Sul più bello.

settembre 26, 2012

 

 

“Oh.”

“Eh.”

” E che cazzo.”

“Bravo: e che cazzo. Proprio adesso.”

“Adesso che avevamo tutto pronto. Che avevamo già in mente la lista.”

“E che lista, cazzo. I nomi giusti: mia cugina, tuo fratello, tuo nipote, l’amante di Carlo…tutta gente che non sa  fare un cazzo di niente, perfetta.”

“Semplicemente perfetta. Dove la trovi, una come  tua cugina,  che da responsabile di un festival cinematografico diventa segretaria politica di un partito in un comune?”

“Ecco. E dove lo trovi, uno come tuo fratello, che da perito informatico diventa editore online di letteratura contemporanea?”

“E dove  mai lo trovi, uno come mio nipote, che da buttafuori di discoteca diventa counselor? “

“Ma soprattutto: dove la trovi, una che fa i pompini come l’amante di Carlo?”

“Da nessuna parte. Da nessuna parte . Porcamiseria. Era tutto pronto.”

“Tutto. Era perfetto. Perfetto. Ma sai quanta gente mettevamo a posto? Ma dico io: la gente vera. “

“La gente vera. Quella che si sveglia la mattina presto, e torna a dormire, tanto non ha un cazzo da fare.”

“Bravo. La gente vera. Quella che come primo appuntamento della giornata ha il negozio di telefonia.”

“Per cambiare modello. Per cambiare tariffa.”

“Giusto. La gente che vedi in giro. “

“La gente che vedi in giro, e che non si sa come cazzo campi. La gente che è al caffè. Che cena con l’aperitivo.”

“Certo, La gente vera. Il paese reale. Il paese che non potrebbe, ma vuole tutto. “

“Che vuole tutto, e che merita tutto. E noi eravamo pronti a metterne a posto tanti. Nei vari consigli. E adesso, proprio adesso, ‘sta ventata di moralità del cazzo.”

“Proprio del cazzo. Proprio adesso. Diosanto, che tristezza…. che magone…adesso mica potrai più smanettar tanti soldi, tra l’altro….”

“Stai buono, va la’…stai buono. Che tristezza. Mah. Dài, ci sentiamo.”

“Ci sentiamo.”

(State bene. Ghino La Ganga)