Ritornare qui

aprile 28, 2012

Ritornare qui è come stordirsi per ricordare tutto: quindi sbagliarsi, ancora una volta.

Qui è dove hai vissuto una bizzarra adolescenza, con più di dieci anni di ritardo. E come tutti gli adolescenti, gli errori si sono accumulati fino a farne una commedia che, alla tua età, è stata anche un po’ una tragedia.

Qui bastano le prime gocce di pioggia a riportare una dolcezza che sa di erba, di fiori secchi, di latte. È una pioggia tropicale, profumata – i ragazzi si tolgono le scarpe e corrono in quel vortice d’acqua, intenso eppure mansueto, e che durerà poco, e tornerà il sole. In quella dolcezza nulla sembra impossibile.

Ritornare qui è pensare a tutte quelle donne che si erano prese l’impegno di sopportarti.

Ritornare qui è come cadere, resuscitare e poi definitivamente morire, sentirsi come un cane avvelenato dai ladri, che comunque tenta di giocarci assieme. E allora smettila di tormentare quella povera disgraziata che ti è stata e ti sta vicino, lasciala in pace, non c’è ragione di farle pagare queste colpe e questo odio. Non avrebbe funzionato, nemmeno se lo aveste tenuto.

Ritornare qui per qualche giorno. E restare a casa degli amici, ognuno con due bambini. E piangere.

Quella maledetta casa gialla, quell’odore inconfondibile. Capire che lo stai dimenticando fa ancora più male che riconoscerlo.

E adesso che sei tornato, non resta che andarsene all’albergo.

Spegni il computer, appoggi la testa sopra un libro.

Ti addormenti.

Anskij

Romanzo crepuscolare.

aprile 28, 2012

il cadavere di angelo angelotti, 62 anni, componente della banda della magliana

 

 

Che l’Italia sia un paese anziano e malridotto, si comprende constatando che è alto il numero di coloro che sono costretti a rimanere in attività anche in età avanzata, con conseguente incremento degli infortuni mortali sul (qualsivoglia) lavoro.

State bene.

Ghino La Ganga