Tornasole trentennale.

settembre 1, 2012

copertina The Nightfly di Donald Fagen

 

Certi dischi  sono non solo ancora belli dopo trent’anni, ma anche utili. Un esempio. Il mio compagno di scuola che, ai primi di  dicembre 82, mi vide uscire dalla Dimar di Rimini con The Nightfly di Donald Fagen in vinile , appena acquistato ed ancora incellophanato, e mi prese per il culo, chiedendomi che cazzo mai ascoltassi, mentre lui ascoltava solo cantautori italiani: beh, ho constatato che è un coglione anche adesso.

State bene.

Ghino La Ganga

10 Responses to “Tornasole trentennale.”

  1. massimo Says:

    A me sembra persino più bello adesso.
    Invece il suo amico probabilmente è lo stesso coglione di trent’anni fa, uguale.

    saluti,
    massimo

  2. Joe Says:

    questo è un disco che… ecco… è semplicemente inaggettivabile.

  3. mauro Says:

    bhe,dai,quello era un cretino qualunque cosa tu avessi ascoltato,qualunque cosa avesse ascoltato.
    confesso che questo disco lo ho ascoltato solo dopo dieci anni,e non mi aveva impressionato molto.
    poi,nel tempo,l’ho riascoltato sempre volentieri,ma in sottofondo.

  4. lector Says:

    Meraviglioso, come quasi ogni sound fortemente influenzato dal jazz. Sto cercando un pezzo dell’82/83 che non riesco più a individuare, con un funky jazz fantastico e un assolo di piano da brivido. Ma il mio preferito rimane sempre e comunque Keith Jarrett, l’immenso che illumina.

  5. anskijeghino Says:

    per Massimo:
    già. Stai bene.
    Ghino La Ganga

    per Joe:
    mi ricordo la recensione sul mensile Rockstar: “semplicemte il migliore easy listening contemporaneo, senza che questo concetto possa dirsi riduttivo”.
    Stai bene.
    Ghino La Ganga

    per Mauro:
    però non credo Ti annoi, nè Ti risulti datato. Ecco il bello.
    Stai bene.
    Ghino La Ganga

    per Lector:
    nulla da eccepire su Jarret, caratteraccio a parte. Il pezzo 82/83 che cerchi…mh….non saprei…. come sostitutivo (se ho capito lo stile e il sound che cerchi) suggerisco il singolo “Instantly” dei D-Influence, anno 1992 o giù di lì. Più recente (uscito nel 2009 ), puoi sentire il singolo ” Brand Nu” di Soopasoul. Fammi sapere l’esito. Stai bene.
    Ghino La Ganga

  6. lector Says:

    @–>Ghino

    Con il primo pezzo suggeritomi, in effetti ti sei parecchio avvicinato a ciò che sto cercando. Ma questi è un brano preciso, che desidero ritrovare in quanto “luogo della memoria”, pertanto non fungibile.
    In ogni caso, ti ringrazio.

    • anskijeghino Says:

      per Lector:
      a meno che non si tratti di “Falcon” della Rah Band ( periodo di uscita 1980/81)…vado a caso, magari ogni tanto scrivo quel che mi viene in mente.
      Stai bene.
      Ghino La Ganga

      • lector Says:

        No. Ci si avvicina, ma non è lui. Il brano che intendo io è assai più jazzato (si può dire?) e ha un lungo assolo di pianoforte, con una dissonanza da brivido nel giro degli accordi.
        Appena ho un po’ di tempo, verifico le hit parades di quegli anni, canzone per canzone. Alla fine, con pazienza, riuscirò ben a ritrovarla.

  7. SAVERIO Says:

    A sei anni di distanza da “Morph The Cat” è tornato con un nuovo album solista (il quarto) l’ineffabile Donald Fagen.

    Il co-leader degli Steely Dan pubblica “Sunken Condos” letteralmente “Condomini affondati”.

    Gli estimatori del genio del
    New Jersey nutrono grandi aspettative per questo disco co-prodotto da Donald Fagen con il suo fido collaboratore Michael Leonhart.

    Otto nuovi brani composti da Fagen e la cover tiratissima di “Out Of The Ghetto” del Mosè nero Isaac Hayes.

    L’album sarà disponibile dal 16 ottobre prossimo in formato CD come di consueto, nella versione digitale, e per gli audiofili, anche su un vinile (doppio) 180 grammi.

    Il progetto è stato anticipato circa un mese fa dal primo singolo “I’m not the same without you”in cui Donald Fagen ci offre una storia di perseveranza e di amore trionfante dopo un fallimento.

    Non ci troviamo di fronte ad una banale e sdolcinata catarsi lirica e melodica.

    Fagen rimbalza sul pentagramma tra scanalature funk con morbidi accordi di pianoforte, riff di chitarra sensuali e sinuosi, e si spinge in avanti con un sorriso beffardo attraverso i tempi tristi che ogni separazione porta inevitabilmente con sè.

    Il narratore alla fine del brano non solo sopravvive al fallimento sentimentale ma addirittura si evolve rapidamente in qualcosa di “più che umano”, almeno nella sua mente.

    La canzone si conclude con un assolo di armonica stupefacente affiancato da un fraseggio di ottoni da applausi interminabili.

    La copertina di “Sunken Condos” è una delle cose più cool viste negli ultimi anni, una specie di “Resort Atlantide” disegnata nelle profondità di un mare senza nome nè tempo.

    Gli episodi più riusciti dell’intero lavoro sono, oltre alla già citata “I’m not the same without you”, “Slinky Thing” impreziosita da un groove serpeggiante su una compressa linea di basso acustico, “The New Breed” un mid tempo condito con un Prophet-5 synth con l’aggiunta di un pizzico di

    mellotron e “Miss Marlene” sensualissima ed avvolta nell’abituale ed inseparabile shuffle.

    Sunken Condos arriva dopo la famosa trilogia iniziata trent’anni fa nel 1982.

    The Nightfly si manifestò all’epoca come un miracolo musicale e culturale.

    Kamakiriad venuto alla luce nel 1993 era rassicurante e morbido come velluto, seta e cashmere.

    Morph The Cat del 2006 era ambiguo e scostante come un felino.

    Sunken Condos è sporco, atipico e non nasce dalla necessità di farsi piacere al primo ascolto.

    E’ bluesy, è jazzy, è funky e tutto il contrario di queste cose.

    I detrattori del musicista newyorkese spesso lo accusano di essere patinato, rarefatto, plastiforme.

    Di certo Donald Fagen non avrà l’ematocrito di Bruce Springsteen e nemmeno il quadro proteico dei Red Hot and Chili Peppers.

    E non pretende di averli.

    Raffinatezza, eleganza e disciplina musicale sono inequivocabilmente il marchio di fabbrica inconfondibile di uno degli ultimi geni della scena musicale mondiale.

    Ecco la tracklist:

    “Slinky Thing”

    “I’m Not the Same Without You”

    “Memorabilia”

    “Weather in My Head”

    “The New Breed”

    “Out of the Ghetto” (Isaac Hayes)

    “Miss Marlene”

    “Good Stuff”

    “Planet D’Rhonda”

    Ecco gli straordinari gatti che hanno graffiato il vinile:

    JON HERINGTON

    FREDDIE WASHINGTON

    WALT WEISKOPF

    JIM PUGH

    ROGER ROSENBERG

    CAROLYN LEONHART

    ANTOINE SILVERMAN: VIOLIN

    CATHERINE RUSSELL

    CYNDY MIZELLE

    LARRY CAMPBELL, KURT ROSENWINKEL, GARY SIEGER: GUITAR

    WILL GALISON: HARMONICA & BASS HARMONICA

    JOE MARTIN, JAY LEONHART: ACOUSTIC BASS

    HARLAN POST, LINCOLN SCHLEIFER: ELECTRIC BASS

    CHARLIE PILLOW: TENOR SAX, BASS CLARINET

    JAMIE LEONHART: BACKGROUND VOX

    AARON HEICK: BASS FLUTE

    Rosario Francesco Saverio Cafiero

    (CASA CAFIERO: GOOD VIBES, DEEP GROOVES, PASTA SETARO E GRECO DI TUFO)

  8. andrea Says:

    il tuo amico é un poveretto, uno che avrebbe urgentissimamente bisogno di ricovero in una clinica (molto specializzata!) per la cura di malattie mentali! Quando qualcuno osa fare ironia o sarcasmo su Don e Walt, divento una bestia, rompo i rapporti, sono talebano, lo ammetto! Mi possono sfottere su tutto, tranne che su L*O*R*O*. The Nightfly, poi!


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