Gentilmente.

novembre 13, 2014

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“Oh.”

“Eh.”

“Oggi è la giornata mondiale della gentilezza.”

“Già. Infatti sarò gentile: puoi cortesemente andartene a fare in culo?”

“Certo. E tu, in cambio, puoi cortesemente spararti?”

“Prima dovresti cortesemente ridarmi i diecimila euro che mi devi.”

“Cortesemente ti faccio notare che ti sbagli. Me li avevi dati tu per tutta la bamba che ti ho fornito negli ultimi tempi. Ed io, come gesto di cortesia, ti ho fatto anche lo sconto.”

“Guarda, solo per gentilezza ti faccio presente che te li sei presi da solo dalla cassa comune dell’azienda. Quella dell’extra, tra l’altro.”

“Sempre con il sorriso sulle labbra ed il tono soave, ti dico che tu da quella cassa hai prelevato circa la stessa cifra per i cazzi tuoi, senza avere la cortesia di avvisarmi. Ho dunque ritenuto cortesemente congruo fare lo stesso.”

“Vista la tua gentilezza, sarò gentile anche io: ti avviso gentilmente  del fatto che mi sono accoppiato con tua moglie. Che è stata molto gentile, offrendomi anche una cortese penetrazione anale.”

“Gentilezza per gentilezza, ti segnalo cortesemente che io ho eiaculato giusto ieri sul viso di tua figlia. Preciso che è una ragazza gentilissima: prima di ieri le eiaculavo sul ventre, ieri è stata così cortese da proporre lei stessa  la mia venuta sulla sua faccia di graziosa e garbata quasi quattordicenne. “

“Beh, vedi, la gentilezza è di famiglia: mio nipote ed i suoi amici sono coloro che ti hanno cortesemente bruciato la macchina nuova una settimana fa. Te lo dico gentilmente, così eviti di stare in pena.”

“Oh, ecco. Sospettavo che fosse stato un atto di tua gentilezza, in cambio del mio averti fatto la cortesia di farti svaligiare la casa da quegli albanesi che lavorano per mio zio. Sono stati gentili gentili: ti hanno lasciato nella buca delle lettere le chiavi che gli avevo dato io, per gentilezza, così non han dovuto rompere le finestre.”

“Beh, è stato  un gesto di grande cortesia che ho apprezzato molto. Ed ho già ricambiato, mandando alla Guardia di Finanza un esposto sul tuo stato patrimoniale, in via gentilmente anonima. Oh, sento che suonano alla tua porta: devono essere loro. Ora vai ad aprire e sii gentile: sono inaspettati, ma pur sempre rappresentanti della legge.”

“Sarò senz’altro squisito. Ma mi aspetto che anche tu lo sia, ora che sento suonare il campanello di casa tua. E’ la Polizia Postale, che viene per quel giro di foto pedofile che hai cortesemente scambiato con mezza Italia e che io ho segnalato. Sii gentile, offri loro almeno un caffè.”

“Lo farò senz’altro. Ora mi dispiace, ma devo lasciarti per aprire la porta. Ci sentiamo presto, spero che tu abbia la cortesia di crepare presto. Ciao.”

“Non mancherò, ma prima mi farai la cortesia di farmi assistere al tuo funerale. E’ una di quelle gentilezze che restano. Ciao.”

(In sottofondo suggerisco: Art Blakey & The Jazz Messengers, Politely. State bene. Ghino La Ganga)

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