Modi e tempi.

maggio 31, 2012

ivano consorte e giovanni sacchetti

 

 

  

Sette anni fa avevamo una banca.

Adesso abbiamo una condanna.

State bene.

Ghino La Ganga

Spiegazioni.

maggio 30, 2012

Massimo Ponzellini

 

Ah. Ecco  perchè a Bologna lo chiamavano il Fazio scemo.

State bene.

Ghino La Ganga

Primogeniture.

maggio 29, 2012

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rivendico d’avere ipotizzato già nel maggio 2006, davanti a testimoni,  una chiusura dei campionati di calcio professionistici per almeno tre anni. E di avere già all’epoca  considerato il rischio, dato dalla conseguente perdita di lavoro o parola  per  alcuni, fondamentali, intellettuali nostrani.

State bene.

Ghino La Ganga

 

Certe opportunità.

maggio 29, 2012

padre livio fanzaga

Auspico che questo individuo qua sopra, in un momento così importante per la Chiesa e per l’Emilia Romagna, senza indugio si rechi al campo sfollati di Mirandola e ribadisca quanto affermò riguardo a L’Aquila nel 2009: ossia  che il terremoto è un’opportunità mandata dall’alto.

Ovviamente, auspico altresì che gli sfollati di Mirandola, chiamati sul posto anche quelli di Finale Emilia, Carpi, Medolla, Cavezzo, Cento, via Saragozza a Bologna, eccetera, sappiano cogliere l’opportunità, data dalla contemporanea presenza  in loco dell’individuo di cui sopra e di grandi quantitativi di macerie a portata di mano.

State bene.

Ghino La Ganga

Tremiamo.

maggio 29, 2012

Come diceva Ciampi, siamo stati fortunati a nascere in Italia. E’ un paese che fornisce sempre validi motivi, affinchè  la voglia di andarsene resti costante.

State bene.

Ghino La Ganga

Formato BVU.

maggio 28, 2012

E’ notte tardissimo sei sveglio accendi la tele su retequattro replicano uno spettacolo musicale di quasi trent’anni fa l’immagine invertita per non aver problemi di scritte di vecchi sponsor  i colori un po’ impastati  presentano Gabriella Golia e Jerry Scotti il tutto ti pare familiare dopo trenta secondi che guardi senti un brivido alla schiena sulle braccia è la serata di Tutto Musica e Dischi del 1986 al Bandiera Gialla di Rimini eravate un  gruppo seduti  in sesta fila o giù di lì un mese di maggio piovoso fresco con la sequenza di presentazioni formalissime come si faceva allora prima una qualche battuta sulla posizione in classifica o sul cantante poi ecco a voi Tracy Spencer con Run to me ecco a voi Garbo con Il fiume ecco a voi Linda Wesley con Wild on the isle ecco a voi Sandra con Innocent love c’era anche Zucchero che cantava Rispetto ti ricordi che il suo playback si era interrotto aveva dovuto rifare l’entrata e la canzone tre volte tutti ridevano si facevano le pause per preparare già gli spazi per la pubblicità si chiamavano neri pubblicitari sicchè la serata non finiva più quando fermavano la registrazione Jerry Scotti non ripreso faceva battute grevi volgari chiedeva alle prime file con ‘sto microfono non sembro l’inviato di telelecco? Telelecco o telesucchi? Faccio il valletto della Golia o quello che va-a-letto con la Golia? La Golia magra minuta carina carina sui tacchi nelle pause si toglieva le scarpe stava scalza su un lato del palco partivano dalla platea dei gran bona spogliati lei rideva mandava i baci grazie fortuna che c’è ancora qualche signore ogni due minuti ricordavano che erano a Rimini terra del divertimento delle discoteche eccetera eccetera a un certo punto eran saliti sul palco i Gaznevada conciati da postpunk uno seduto  tre file dietro di voi aveva urlato fortissimo mostri andate a cagare! loro impassibili avevano fatto un cenno di ringraziamento e mimato sempre impassibili il playback di Living in the jungle ti ricordi che la serata era finita dopo mezzanotte passata a un certo punto inquadrano le prime file hai come una scossa intravedi te e gli altri con le t-shirt le felpe colorate le giacche con le maniche arrotolate le ragazze con la permanente gli orecchini giganti è un momento un attimo velocissimo passa a razzo diosanto che cazzo è rivedersi ventisei anni fa in un istante velocissimo vorresti telefonare a quelli che c’erano insieme a te non ricordi dove hai messo i loro numeri di alcuni non li hai proprio più poi sono le quattro di notte cazzo telefoni.

(State bene. Ghino La Ganga)

 

Siccome in compagnia di Anskij ed altri s’è visto Cosmopolis di Cronenberg, dovrei parlarvi del film. Invece, non riesco a parlar d’altro che all’affollamento della mia retina. Quell’affollamento che, quando vedo sullo schermo una rappresentazione esasperata del contemporaneo, mi riporta a Brazil di Gilliam; quando vedo le luci giuste, con gli oggetti bene illuminati, gli abiti scuri che contrastano con il bianco, mi caccia in testa Matrix dei fratelli Wachowski; quando vedo una città moderna ma innaturalmente cupa, l’effetto mi rimanda subito a Dark City di Proyas. Con le scene in limousine molto ben costruite, dove la velocità della tecnologia che governa i mercati finanziari cozza con la lentezza degli spostamenti ( le guardie del corpo del protagonista seguono e affiancano a passo d’uomo la sua vettura, in una sorta di sospensione del tempo irreale ma credibile, nella quale l’unico modo per interagire è spostarsi sul mezzo di trasporto a fianco, parimenti fermo nel traffico). E le autocitazioni di Cronenberg, quando una comprimaria afferma di avere voglia di correre a casa a baciare lo schermo del computer, che pare un aggiornamento duepuntozero di Videodrome, o anche di Existenz. Poi le riflessioni sociali, con il contemporaneo leggibile solo attraverso l’impennarsi di una valuta sull’altra, o con improvvise rivolte anticapitaliste che durano lo spazio di un’imbrattata di vetri,o di qualche torta in faccia al potente di turno. Sì, insomma: dovrei parlarvi di Cosmopolis, e dirvi che mi è anche piaciuto e mi ha divertito, specie nelle surreali scene nella limousine, nei dialoghi tra il protagonista e la moglie, nel funerale del rapper sufi. Magari lo farà meglio Anskij: al quale, invece, non è piaciuto.

State bene.

Ghino La Ganga