Ricorditi di me / che son la Pia.

maggio 4, 2014

  

Pia Rontini (1966 - 1984)

Pia Rontini (1966 – 1984)

 

Di tutti i delitti del mostro, quello che più mi colpì fu il penultimo nel luglio 1984. Soprattutto per via di lei. Diciotto anni. La vittima più giovane. I dettagli della scientifica fecero intuire che non era nemmeno morta subito. Lo scempio la colse, forse, semicosciente. La sua famiglia si rovinò per contribuire a trovare  il colpevole: spese tutti suoi risparmi in ricerche che non portarono a nulla, giungendo a svendere i quadri lasciati dal nonno Ferruccio, pittore macchiaiolo amico di Fattori. Una brutta storia in una storia brutta, nella catena di sedici morti che si fermò di colpo nel 1985. Mai si è capito se i colpevoli fossero veramente colpevoli, anche perchè morirono anch’essi in fretta. Restarono e restano tanti dubbi: gli oltre centocinquanta milioni di lire che il Pacciani aveva ricevuto in vari pagamenti ed investito in buoni postali, quasi tutti coincidenti con le date degli omicidi; l’asta tiramolla di una beretta calibro 22, giunta dopo anni agli investigatori in uno strano pacchetto anonimo, come a fare da pendant ai proiettili dello stesso calibro rinvenuti in un vecchissimo fascicolo processuale; le troppe persone decedute violentemente, perchè forse conoscevano i segreti della vicenda; la strana storia del medico perugino affogato nel lago, sempre ammesso che quel cadavere fosse il suo. A volerla ricordare oggi, dopo quasi trent’anni dall’ultimo omicidio, la storia del mostro di Firenze e dei compagni di merende appare un illuminante paradigma dei misteri del nostro paese: una giustizia che talvolta condanna ma troppo spesso non chiarisce, i tempi lunghissimi che deformano ogni cosa. E le vittime: persone comuni. Senza difesa. Come Pia Rontini. Quelle persone comuni che, da morte, qualcuno ha pianto disperato, come suo padre. Ma poi è morto anche lui.

State bene.

Ghino La Ganga

 

 

One Response to “Ricorditi di me / che son la Pia.”

  1. MadDog Says:

    Bel post.
    Mi hai fatto venire un nodo in gola. Così, a tradimento, sull’ultima riga.
    Era da un po’ che non mi succedeva.
    Grazie.


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