Last dance for Donna.

maggio 17, 2012

Donna Summer

Mi dispiace davvero tanto che se ne sia andata, in questo duemiladodici che sembra aver preso di mira i cantanti. Perchè mi ricordo di quando alcune radio private escludevano Love to love you baby, dacchè conteneva troppe allusioni sessuali. Perchè Mac Arthur Park era una bella canzone. Perchè Giorgio Moroder e Barry Manilow trovarono in lei una perfetta interprete di brani che parevano debolucci : aveva la pelle ambrata, gli occhi dolci, il sorriso accattivante, la voce magari non potente ma ben riconoscibile, capace di far schizzare i campionamenti elettronici kraftwerkiani di I feel love e i sospiri pianistici chopiniani di Could it be magic in testa alle classifiche. Perchè era la dimostrazione di come la tanto criticata discomusic fosse, invece, un genere destinato a lasciare il segno, tanto a lungo che i suoi brani si programmano e ballano ancora. Perchè duettò alla pari con Barbara Streisand. Perchè sembrava finita e sparita, e invece saltava ancora fuori da una cover delle Pussycat Dolls, da un arrangiamento dei Take That, da un vocalizzo di Beyoncè. Perchè mi ricordo di quando gli amici dj di mia sorella, più grandi di me, mi insegnavano come contare le battute del missaggio uno,due,tre,quattro e a tenere la cuffia su un orecchio solo, facendo girare sul piatto Hot stuff. Perchè avevo quattordici anni: ma mi sembra ieri, dannazione. Addio, regina.

State bene.

Ghino La Ganga

Drive.

maggio 17, 2012

 

 

Il problema non è tanto che ci siano quarantuno milioni di veicoli, ma che a guidarli in uno spazio ridicolo ci siano sessanta milioni di italiani.

State bene.

Ghino La Ganga