Esplosioni.

gennaio 28, 2013

il corpo di una vittima a Ustica in mare il 28 giugno 1980

il corpo di una vittima a Ustica in mare il 28 giugno 1980

Dunque, a Ustica fu un missile. Per l’Argo sedici fu invece una bomba. Fu una bomba anche a Peteano. Come a Piazza Fontana: una bomba. Anzi: forse due. E a Piazza della Loggia? Massì: una bomba sola. Come a Bologna: una, ma fortissima. Più forte di quella dell’Italicus. E di quella  del rapido 904. Per tacere di quella della Questura di Milano. E di quella al Pac. E di quella ai Georgofili. E di quella di Bescapè. Però, sentite: quella di Capaci, mica scherzava. E quella di via D’Amelio? Eh,beh. Ma anche  quella di via Fauro, dico: mica eran brustoline. E quelle inesplose? Osta. Eran belle toste, anche quelle. Si sapesse chi le ha messe, almeno. Invece no. Mica si può saper tutto, che diamine. Insomma: a Ustica è stato un missile. E amen. Un missile. Si sapesse almeno chi l’ha lanciato. Eh, come no. Vuoi rovinare altri trentatrè anni di ipotesi, te.

(State bene. Ghino La Ganga )

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Fece del bene,dicono.

gennaio 28, 2013

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(In sottofondo suggerisco: D.A.F. ,  Der Mussolini )

Era un maestro elementare di Dovia di Predappio, piuttosto irascibile e d’umore altalenante, pressochè schizofrenico: pacifista e socialista, divenne interventista e fondò il fascismo dopo esser scappato in Svizzera laonde evitar la leva. Non aveva studiato granchè ed era povero, sicchè sfruttò le malcapitate donne che incontrò, facendosi finanziare pure un quotidiano: dalle colonne del quale lanciava strali, perlopiù, privi di senso. Per fermarlo sulla strada di Roma, sarebbe stato sufficiente sparare ad alzo zero qualche colpo di artiglieria nei pressi di  Orte : i sansepolcristi non brillavano per coraggio, l’idea di finir presi a schioppettate vere li avrebbe fatti tornare, mesti, alle rispettive catapecchie lombarde. La loro fortuna fu che Diaz e Thaon di Revel eran già parecchio rincoglioniti.  Vittorio Emanuele Terzo? Non ne parliamo,suvvìa. Le imprese di Spagna ed Etiopia dissanguarono l’esercito: con il materiale lasciato tra Guadajara e Madrid il generalissimo Franco campò di rendita anni ed anni. Ne risentì l’intera impostazione belligerante dell’italico stivale: carrarmati ridicoli, aerei superati, corazzate che non sparavano un colpo dritto che fosse uno. Per impressionare Hitler, il maestro elementare fece emergere cento sommergibili in contemporanea nella baia di Napoli: un successone, se  solo fossero stati capaci  di navigare senza intossicare i disgraziati equipaggi. Spedì truppe a congelare in Russia e non combinò nulla in Grecia; mandò mas allo sbaraglio nelle basi inglesi e paracadutisti a servir da fanti nel deserto. Che non capisse nulla di guerra era già chiaro da subito :  aveva impostato una campagna militare basata sull’apparenza: tutta trombe, grida e qualche fucilata. Tant’è che le divisioni eran state ridotte da ternarie in binarie, sicchè avevan meno soldati e sparavan meno colpi di quelle avversarie. Si circondò di imbecilli per risultar più intelligente. Ma non funzionò, perchè l’imbecillità sua trionfava in ogni dove: già nel ’34 aveva perso l’occasione di difender veramente l’Austria contro la Germania , e riconquistar fama internazionale. Sicchè s’alleò all’unico che lo considerava un genio, ossia un ex caporalmaggiore imbianchino, con il quale gareggiò a chi era più razzista ed antisemita. Cos’altro? Ah,sì: lanciò lo stile impero, bonificò le paludi pontine ed edificò Cinecittà. Ammazzate, ahò!, dicono a Roma.

State bene.

Ghino La Ganga