San Tiago.

novembre 14, 2013

sara paglini

sara paglini

Tra le vittime della feroce dittatura cilena iniziata l’undici settembre 1973 ( stia attenta, Senatrice:  si tratta di un altro undici settembre)  è da oggi indispensabile ricordare i genitori di Sara Paglini. I poveretti  devono essersi sforzati  parecchio per educarla: eppure, essa è cresciuta  nella convinzione che Pino e  Chet fossero un nome e un cognome,  e che un’altra feroce dittatura – quella argentina degli anni settanta – fosse bizzarramente  diretta dai colonelli greci. Dunque, casomai la Senatrice leggesse questo post, ritengo senz’altro opportuno segnalarle che il titolo di esso non è il nome del figlio di Belen Rodriguez.

State bene.

Ghino La Ganga

P.s.: Chi dice che i parlamentari cinquestelle lavorano alacremente ha ragione. Senza di loro non si saprebbe di che scrivere.

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Forza sabato.

novembre 14, 2013

bandiera di forza italia

“Oh.”

“Eh.”

“Niente, volevo solo dirti: mi piacciono le donne, ma non mi sento Berlusconiano.”

“Boh. Dunque come ti senti? Alfaniano?”

“Mah. Non mi piace come si veste. Però, anche  come si veste Fitto mi fa proprio venir male.”

“Dunque potresti essere un pontiere Gaspariano?”

“Mannò. Già sono incasinato, mi manca solo quello. Non so che dire. Ho solo un’idea: secondo me potremmo rispolverare Pilo, Dotti, Urbani. La gente quasi quasi li rimpiange.”

“Osta, forse è vero. Anche perché, poveretti, tra libri da pubblicare e risarcimenti da pagare, mi sa che gli converrebbe molto rientrare.”

“Vedi? Bisognerebbe ricominciare da dove abbiamo sbagliato. Con le stesse persone.”

“Bravo. Rifacendo con  loro gli stessi errori, distribuendo  con  loro la stessa aria fritta.”

“Il milione di posti di lavoro.”

“La riforma della giustizia.”

“La società civile.”

“Il nuovo miracolo italiano.”

“Cambiare il sistema elettorale in uno peggiore: tanto, chi se ne accorge?”

“Nessuno. Qualunque sistema elettorale diventa un cesso, appena lo usi nel nostro paese.”

“Vedo che condividi. Dài, di qui a sabato ricomponiamo tutto.”

“Tutto. Come iscritti, facciamo un partito di soli fotomodelli.”

“Perfetto. No a ‘ste mezze fighe di legno, basta con  ‘sti sessantenni plastificati.”

“No, basta davvero. Solo fotomodelli e fotomodelle.  Tutti sotto i trent’anni. Tutti fotomodelli trentenni di lotta e di governo: un giorno votano contro l’aumento iva e il giorno dopo, quando si accorgono che le partite iva son calate, votano a favore dell’aumento.”

“Cazzo, è bellissimo. Mi piace. Dài, a sabato. Ciao.”

“A sabato.Ciao.”

(In sottofondo suggerisco: Franke, Understand this Groove. Lo trovo azzeccato per  titolo  ed epoca di uscita: eppoi, dal minuto 1’18” il singolo da 3 minuti e 38″ diventa fantastico, riempiva le piste alla grande vent’anni fa e non vedo perché non dovrebbe riempirle oggi . State bene. Ghino La Ganga)