Ufi erotici.

dicembre 11, 2012

Medvedev

Medvedev

Un tizio quasi cinquantenne che conosco di vista, giorni fa, ha preso una decisione. Ha detto a sua moglie: ti lascio, ho scoperto di provare un vero amore. La moglie, tramortita, gli ha chiesto per chi mai lui provasse questo vero amore. Lui ha risposto: io provo un vero amore per Giovanna. La moglie ha strabuzzato gli occhi. Quale Giovanna? La Giovanna che fa la commessa in centro nel negozio Pippevarie, ha prontamente risposto lui.

Ora: questa Giovanna la conoscono un po’ tutti. Avrà una trentina di anni. Mora. Altezza sull’uno e sessantotto. Occhi vispi,color nocciola chiaro. Ciglia lunghe. Proporzionatissima, nell’abbondanza: quarta naturale di seno e culo ben tornito, sodo e alto. Gambe adeguate,sexy. Nasino da ragazzina. Labbra carnose, sulle quali lei ha come un tic di passar spesso la lingua. Conseguentemente: molto corteggiata.

Il Tizio che conosco è stato deciso. Ha detto alla moglie: questo che sto vivendo con Giovanna è un amore vero, ormai va avanti da tempo,  lei mi ricambia in pieno ed è giusto che io metta le cose in chiaro; andò a vivere con lei, nell’attesa di trovare un’altra casa più grande. Tu resta pure qui, io vado e ci sentiremo dall’avvocato.

Il Tizio che conosco ha fatto le valigie, mentre la moglie, in un angolo, piangeva in silenzio.

Il Tizio che conosco ha caricato le valigie nel portabagagli dell’auto, ed è andato da Giovanna alle ore quattordici e trenta circa. Giovanna era in casa, in pausa dal negozio Pippevarie. Ha sentito suonare il campanello. E’ uscita sul terrazzino. Ha visto il Tizio al portone. E’ rimasta stupita: il tizio, lei, lo conosce a malapena come marito di una cliente del negozio Pippevarie. Peraltro pensava che il Tizio – poveretto – soffrisse di una qualche paresi facciale, da come sorrideva idiota nel vuoto  per tutto il tempo in cui si tratteneva con la moglie in negozio. Il Tizio anche stavolta aveva il sorriso paralizzato, mentre declamava felice: Giovanna, sono venuto finalmente a stare con te, ho detto tutto a mia moglie. Giovanna l’ha guardato perplessa per non più di due minuti. Giovanna è una donna che capisce. Giovanna sa che certe cose ti possono accadere, quando sei alta uno e sessantotto, hai tette e culo sodi e proporzionati, ti passi spesso la lingua sulle labbra e sei visibile dalle vetrine del negozio Pippevarie. Può accadere, insomma, che un quasi cinquantenne senta delle voci che nessun altro sente. Può accadere che un quasi cinquantenne si metta in testa idee bizzarre. Assurde. Da fantascienza. Che veda anche gli ufo, per dire. Giovanna, insomma, ha preso in mano la situazione. Gli ha detto, educata: aspetti lì per favore. E’ entrata in casa e ha chiamato con il telefonino i Carabinieri. Che sono arrivati abbastanza in fretta, alle ore quattordici e quarantacinque. Giovanna è scesa, ha detto buonasera al Tizio ed  ha spiegato ai Carabinieri: pensateci voi, questo secondo me ha parlato con gli ufo, io per il momento non lo denuncio perchè è la prima volta che si fa vivo. I Carabinieri han parlottato un po’ con il Tizio. Il quale ci ha messo un tantino a convincersi che era meglio lasciar perdere. Però alla fine si è convinto, specie quando dal palazzo ha cominciato ad affacciarsi gente che aveva visto la lucetta blu della gazzella dei Carabinieri. Il Tizio e i suoi quasi cinquant’anni son risaliti in auto, con i bagagli a bordo. Il Tizio è tornato a casa. Sua moglie era ancora lì, tramortita, gli occhi gonfi di pianto. Lui si è seduto davanti a lei. Le ha detto: Giovanna ci ha ripensato, dice che io ho visto degli ufo. La moglie si è asciugata le lacrime. Ha avuto solo la forza di dire: in questi giorni capita spesso.

(In sottofondo: Orb, Little Fluffy Clouds. State bene. Ghino La Ganga)