“Maschi selvatici, non checche isteriche” (cit.)

giugno 18, 2014

La Dolce Vita, il Neorealismo, This must be the place, la grande commedia anni Sessanta, le fellinate di tornatore, la cucina italiana, i bellissimi romanzi di Umberto Eco, i simpaticissimi film di Benigni, gli spaghetti al dente, il tramonto sulla costiera del Fuenti, la notte del Bernabeu, le analisi di Brera e il cielo è azzurro sopra Berlino. Lo stile Ferrari, Enzo Ferrari, Giuliano Ferrari, il gusto, i giganti della moda, le collezioni di Armani, Rodota’, i capitani dell’industria, i maestri dell’artigianato, le telefonate di Moggi, le rifiniture fiat, la classe di Romiti, i fondi all’estero dell’Avvocato. L’impero romano, il Colosseo, la rassegna stampa di Padre Livio Fanzaga, il Rinascimento, il vitalismo di Starace, le invenzioni di Leonardo, i discorsi di Moro e gli archivi di Andreotti, i viaggi di Marco Polo, Dogali, Adua, i cadaveri a San Patrignano, le scoperte di Colombo, le leggi razziali, le stragi di nessuno, le Stagioni di Vivaldi, i gas e l’iprite. Poi Raffaello, Michelangelo, Schifani, Caravaggio, Lattanzio, Pinocchio, Gaspari, Pecchioli e la Divina Commedia. I rolex, le dentiere e i tweet spiritosissimi di Vittorio Zucconi, i rosiconi di Renzi, Assuntina Morresi consigliere speciale del ministro Lorenzin, Lara Comi, il tacchino sul tetto. La vigna di D’Alema, le lezioni di bella politica di Veltroni, i precetti di vita dei memores domini di Formigoni. Poi trent’anni di programmazione mediaset, Silvio Paolo Dudi e Marina, gli editoriali di Feltri, la grande letteratura di Daria Bignardi e Selvaggia Lucarelli, i fidanzati di Marco Pannella. Ma anche il grande barocco leccese, i macchiaioli, i massacri in famiglia, Tintoretto, Paola Binetti, l’ironia di Monsignor Luigi Negri, i criminali di guerra di Betori, l’intelligenza di Rutelli, il sorriso di Ruini, l’attico di Bertone, l’immagine del “sagrato” di Bagnasco, la saggezza di Di Battista e di Pigi Battista ripresa da Severgnini e ritwittata da Riotta. Il Duomo, San Pietro, il centro di Agrigento, il pratone di Pontida, bevi Napoli e poi muori. L’orgoglio per i nostri campioni: gli Abbagnale, Valentino, Montano, Maenza, i terzisti del Corriere, fino a Napolitano pluricampione del mondo di premier non eletto.

Anskij

Dopo ogni tweet di Gasparri, 100 cervelli decidono di emigrare, 1000 giovani decidono di smettere di studiare, e 50 aziende straniere decidono di non investire in Italia.

Anskij

L’Italia e’ quel paese che fa venire voglia di emigrare anche a chi e’ gia’ emigrato.

Ghino La Ganga

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