Comunque, da questa storia della Lega, è la signora Marrone che ne esce meglio di tutti: è stata l’unica, tra quei bingo bongo idioti e analfabeti del cazzo che votano Lega e si credono furbi e anti-sistema ad aver capito che tra il marito storpio e menomato e i figli minorati mentali, talmente imbecilli da non riuscire nemmeno a comprarsi le lauree e i diplomi (e sì che di soldi rubati ne avevano), la sola soluzione era imbucarli in qualche ministero o in Regione a fregarsi lo stipendio. La situazione dei Bossi era talmente disperata che, come copertura, valeva la pena anche assistere alle pagliacciate di Pontida e sopportare lo spettacolo sconfortante di quattro trogloditi poliomelitici che cambiavano i citofoni nei meublé di Monza spacciandoli per “ministeri”. O così o la strada, è gente che non è buona neanche a fare i vetrai: la Lega è familismo amorale repellente e grottesco elevato a metodo, a rito, a progetto politico.

Non si capisce come possa essere andata male, l’avventura della Lega, ma tranquilli: l’Italia è talmente alla frutta che a differenza del ’92-’93 questi adesso continuano a votarli, i partiti-vampiro – tutti quei bifolchi spastici dipinti di verde con le corna addosso non vedono l’ora di rivotare Bossi segretario, di rivotare Lega, di rivotare Trota, ancora, sempre di più, fino al crash finale. Nota a margine: se pensate che il Trota sia una specie di focomelico autistico con un vocabolario di sì e no cento parole, non avete ancora sentito parlare l’altro figlio, quello grande, Riccardo, quello che dopo il divorzio si era messo con Rosy Dilettuso della “Pupa e il secchione” – in confronto a Riccardo, Renzo Bossi è un professore di Harvard, credetemi anche se è l’ultima cosa che fate, ve lo giuro su tutto quello che ho di caro.

Quella plebaglia abominevole di buffoni immondi, che si ubriacavano di secessione mentre Bossi farfugliante si sputava sulla canottiera e faceva votare Ruby nipote di Mubarak incassando gli assegni di Berlusconi; quegli arnesi sconclusionati e ottusi di Radio Padania e Telepadania, che mentre urlavano contro Roma ladrona non si accorgevano che le loro tasse andavano alle mignotte del Trota, ai rally di Riccardo, alle cagate di Roberto Libertà e quell’altro che ha il nome delle bustine di zucchero, Eridano Sirio o come cazzo si chiama quel povero scemo. Bisogna dire che per quei deficienti e incapaci clamorosi Bossi era il leader perfetto, uno che il “federalismo” l’ha studiato tra una mano di tressette e l’altra nelle osterie della bassa e lo stemma di Alberto da Giussano l’ha copiato dalle figurine.

Cosa non fa, il centralismo romano, per disfarsi di queste forze “scomode”, come dei leader “autenticamente popolari”. Bossi, uno che in vita sua ha lavorato solo per 4 mesi all’ACI di Monza, un minus habens che faceva finta di essere medico e invece scappava di corsa al bar a giocare a bazzica di nascosto dalla moglie, uno sciancato che ha in comune con Berlusconi la carriera di cantante fallito – immortale l’interpretazione di “Ebbro” e “Sconforto” con lo pseudonimo di Donato nei primi anni ‘60, guardatevele su Youtube – ecco l’uomo giusto per “portare in Parlamento i problemi del Nord”. A passare in rassegna le Rosi Mauro, i Reguzzoni, i Sandro Sandri, le Manuele Del Lago, i Castelli, i Calderoli, i Cota e tutta la scia di flatulenze varie e di cialtroni inauditi che ci lasciano sia a Roma che a livello locale, verrebbe da dire che il migliore prodotto della Lega almeno a livello di intrattenimento puro resta Borghezio (ma non dimentichiamo anche quello che alla Camera mandava i bigliettini d’amore a Rosy Bindi): governata da gente così, l’Italia non è credibile neanche per i fondi sovrani del Boputatswana e delle isole del Sarchiapone. Poi dice che lo spread s’impenna e i mercati si accaniscono…

Anskij

Una seduta.

maggio 2, 2012

 

 

Entri saluti come sempre ti accomodi sulla poltrona cominci a spiegare che una cosa che ti dà angoscia è il dovere andare a una cazzo di festa di un tuo conoscente una festa grossa ma sono anni che non lo frequenti però lui t’ha invitato ti tocca andare volevi dire di no invece hai detto sì bene grazie vengo però andrai da solo così non ci sono pugnette quando ti sei rotto le palle vieni via senza dover consultare chi è in macchina con te anzi metti la macchina in modo da potere uscire subito senza farti bloccare senza dovere rientrare e chiamare a spostare metti il soprabito in un punto dove lo ritrovi subito senza dovere smadonnare senza farne spostare cento provi a visualizzare il momento in cui entri in ‘sta casa in ‘sta benedetta festa sei teso sei timido sei pensieroso apri la porta è la casa di Francesca il suo compleanno millenovecentosettantanove la festa la casa piena di gente che conosci quasi tutta i tuoi compagni di classe ti saltano addosso a manate nei coglioni eccoti arrivato pataca dova cazzo eri quanto cazzo ci hai messo cosa arrivi a quest’ora sei arrivato tardissimo a centrostanza ballano tutti come matti Boogie-oogie-oogie degli A taste of honey Guido fa il dj con il foulard rosso al collo urla nel microfono forza ballate che questa è una festa vera han messo negli angoli perfino le luci strobo giallo-blu-rosso il contrasto con le tende bianche della casa è incredibile ti avvicini a Sara chiedi a chi devo dare i soldi del regalo? lei dice a me però dopo che adesso devo beccare Guido quando gli danno il cambio in effetti arriva Lele con una borsata di dischi anche lui lo accolgono a manate nei coglioni dà il cambio come dj a Guido che gli passa le sennheiser gialle poi si avvinghia a Sara capisci che magari i soldi del regalo li consegni domani perchè la lingua di Sara è un metro dentro la bocca di Guido farebbe fatica a dirti la cifra esatta vai a bere al tavolo a fondosala dove c’è di tutto da mangiare anche i vaulevant al formaggio che di solito sono buonissimi ne assaggi uno ma il sapore non lo gusti ti sembra carta è come se non avessi più il palato ti trascinano a ballare ci vai controvoglia siete stipatissimi mentre c’è I want your love degli Chic trovi Francesca la saluti lei ti abbraccia bacino bacino ah ma allora sei venuto anche tu rispondi già la guardi è carina sono tutte carine a ‘sta festa anche Elena che stranamente sta in un angolo ti fermi a parlarci arriva uno che dice oh ma nel bagno la Sara e Guido secondo me scopano in quel momento passa Francesca con delle bottiglie in mano le dicono cosa succede in bagno lei chiama sua cugina le dice fammi un favore capisci cosa fanno in bagno poi aiutami a dire in giro di usare il bagno dei miei guarda te e l’Elena sorridendo magari non andatevi a chiudere subito lì dentro voi due sua cugina torna e dice Franci quelli là in bagno scopano sul serio ‘sta festa sta venendo da dio è in quel momento che il dottore ti dice che devi fermarti e fare un bel respiro che la seduta è terminata.

 

(In sottofondo suggerisco uno dei brani citati. State bene. Ghino La Ganga)