofondo ritengo tuttavia più giusta  Mad World nella versione originale dei Tears For Fears, che in quella di Gary Jules.