La Dolce Vita, il Neorealismo, This must be the place, la grande commedia anni Sessanta, le fellinate di tornatore, la cucina italiana, i bellissimi romanzi di Umberto Eco, i simpaticissimi film di Benigni, gli spaghetti al dente, il tramonto sulla costiera del Fuenti, la notte del Bernabeu, le analisi di Brera e il cielo è azzurro sopra Berlino. Lo stile Ferrari, Enzo Ferrari, Giuliano Ferrari, il gusto, i giganti della moda, le collezioni di Armani, Rodota’, i capitani dell’industria, i maestri dell’artigianato, le telefonate di Moggi, le rifiniture fiat, la classe di Romiti, i fondi all’estero dell’Avvocato. L’impero romano, il Colosseo, la rassegna stampa di Padre Livio Fanzaga, il Rinascimento, il vitalismo di Starace, le invenzioni di Leonardo, i discorsi di Moro e gli archivi di Andreotti, i viaggi di Marco Polo, Dogali, Adua, i cadaveri a San Patrignano, le scoperte di Colombo, le leggi razziali, le stragi di nessuno, le Stagioni di Vivaldi, i gas e l’iprite. Poi Raffaello, Michelangelo, Schifani, Caravaggio, Lattanzio, Pinocchio, Gaspari, Pecchioli e la Divina Commedia. I rolex, le dentiere e i tweet spiritosissimi di Vittorio Zucconi, i rosiconi di Renzi, Assuntina Morresi consigliere speciale del ministro Lorenzin, Lara Comi, il tacchino sul tetto. La vigna di D’Alema, le lezioni di bella politica di Veltroni, i precetti di vita dei memores domini di Formigoni. Poi trent’anni di programmazione mediaset, Silvio Paolo Dudi e Marina, gli editoriali di Feltri, la grande letteratura di Daria Bignardi e Selvaggia Lucarelli, i fidanzati di Marco Pannella. Ma anche il grande barocco leccese, i macchiaioli, i massacri in famiglia, Tintoretto, Paola Binetti, l’ironia di Monsignor Luigi Negri, i criminali di guerra di Betori, l’intelligenza di Rutelli, il sorriso di Ruini, l’attico di Bertone, l’immagine del “sagrato” di Bagnasco, la saggezza di Di Battista e di Pigi Battista ripresa da Severgnini e ritwittata da Riotta. Il Duomo, San Pietro, il centro di Agrigento, il pratone di Pontida, bevi Napoli e poi muori. L’orgoglio per i nostri campioni: gli Abbagnale, Valentino, Montano, Maenza, i terzisti del Corriere, fino a Napolitano pluricampione del mondo di premier non eletto.

Anskij

Dopo ogni tweet di Gasparri, 100 cervelli decidono di emigrare, 1000 giovani decidono di smettere di studiare, e 50 aziende straniere decidono di non investire in Italia.

Anskij

L’Italia e’ quel paese che fa venire voglia di emigrare anche a chi e’ gia’ emigrato.

Ghino La Ganga