Uomini del destino confinati a Bagnara Calabra, tangentisti della prima ora, mezzi nani, ballerine monogamba, sciancati dalle letture incerte, cesellatrici travestite da consigliere regionali, milanisti-liberisti alla Daw (cit. Malvino), rottamatori già metarottamati loro stessi, analfabeti più o meno conclamati in diritto ed economia: per un 90% buono buono è questo il prestigioso panorama che caratterizza il glorioso aggregatore di blog vandeano-“liberali”.

Leviamoci subito dai coglioni le note positive. Guardate che bel post dello scorso Giugno, all’indirizzo http://tocqueville.it/LinkEsterno.aspx?id=3248065

Colpisce subito quel piglio decisionista, operativo, che spezza le reni:

“Che beneficio arreca, ad esempio, a un’ impresa risparmiare mezz’ ora fra Civitavecchia e Grosseto se poi deve attendere dieci anni per la risoluzione di una causa civile, due per sapere da un giudice se dovrà reintegrare sul posto di lavoro un dipendente che aveva licenziato, oltre un anno per essere pagata da un’ amministrazione pubblica, senza nemmeno la possibilità di poter compensare il suo credito col debito fiscale?”

Impressiona favorevolmente che il nostro caro autore, il sempre valido Giusva, abbia plagiato tutto da Giavazzi ed Alesina, come si può facilmente evincere da qui:  http://www.corriere.it/editoriali/12_giugno_06/false-priorita-del-paese-alberto-alesina-francesco-giavazzi_329c7306-af98-11e1-8359-3661d1b45fc6.shtml

Quelli come Giusva, però, vanno premiati, ed è per questo che li ho messi tra le note positive: in fondo, magari plagiare Giavazzi ed Alesina è preferibile, che ne so, al ripetere le ultime pen(s)ose supercazzole di Sacconi o della Gelmini. Leggere poi i blog degli stessi, o di Brunetta e della Carfagna, è un esercizio lisergico, epperò qualcuno che li legge ci deve essere. Io me li immagino, e tremo di paura: una prova di nichilismo estremo che uno può sperimentare guardando Bergman e ascoltando al tempo stesso doom metal, una roba così.

Tra i grandi poseur del pensiero liberale, tra grandi analisi inascoltate e articolesse alla Scalfari che “indicano la via” spopola invece l’indimenticabile Davide Giacalone che però, sul suo curriculum comodamente consultabile via Tocqueville, dimentica di aggiungere la seguente nota di merito, recuperabile da Wikipedia: “Coinvolto in Tangentopoli nel 1993, con l’accusa di avere smistato tangenti per il Partito Repubblicano Italiano, fu arrestato e confessò di avere ricevuto denaro da Giuseppe Parrella, direttore dell’azienda di Stato per i servizi telefonici”. Quelle immagini straordinarie di Giacalone portato via da una macchina della polizia, con un sorriso inebetito e i muscoli paralizzati, si fanno ricordare volentieri tra le migliori prove del neo-poliziottesco post-Maurizio Merli. In quanto a risate omeriche, vennero battute solo dal titolo del giornale della Federazione Giovanile Repubblicana, che da solo vale mille titoli cannibali-pulp:

“Davide, perché?”

Il mio preferito però è Gaetano Rizza, autonominatosi “Il cronista”, capace di passare a distanza di pochi mesi da surreali analisi politiche nelle quali Berlusconi è l’uomo della Provvidenza e Ferrara il suo erede naturale, a lettere nelle quali si soffonde di piacere quasi erotico ad invocare Beppe Grillo:

http://lebarricate.altervista.org/2011/06/09/facciamo-il-punto-chi-siamo/

“Siamo la parte di centro-destra della società. Quella parte che spesso è derisa in alcuni Tg del servizio pubblico nazionale … Quella parte della società che si ostina, inopinatamente (?), a rifiutare di accettare come normali certe deviazioni a cui ci vuole portare la sinistra … Dalla parte nostra ci sono dichiarazioni ufficiali delle maggiori autorità ecclesiastiche: il Papa, il Cardinale Bagnasco … insomma, la Chiesa. Del resto non potrebbe essere diversamente …

In Italia, in questo momento, ma da anni, abbiamo un leader che con le sue capacità ci è servito parecchio a tenere a bada la sinistra; questo stesso leader però per molti di noi non è la persona più adatta a rappresentarci, pur con tutte le sue qualità e capacità indubbie.  Di persone così, secondo me, ne nascono una ogni settantacinque anni, pertanto fino a che non si presenta un degno continuatore della sua opera, ce lo dobbiamo tenere. E ce lo teniamo stretto.
Ciò non toglie che, considerata l’età del Nostro, dobbiamo preparare il terreno per fare nascere un nuovo grande leader.”

http://lebarricate.altervista.org/2012/09/18/caro-beppe/

“Caro Beppe Grillo,
lo so, non mi conosci. Certamente non ti ricordi di quel giovane che 30/40 anni fa, incontrandoti per caso in un bar di via Avio vicino alla concessionaria di automobili nella quale lavoravo allora … La destra, il centro-destra.. la sinistra, il centro-sinistra che hanno vinto in questa società sono quelli dei furbi, degli opportunisti appunto.. di chi è mandato ad amministrare il Paese e si è scoperto amministrare invece solo le loro tasche sfondate alle spalle dei cittadini.. Senza alcuna vergogna.
In un modo o nell’altro tutti pensano alle proprie tasche e a quelle delle loro caste d’appartenenza.
E’ proprio di adesso una dichiarazione dello sfidante di Obama alla Casa Bianca, il repubblicano Romney, rubata da un giornalista, il quale dice: “Non mi interessano i poveri che fanno le vittime, sono il 47% e quelli votano Obama!”
Una dichiarazione così è semplicemente vergognosa pr la specie umana, tutta, e non dovrebbe passare liscia come l’olio.. invece tra qualche giorno sarà dimenticata e superata da qualche altra dichiarazioe o da qualche smentita alla Berlusconi…

Mi sono sempre più avvicinato alla lotta che stai facendo e capisco le tue difficoltà di aver messo in moto qualcosa di veramente grande a cui forse non credevi neppure tu. Capisco, immagino, che ormai tu non dorma la notte per pensare a tutte le battaglie che ti aspettano l’indomani.. Avrai tante delusioni, sarai lapidato per strada, sbaglierai.. sbaglieremo tutti, per forza, è logico. Ma ti può consolare il fatto che sei riuscito a costruire un grande ariete che in mano ai cittadini onesti può sfondare le porte del Palazzo e fare piazza pulita dei buffoni (quelli veri) parassiti. A prescindere dall’indirizzo che poi, con le nuove regole, ognuno di noi prenderà.

Grazie Beppe.”

I tecnocrati non hanno portato bene a Tocqueville. Una delle categorie che ha proliferato in maniera disordinata è quella dei complottisti della prima e della ultima ora, quelli che “la triade di organismi europei si chiama trojka, allora son comunisti”, quelli per cui liberalismo fa rima con Forza nuova e Militia Christi, che si abbeverano ai fondi stralunati di Ida Magli che cerca di descrivere i meccanismi di trasferimento bancario e sembra di ascoltare i Teletubbies. È qui che Tocqueville dà il meglio, con quei blogger la cui cifra è la paranoia anticomunista di matrice cattolica, privi di istruzione, disperati, dei Quagliariello dei poveri, che però hanno capito, loro soli, i pericoli di un paese senza Berlusconi alla guida, come ci ammonisce quel genio dei network comunisti che è Il legno storto dell’umanità:

“A Wikipedìa fanno i casti e puri, si spacciano per “indipendenti”, ma poi scopriamo che hanno una rete di server “slaves” asserviti a Centri di Coordinamento potentissimi, una rete che avviluppa il globo con maglie che vanno via via restringendosi sino a soffocarci. … Questi sospetti sono suffragati da vari episodi. L’ultimo cui abbiamo assistito è quello di un utente che ha in tutti i modi tentato di inserire, sulla relativa voce di Wikipedia, una segnalazione obiettiva sui disservizi dell’operatore telefonico Tiscali-UK in Inghilterra, senza riuscirci né là, né qui in Italia perché i suoi contributi sono stati regolarmente cancellati, oscurati ed inibiti. … Tutti questi interrogativi nel loro insieme fanno presagire scenari inquietanti. Sapete di chi è la Tiscali? Di Renato Soru. E chi è Renato Soru? Era il presidente Pd della Regione Sardegna, ora editore dell’Unità, personaggio emergente e molto considerato all’interno del Pd e della sinistra nel suo complesso. A questo punto, voi che ne dite: non sarebbe il caso di indagare un po’ su Wikitalia e nel frattempo cominciare a pensare ad una Wikipedia di destra, cioè obiettiva e non schierata? Non sarebbe male che ci riflettessimo tutti un po’ sopra.”

Ma tranquilli: per entrare nella leggenda, su Tocqueville si spintona. Prendiamo per esempio uno dei più grandi di sempre, Massimo di Blacknights, quello che ha come immagine d’entrata del blog una parata militare italiana così triste che sembra fatta con soldatini di quarta mano. Il caro timoniere appartiene a quella nobile schiatta dei filosofi-consigliori, quelli che “Berlusconi deve smettere di dare ascolto alle mezze calzette che lo circondano, come già Mussolini a suo tempo”. L’80% di quello che si legge su Tocqueville è infatti riassumibile con: Berlusconi deve governare a prescindere, perché ci salva dai comunisti. Massimo è un arci-italiano, ce lo meritiamo, anzi dovremmo dargli ancora più spazio, fargli fare l’ideologo della destra è oggettivamente riduttivo. Uno così deve governare, come si evince da questo estratto del suo imprescindibile contributo, http://blacknights1.blogspot.com/2010/12/il-ruggito-del-leone-di-arcore.html :

“Non un caimano, ma un leone indomito che ha rifiutato fino all’ultimo l’ipotesi di concedere le sue dimissioni. Ed ha vinto.
Grazie alla compattezza dell’alleanza con la Lega ed alla coscienza di alcuni che pensavano, seguendo Fini, di trovare un’autostrada e, invece, si sono scoperti percorrere un impervio sterrato.
Tre voti di maggioranza non sono molti e non saranno sufficienti a governare a meno che altri, storditi dalle sirene finiote, dopo la bastonata di oggi non rinsaviscano e tornino a casa: per quanto mi riguarda la porta è aperta per tutti, tranne Fini, Barbareschi, Bocchino, Briguglio, Della Vedova, Granata e Urso, gli artefici, i portabandiera del finiotismo e i grandi sconfitti odierni.
Personalmente credo che a marzo si dovrà comunque andare al voto, ma ci si andrà con il Governo Berlusconi saldo sulla tolda di comando e dopo che a Napolitano è stata sottratta anche l’ultima foglia di fico per un ribaltone.
Nel frattempo il senato dovrà votare, prima di Natale, la riforma dell’università,la riforma Gelmini che sarà un’ulteriore gemma per l’azione di governo, da spendere in campagna elettorale.
Hanno perso non solo Fini e i suoi “consigliori” incattiviti e bavosi, ma anche tutte le opposizioni che non hanno saputo proporre altro che il “no” ad una persona, ignorando qualsivoglia progettualità, idealità e seria proposta.
Hanno perso i ruderi del sessantotto che Bersani ha portato in piazza sabato scorso assieme alle truppe del sindacato ottocentesco e ai giovani dei centri sociali capaci solo di occupare edifici, distruggere proprietà pubbliche e private, bloccare il traffico, insomma: esercitare violenza sul prossimo.

Ha perso Casini che, comunque, da buon democristiano resta sempre a galla.
Ha perso Montezemolo che vede allontanarsi la prospettiva di un suo “sacrificio”, entrando in politica, per il “bene di tutti” !?!?!
Ha perso la”sovrastruttura” dei poteri forti che aveva puntato, ancora una volta, su un ronzino, credendolo un cavallo di razza, per liberarsi di Berlusconi. Ha vinto il Popolo Sovrano che nel 2008 aveva dato la maggioranza a Berlusconi, “per Berlusconi Presidente” e che l’aveva confermata nel 2009 e nel 2010. Oggi è giorno di festa.
Domani Berlusconi dovrà ricominciare a dimostrare di meritare la fiducia, portando avanti tutte le riforme programmate, a cominciare da quella della giustizia, per difendere il “suo” Popolo dall’avidità dei poteri forti.”

http://blacknights1.blogspot.com/2012/09/la-differenza-ce-si-vede-e-si-sente.html

“Un complotto internazionale nel 2011 organizza una congiura di palazzi romani e Berlusconi a novembre deve cedere il posto a Monti, il “tecnico” mai eletto che come primo atto introduce l’imu: un bagno di sangue.

Appare del tutto evidente, pur nella sinteticità di un intervento su un blog, come mentre con Berlusconi le tasse sono state ridotte, nei fatti e i valori morali che devono essere posti a fondamento di una società civile sono stati salvaguardati (nessun ampliamento delle possibilità di abortire, nessuna legge sull’eutanasia, sulla liberalizzazione delle droghe, sulla cittadinanza e voto agli immigrati, sulle unioni omosessuali, al contrario una legge – la “40” – contro le manipolazioni genetiche), la sinistra si è sempre preoccupata di aumentare le vessazioni fiscali (nel 1996, nel 2006 e nel 2012) tentando anche di portare ulteriori attacchi alla Valori morali (ad esempio con il tentativo di introdurre i “dico).”

http://blacknights1.blogspot.com/2012/09/votare-non-e-superfluo.html

“Ma non di sola economia vive una società ed una Nazione e i politici Italiani si sono sempre distinti per trovare il modo di creare divisioni e ulteriori demolizioni delle fondamenta civili e sociali della Nazione.

Così fu nel 1970 con l’introduzione del divorzio, che inaugurò la deriva civile e sociale, e poi proseguì con il referendum sul divorzio, l’aborto e relativo referendum e via via con tutti gli interventi che hanno trasformato una società solida e produttiva, fondata su Valori certi e universali, nell’anticamera del caos morale e politico.

Da lì, dalla perdita di quelle fondamenta civili e sociali universalmente condivise, anche la perdita della capacità di resistere alla svendita della Sovranità e dell’Indipendenza Nazionale.

E le premesse sono già state messe sul piatto da Bersani, Casini e Vendola, la triade malefica sulle cui gambe gli antitaliani pensano di veicolare ed estendere la metastasi all’interno del nostro corpo sociale e civile.

Patrimoniale per rendere tutti più poveri e più schiavi del regime e senza possibilità di autonome scelte operative.

Cittadinanza e voto per gli immigrati in modo da poter mettere in concorrenza milioni di nuovi poveri illudendoli con il miraggio di stare meglio, con altri milioni di ex benestanti con il timore di una nuova povertà, oltre ad avere a disposizione la manovalanza per ogni ribaltone e per ogni manifestazione di piazza.

Matrimonio degli omosessuali, per proseguire nell’azione di scardinamento delle fondamenta morali di una Nazione, indebolendone la volontà di resistenza e la capacità di reazione alla invasione economica e politica delle consorterie finanziarie internazionali e fisica degli immigrati alla ricerca di nuovi territori (e che altre nazioni non vogliono a casa loro).

Bersani, Casini e Vendola si sono già schierati in una fittizia contrapposizione per accalappiare gli elettori più gonzi che pensano che le loro posizioni possano essere alternative e, invece, portano tutte ad una unica destinazione: la rovina dell’Italia e della nostra struttura sociale e civile.”

A uno così, che cazzo gli vuoi dire? Lo puoi solo applaudire, e possibilmente mandarlo a rappresentare il paese. E vi risparmio tanti altri e non meno splendidi post sull’Europa, su Monti comunista, sulla necessità di frenare il laicismo omosessuale etc. È roba o per serate post-marijuana o per gli storici: quando si scriveranno tomi definitivi sul declino irreversibile dell’Italia, a cavallo tra Medioevo e Terzo mondo, Blacknights avrà la sua giusta posizione nell’aneddotica dei reperti.

Franco Luceri invece, che ha modestamente intitolato il suo blog Il rebus della cultura umana – rebus che leggendo i suoi post effettivamente s’infittisce di molto – appartiene al filone dei tuttologi rincoglioniti, tipo Tonino Guerra, Paolo Villaggio o Dario Fo quando parlava di staminali e sembrava una canzone di Elio ascoltata in sogno dopo averci dato giù di cassóeula:

http://ilrebusdellaculturaumana.blogspot.com/2011/09/berlusconi-non-fugge-dai-mulini-vento.html

“Perché se il dio degli imprenditori italiani, Silvio Berlusconi, non sapesse rendere produttiva l’Italia, col terzo debito pubblico del mondo che abbiamo da ripianare, saremmo alla frutta. Se invece non volesse renderla produttiva e preferisse che lo caccino a pedate come sta rischiando, come ipotesi mi sembra improponibile. … Allora che facciamo? Ci teniamo l’unico donchisciotte che ci è capitato, e che senza potere sta facendo da argine allo strapotere delle lobby e delle caste, o glielo consegnamo incartato come pacco regalo per continuare a mangiarsi l’Italia fino alla bancarotta? Prima di affrontare questo dilemma io non mi sono fatto mancare niente. Ho vagliato persino l’ipotesi che Berlusconi possa essere complice di quelle lobby mangia Italia. Ma se da imprenditore a politico è passato da collezionista di amici a produttore industriale di nemici, persecutori, matti che lo prendono a pietre e ora abbiamo anche gli istigatori di matti, l’ipotesi della complicità fra compagni di merende miliardarie non mi riesce di tenerla in piedi nemmeno sulle stampelle. All’uomo Berlusconi hanno affibbiato tutti i crimini di questo mondo; e se pure si inventassero un’altra vagonata da giustificare l’appellativo di “gaglioffo”, l’affidabilità del Berlusconi governatore non subirebbe uno sfrido di mezzo grammo, perchè è l’unico spericolato donchisciotte “provvisto di attributi” che si lancia contro i mulini a vento privati e pubblici rischiando la sua pelle per salvare certamente i suoi denari, ma di riflesso anche i nostri. E visto che ormai non abbiamo scelta, quanto a ciambelle di salvataggio: o ci attacchiamo a Silvio, o ci attacchiamo al tram.”

Poi questi sono i generali, ma anche la truppa si distingue: come diceva Guzzanti nel Caso Scafroglia, è ora di prenderli sul serio, perché “c’è gente che lavora, che si ammazza di lavoro anche 20 ore al giorno per distruggere questo paese”. A parte due-tre esodati di Fli, Phastidio e Camelot Destra Ideale, leggendo Tocqueville uno capisce che nonostante le eventuali facce nuove, nonostante la partecipazione democratica, nonostante tutto l’Italia è andata, l’Italia è persa. Di certo non facciamo differenze con la sinistra: basta guardare blog PD come quelli di Giorgio Merlo e l’affanno con cui scavalcano Giovanardi a destra sui diritti civili.

A votare sono sempre quelli rimasti, e i candidati sono della stessa qualità: l’altro giorno sentivo due sessantenni e passa che parlavano, uno voleva “andarsene dall’Italia per ricominciare…” Nella sua quasi interezza Tocqueville fa rimpiangere la stupidità stolida e  la mediocrità soddisfatta dei loro modelli della Destra americana, Tocqueville fa solo paura per il paese che ne emerge, per il suo livello di scolarità, per le incrostazioni ideologico-culturali che divengono patologie mentali. È finita.

Anskij