Più fede, meno ‘ndrangheta.

luglio 18, 2014

 processione in calabria

Pare che i Vescovi calabresi stiano preparando un piano per emarginare la ‘ndrangheta dalle manifestazioni religiose nella loro terra. Presi come siamo nel sostenere questo indicibile sforzo, ed attenti come sempre a tutto quello che di buono esce perfino da canoniche e sacrestie,  proviamo ad offrire qualche idea.

1) Messa a sorpresa.

Il sacerdote la domenica gira a zonzo per ore non per la sua parrocchia, ma per un’altra lontana e presa a caso, dove non lo hanno mai visto. Di colpo si ferma, e con gesto repentino monta un altarino dal quale celebra una funzione di non oltre tre minuti. Svolge la comunione gettando le ostie in aria, in modo da indurre i fedeli radunatisi ad afferrarle al volo con la  bocca. Preferibile utilizzare vie chiuse al traffico, oppure parcheggi per svantaggiati se si trovano liberi.

 2) Processione fuori sede.

Tutte le processioni della Calabria si tengono non più in regione, bensì lungo tratti stradali di altre regioni d’Italia, nel massimo traffico ed in ore di punta assoluta : ad esempio sulla  Milano-Torino in qualunque giorno  alle ore 8.00, sul passante di Mestre alle 12.30, sulla Firenze-mare nei venerdì di luglio alle 14, sulla Statale adriatica tra Rimini e Ravenna in estate al sabato  dalle 21.00, sul tratto dal casello di Ancona Nord ad Ancona  centro città alle 07.30 di mattina, sulla sopraelevata di Genova in qualsivoglia orario, sulla Modena-Verona – Brennero  alle 19.30 di Pasquetta. Ovviamente senza alcuna autorizzazione nè presenza di Polstrada, tra le bestemmie dei fedeli automobilisti da redimere, tra le sgommate dei tir con targa slovacca, senza possibilità di eseguire inchini o retromarce di sorta, nemmeno agli autogrill: la processione va sempre dritto e arriva dove arriva, se ci arriva.

 3) Confessione take away.

Il sacerdote raccoglie le parole sussurrate dal fedele non in chiesa, bensì mentre guida la sua auto  e dal finestrino, nel breve momento nel quale lui e il fedele che si confessa si incrociano sulla strada. Chiaramente può solo udire poche parole del fedele, poi sente quelle del fedele che segue, e così via. L’assoluzione ovviamente viene data solo al culorotto che capita per ultimo in fila: per evitare soliti giochini e trucchi si cambia percorso ogni volta, e si fanno continue inversioni ad U col chiaro intento di  provocare sinistri tra i fedeli.

4) Battesimo lacustre.

Il sacerdote battezza il pargolo non nel comodo battesimale della chiesa, bensì in un lago ghiacciato in altra regione, ad almeno duemila metri di quota da raggiungere a piedi e senza bestemmiare, dopo due giorni di digiuno. Il padrino e la madrina devono sottoporsi al tragitto completamente nudi, in qualunque stagione, e ripetere il cammino daccapo se imprecano anche una sola volta. Dopo il battesimo, padrino e madrina sempre completamente nudi devono immergersi nelle acque del lago ghiacciato, per mettere alla prova la loro fede e quella nei miracoli di  Padre Pio. Ovviamente, sono preferiti i giorni nei quali il soccorso alpino sciopera o non ha mezzi disponibili.

 5) Cresima africana.

Il cresimando viene sottratto ai genitori per un periodo non inferiore a un mese, e avviato presso una missione in Africa nella quale i genitori devono raggiungerlo, attraversando il continente nero lungo le strade peggiori e più insensate: ad esempio, se la missione del ragazzo è in Senegal, il percorso dei congiunti parte dal Sudan ed attraversa la Nigeria. Ogni due chilometri a piedi, i congiunti devono fare una chiara professione di fede a voce alta in inglese, in modo da essere sentiti ed intesi forte e chiaro dai musulmani integralisti  presenti  entro almeno trecento metri .

 Ecco: sono solo alcune idee da perfezionare, però non si dica che il nostro contributo non c’è e che non è forte.  Anzi, siamo certi che con questi metodi calerebbe non solo l’infiltrazione della ‘ndrangheta nelle funzioni religiose, ma proprio il problema stesso delle funzioni religiose. Come dite? Che non si deve buttar via il bambino con l’acqua sporca? Oh bella: e perché no?  Se si risolve il problema, poi. Scusate, eh.

State bene.

Ghino La Ganga

One Response to “Più fede, meno ‘ndrangheta.”

  1. mauro Says:

    mi chiedo come mai ancora non sei il presidente dello stato del vaticano!


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