Tre decadi.

giugno 4, 2012

 

 

 

 

 

Vai a sentire Antonio Attisani ora professore universitario trent’ anni fa e passa direttore artistico di festival teatrali s’è portato dietro il catalogo di un festival tipo dell’anno 1981 c’erano artisti polacchi semiesuli che dormivano a casa sua per terra poi  la sera nelle piazze mettevano in scena sfinenti spettacoli in polacco a sfondo religioso di un’ora e mezza per trattare il dissenso e la resistenza all’oppressore russo senza mai nominarlo artisti italiani vere pugnette viventi che facevano spettacoli ove contestavano la scarsa consistenza politica di certi eventi c’era perfino l’ospite americano consistente in Laurie Anderson che con il vocoder faceva Oh superman anch’essa autentica pugnetta monotonica che voleva essere una critica dell’american style of life cazzarola che originalità come se i Talking Heads prima e anche dopo non avessero fatto di più e di meglio Attisani dice che aveva scoperto che nel 1981 il mondo stava cambiando e in pratica fare teatro voleva dire parlare diversi linguaggi esterno/interno tra società dello spettacolo e postmoderno viene fuori che aveva in testa un casino della miseria nel catalogo aveva messo di tutto saggi di Wittgenstein scritti di Grotowski in copertina le foto di un tipo con una zazzera new wave che secondo lui doveva essere un omaggio all’omosessualità poi dei labirinti che volevano raffiguarare dei circuiti elettronici dalla platea gli chiedono se questo contrasto tra Lyotard e Debord non fosse un tantino caotico e pienamente  immerso negli anni ottanta alla fine ammette che è vero  non si ricordava che La condizione postmoderna fosse uscito nel 1979 tra l’altro nel catalogo il nome di Lyotard manco appare c’è solo scritto postmoderno ogni due righe indi afferma che adesso comunque il teatro borghese è morto soppiantato dalla televisione lui non conosce rimedi perchè ora  è uno storico che si occupa solo di certi settori però il capolavoro è una tizia ex amministratrice pubblica che dalla platea si alza per fare una domanda confessa di non aver capito assolutamente niente di quel che accadeva nel 1981 o giù di lì e che quando Attisani venne licenziato da un festival lei era tra i licenziatori ma non sapeva bene perchè si facevano certe scelte forse era l’ottica sbagliata e poi mancavano gli strumenti dice proprio così era l’ottica sbagliata e forse ci mancavano gli strumenti tu ne vorresti uno per inseguirla e randellarla urlandole dove vai testa di cazzo vieni qui esci dalla sala stanco sono trent’anni che ‘sto paese va avanti a cialtronerie assortite tra chi dovrebbe sapere ma non sa molto tra chi decide ma non sa mai un cazzo  ti viene anche  in mente che un amico di tua sorella trent’anni fa aveva  fatto carte false per entrare a lavorare in un festival perchè lì avrebbe conosciuto chissà che intellettuali avrebbe fumato chissà che canne avrebbe bevuto chissà che bevande e scopato con chissà che fighe era finita che a  momenti un regista cecoslovacco proveniente dalle miniere se lo inchiappettava fumare aveva fumato delle  kim bere aveva bevuto aranciate calde e scopare mai scopato per mesi resta la conferma che  sono trent’anni di prese per il culo nel teatro nello spettacolo italiano in ogni dove ti accendi una sigaretta almeno sai che sapore ha diobono.

 (In sottofondo suggerisco l’ascolto di  Once in a lifetime dei Talking Heads. State bene. Ghino La Ganga )