Devo averlo già scritto, ma a me quest’uomo fa anche pena. Gheddafi, a tranello, gli aveva appena finito di riempire la casa  con un container di sessanta vestitacci di scarto da suora del deserto, quando ecco che gli si presentavano ragazze che volevano non aprire, bensì diventare socie di centri estetici. Una perversione imprenditoriale mica da ridere. Paragonabile solo alla perfidia del funzionario di Polizia Ostuni: il quale colse al volo – unico della serata – che Ruby non era la nipote di Mubarak bensì la figlia di un contadino siciliano, ma non lo disse al povero Silvio. Questi, rimasto inconsapevole, prima che in questura chiamò verosimilmente Il Cairo per rallegrarsi della carrambata, facendo dunque una colossale figura di merda. Son cose perdonabili, però: quando c’è un’atmosfera  piena di simpatia e gioiosità, viene spontaneo farsi scherzi anche telefonici, ma soprattutto indire gare di burlesque. Sono esibizioni scontate e usurate ( su questo il Silvio ha  totalmente ragione) , tuttavia qualificate dall’essere messe in scena durante serate eleganti; prova ne sia che Silvio ne ha nostalgia, e ne rifarebbe una anche domani. Infatti, egli vuole aiutare le povere ragazze che hanno perso il lavoro e il fidanzato, e forse non ne avranno più. Tutto normale, tutto giustificabile. Povero uomo, dunque. A lasciarmi un tantino perplesso è solo il climax altruistico finale, che apre micidiali scenari da gay hardcore con varianti granny” : nella vita ho sempre mantenuto ragazze, ragazzi, uomini, anziani, perchè me lo posso permettere. Cavoli, Silvio…..

State bene.

Ghino La Ganga

Generoso spaventoso.

aprile 20, 2012

Lorenzo Cesa

Lo ammetto: quest’uomo mi fa paura. Non per i procedimenti giudiziari, dai quali è uscito (quasi) sempre senza macchia. Mi fa paura, perchè è lo stesso uomo che anni fa, quando il parlamentare Mele dell’Udc abbandonò una escort, tramortita dalla cocaina, sul pavimento di una suite di un albergo di Roma, disse che erano cose che succedevano quando un parlamentare si trovava troppo lontano dalla famiglia: sicchè ipotizzava di aumentarne la diaria, per permettere ai di lui congiunti di alloggiare con più agio nella capitale. Mi fa paura, perchè è lo stesso uomo che non fece un plissè davanti al caso Cuffaro, definendo anzi quest’ultimo l’amico Totò. Mi fa paura, perchè ritenne giusto candidare Emanuele Filiberto di Savoia capolista Udc alle elezioni europee. Mi fa paura perchè oggi, pomposamente, fa passare l’azzeramento dei vertici del suo partito – inquietante quanto lui – come un atto di generosità verso il Paese. Un atto di generosità del quale sarebbe capace di chiedere conto al Paese, prima o poi. Sicchè, da oggi quest’uomo mi fa ancor più paura: quel Paese è anche il mio Paese.

State bene.

Ghino La Ganga