TUB.

ottobre 22, 2014

Mediolanum-Logo

“Oh.”

“Eh.”

“Voglio controllare una banca.”

“Beh, pare si stiano liberando dei posti.”

“Appunto. Io vado, compro, salgo di quota, controllo.”

“Mh. Come la mettiamo con  quel problemino?”

“Ma dai. La questione delle donnine è una cazzata. Sappiamo come è andata a finire. Niente di niente.”

“No, dico: quell’altro.”

“Uffa. Anche tu con ‘sta storia. Solo perchè un giorno ero senza contanti e ho puntato la nove bifilare in faccia a Guido.”

“Ecco. E cosa è successo?”

“Beh, Guido mi ha dato quello che aveva in tasca. Duecentocinquanta euro.Però  mica mi ha denunciato. Il problema è che io non li ho mai dichiarati.”

“Che miseria. E ti han condannato per questo.”

“Appunto. Pensa che squallore. “

“Eh, già. Tuttavia è un ostacolo, per quella storia dei requisiti di onorabilità.”

“Vedremo. Secondo me è ingiusto. Adesso mi informo.”

“Bravo. Buon 9,9 percento, intanto. Ciao.”

“Ma vaffanculo. Ciao.”

(In sottofondo suggerisco: Gui Boratto, Indigo. State bene. Ghino La Ganga)

Ileana detta Lilli.

ottobre 21, 2014

lilli carati

 

 

Addio, bella ragazza  fragile.

Se  a quei tempi tu avessi  capito davvero  ciò che rappresentavi per noialtri maschietti adolescenti, ti saresti amata tanto di più.

State bene.

Ghino La Ganga

Wannabe.

ottobre 21, 2014

Marcello Coffrini Sindaco PD di Brescello

Marcello Coffrini Sindaco PD di Brescello

Il problema di Brescello non è solo la palese infiltrazione della ‘ndrangheta della famiglia Grande Aracri, ma che a governare la cittadina  sta un sindaco che vorrebbe così tanto assomigliare a  Casaleggio da avere già contro i Grillini.

State bene.

Ghino La Ganga

Veli e leggi.

ottobre 21, 2014

niqab

L’Unione Europea è costituita da  bizzarri agglomerati sociali, nei quali le leggi sulla sicurezza dei luoghi pubblici vengono fatte osservare fedelmente solo dai coristi dell’Opera di Parigi.

State bene.

Ghino La Ganga

M.i.D.l.f.

ottobre 20, 2014

 

Barbara D'Urso e Matteo Renzi

Barbara D’Urso e Matteo Renzi

 

 

 Nei sogni erotici di un ragazzo c’è spesso una donna più grande di età. A volte è la madre di un compagno di scuola, che elargisce inaspettatamente una carezza tenera. A volte è la madre di una compagna di scuola, della quale risulta una versione più  sensualmente matura e piacevolmente calma. Altre volte, è un’amica della famiglia del ragazzo, la quale raccoglie con paziente dolcezza gli sfoghi del giovane quando questi si sente incompreso.

Gli scenari sono tanti, ed ogni giovane maschio ha i propri: la differenza di età costituisce solo un detonatore che fa  cogliere  i lati positivi della signora in questione.

Poi il tempo passa, l’immaginario erotico cambia: in donne più grandi si cominciano a notare  mancanze che l’eros ormonale  impediva di vedere, sicché i  difetti offuscano l’ancor bella presenza scenica.

E’ in quel momento che  una  piacente cinquantasettenne  appare solo una donnetta, più ineducata ed ignorante  dello spocchioso ragazzotto che le sta di fronte.

State bene.

Ghino La Ganga

P.s.: la “D.” inserita nel titolo sta per Don’t .

Tutti sposi.

ottobre 16, 2014

Parigi, prima fiera del matrimonio gay

Vi prego: permettete che le coppie gay si sposino. Portate anche loro nel favoloso mondo del matrimonio. Costringetele  agli addi al celibato e nubilato negli strip-club, alle  cerimonie di cinquecento invitati e a tutto ciò che consegue:  liste di nozze, buste con soldi, salvadanai in sala, taglio della cravatta, lancio del bouquet, paggetti trentenni, scherzi atroci, ballerini nudi  che saltano sugli sposi, bomboniere costituite dalla videocelebrazione su chiavetta usb, pentole di riso in testa, micidiali trenini tra i tavoli,  viaggi in luoghi esotici dai quali aggiornare compulsivamente i profili facebook ed instagram. Per favore, fate sì che anche loro vivano il favoloso mondo della coppia sposata:   le rate del mutuo comune, le fideiussioni, i prestiti findomestic, le carte prepagate, le liste per i servizi comunali, le pizze a domicilio. Ma soprattutto: portate finalmente le coppie gay nel meraviglioso mondo delle separazioni e dei divorzi, della casa coniugale attribuita a uno solo anche se è tutta dell’altro ( o anche tutta  dei di lui parenti), degli affidamenti condivisi dove di condiviso c’è solo il costo della mensa scolastica, delle liti per i ritardi al corso di tennis del pargolo, delle denunce per mancato versamento dell’assegno, dei ricorsi per la revisione di esso, delle nuove unioni nate quando ancora è pendente il processo, dei nuovi figli adottati con il nuovo partner. Costringete la Chiesa Cattolica ad annusare il flusso di denaro che perderebbe, se non estendesse il matrimonio canonico alle coppie gay: tutti annullamenti a pagamento perduti.  Inducetela dunque ad ammettere che il matrimonio possa celebrarsi in Chiesa secondo il Concordato del 1984. In fondo, dopo la comunione ai divorziati, il celebrare e poi annullare un matrimonio gay è questione di un attimo, ora che c’è l’animatore turistico argentino a diriger la baracca.  Vi prego, davvero. Portate le coppie gay nella selva delle attribuzioni del cognome: solo quello del genitore uno, solo quello del genitore due, oppure quello di entrambi, con le liti e i ricorsi bestiali che arriveranno inevitabili al primo ripensamento, per tacer del primo divorzio. Sollevate il povero Ivan Scalfarotto dall’angoscia di dover distinguere, di dover mediare, di ideare strambi documenti di unione civile solo per i gay. Perchè ha ragione lui: per gli eterosessuali c’è  il matrimonio. Ed allora, fate sì che questo meraviglioso beneficio sia tale per il popolo intero. Che siano nozze per tutti, diamine.

State bene.

Ghino La Ganga

Pezzentilandia.

ottobre 15, 2014

1071557-tricolore

C’è quello che sta a  Genova da giorni in tonaca nera, così le macchie di fango chiaro si vedono di più. Poi c’è quello che va a Genova in impermeabile chiaro, sperando di macchiarselo con fango scuro: lo fanculano come lui ha insegnato a fare,  sicché s’offende. Poi c’è il Giudice di Tar, il quale dice che tutto è regolare: l’incompetenza territoriale non era stata sollevata, come poteva accorgersene chi amministra la giustizia?  C’è anche l’imprenditore che professa il suo diritto a ricorrere, dopo aver dichiarato d’aver cercato una trattativa privata che – inspiegabilmente – non gli hanno concesso. C’è perfino un ragazzotto il quale, mentre spala fango, intima alla Polizia di prender la pala e seguirlo: tutti ad indignarsi se  la Polizia s’incazza. Salvo poi chiederne a gran voce l’intervento, nel bar dove sto prendendo il caffè, quando un tizio entra inseguito da un altro che lo vuol menare. Il gestore compone i tre numeri dell’emergenza: inseguito ed inseguitore, magicamente, escono dal locale. Sulla porta protestano contro questo paese del cavolo:  se sei immigrato irregolare, non puoi nemmeno picchiarti in santa pace presso terzi.

State bene.

Ghino La Ganga