Alla nazione.

dicembre 30, 2014

palloncini tricolore

Beh, eccoci di nuovo qua. Un altro anno va giustamente a fare in culo, eppure non Vi siete ancora stancati di leggerci. Ciò costituisce sempre una gran sorpresa per noialtri:  la situazione non migliora, sicché cominciano a mancarci le idee per definirla. Tanto per dire: secondo le ultime notizie di cronaca, pare che una bocconiana eviratrice di Bollate ed un broker  tremontiano di Francoforte avessero così tanto tempo libero, da far notte tirando acido e  martellate in giro per Milano. Tale evento dimostra che in questo paese il lavoro è divenuto un obiettivo così irraggiungibile, da convincere perfino gli abitanti qualificati a non cercarlo più: e ad affondare viceversa  le proprie esistenze in quel  ritardo mentale del quale –   subito dopo quell’inspiegabile e casuale episodio che fu il  Rinascimento –  si sono  fatti silenziosi ma costanti portatori.  Che  sia stato coinvolto un madrelingua tedesco, prova definitivamente che l’italico stivale contagia financo chi ci passa per caso: sarà per questo che i turisti stranieri paganti calano, mentre le teste di cazzo estere ciondolanti a gratis aumentano.  Dunque buon 2015, cari lettori tutti. Visto che s’è citato il Rinascimento, ricordate: la Toscana è terra che tanto tempo fa ci regalò dei geni, più di recente qualche brutto scherzo .  E mica  ci riferiamo solo al Benigni o al Jovanotti.

State bene e tanti auguri.

Anskij & Ghino La Ganga

Annunci

Eventi eccezionali.

dicembre 29, 2014

traghetto in fiamme in adriatico

traghetto in fiamme in adriatico

un parente dei passeggeri dell'aereo malese scomparso

un parente dei passeggeri dell’aereo malese scomparso

Lo sviluppo tecnologico raggiunto dall’umanità è tale che le navi e gli aerei sono preparati ad affrontare tutto.

Tranne  eventi  assolutamente eccezionali ed imprevedibili: come ad esempio un incendio a bordo, o una tempesta in quota.

State bene.

Ghino La Ganga

Portar fiori.

dicembre 28, 2014

Ali Agca in Piazza San Pietro con i fiori

Ali Agca in Piazza San Pietro con i fiori

 

 

Negli antichi rituali malavitosi, ogni gesto costituisce un preciso avvertimento.

Chissà se oggi  è ancora così.

State bene.

Ghino La Ganga

Annie ne ha finiti sessanta.

dicembre 26, 2014

Annie Lennox

Annie Lennox

Mi è sempre parsa la classica prima della classe che vuol far l’alternativa: senz’altro  brava e dotata di eccellente voce, eppure insopportabile nei suoi atteggiamenti pacifisti, terzomondisti, nutrizionisti, pessimisti. Troppo spesso fu considerata l’anima degli Eurythmics a discapito dell’invece sottovalutato Dave Stewart, un signor musicista che sovente dovette sopportar le di lei bizze. Quel suo arrivare stremata a fine concerto e quel suo supplicare gli astanti di fare offerte per qualsivoglia causa, se da un lato indicavano un’abnegazione degna di  lode, dall’altra producevano nello spettatore il disagio di aver pagato il biglietto per una sorta di bizzarro snuff-show canoro con aggiunta di paternale. Non so a voi, ma a me tutto ciò ruppe spesso e  dimolto i coglioni, facendomi  dimenticare di aver trovato buona Here comes the rain again e divertente Sexcrime- 1984. Aggiungete il micidiale incontro della cantante con l’allora sindachessa di Milano Letizia Moratti, non so più per quale stramba iniziativa caritatevole: apparvero come due fissate monomaniacali che parlavano l’una all’opposto dell’altra, ma entrambe definirono l’incontro come eccellente ed utilissimo. Fu un fatto davvero inquietante, fors’anche più dell’aver dedicato Angel all’appena defunta Lady Diana.  Comunque: auguri signora Lennox,  tenga d’occhio il dosaggio dei calmanti.

State bene.

Ghino La Ganga

You can leave your tear on.

dicembre 23, 2014

 

Joe Cocker

Joe Cocker

 

La vera sorpresa è che ci abbia messo settant’anni a tirar le cuoia, stante l’alcol che – assorbito in quantità industriali  – ammazzò tantissimi suoi colleghi in età ben più verde. Possedeva un interessante timbro vocale maudit,  che molti imitavano e che lo rese celebre fin da quel pantano sopravvalutato che fu Woodstock. Da allora riemerse ogni tanto per piazzare qualche discreta canzone in classifica: compresa quella che da metà anni ottanta convinse ogni ragazzotta del globo che bastasse tenerla in sottofondo – dietro ad una tendina veneziana –  per  trasformare una felpa con jeans nel tailleur di Kim Basinger ed un moroso brufoloso in Mickey Rourke. L’amicizia dei nefasti  Zucchero e Pavarotti ne amplificò l’importanza dalle nostre parti: verosimilmente, qui da noi come altrove, certe sue scatarrate hanno ispirato più mediocri dilettanti di quanto non si creda. Dunque: condoglianze, che peccato, eccetera. Ma fermiamoci qui.

State bene.

Ghino La Ganga

Il film di natale.

dicembre 21, 2014

albero-di-natale

Visto che il cinepanettone è stato momentaneamente riposto in soffitta dalle correnti produzioni nostrane, ci si deve impegnare per trovare un altrettanto valido modello di sceneggiatura che tenga il banco per i prossimi dieci anni. Suggerisco una breve traccia di script, che tenga conto delle più recenti tendenze apparse nei film di riferimento dell’ultimo anno.

Un tizio senza arte nè parte, che non ha completato l’erasmus in Olanda perchè il suo vero scopo era di contrarre un matrimonio gay da trascrivere in Italia al fine di ottenere la tassazione Tasi più bassa, torna nel nostro paese ed affronta la dura realtà: il suo rientro come ex cervello in fuga non interessa granchè, e – passata la prima settimana come ospite semimuto nei talk show serali –  trova quale unico sbocco possibile il riciclarsi come partecipante ad un talent di cucina con ascolto mediobasso. Qui capisce che il segreto non sta nel cucinare ( cosa che egli non sa fare, tra l’altro), bensì nel prendersi una carrettata di insulti senza battere ciglio, cosa che invece gli riesce perfettamente. Giunge perciò ad un ad un passo dalla finale. Qui tuttavia perde di colpo le staffe, prorompendo in una serie di bestemmie che comportano la sua immediata squalifica, ma gli fanno guadagnare l’attenzione di Papa Francesco,  il quale gli telefona in diretta per assolverlo e benedirlo. L’attenzione del Numero Uno Vaticano ( in un dialogo si deve sentire dire proprio così: numero uno vaticano) comporta che per un’altra settimana lo invitino ovunque, pure dall’accoppiata Innocenzi-Santoro , dove fa un figurone: tanto da essere candidato contestualmente sia alle quirinarie dei cinquestelle che alle primarie della lega ( queste ultime non mi risulta esistano, ma siamo pur sempre in  un film). Perse le  selezioni, ma messo qualche euro da parte, il tizio vorrebbe darsi al volontariato: cerca dunque di prendere ispirazione su quali siano i settori più forti  dialogando con Jovanotti (scena chiave del film). Il noto cantante – che appare con un’aureola in testa – gli fa strani discorsi sul nordafrica e su come quella zona sia importante in quanto bisognosa ma rischiosa, perché appena ti giri incontri un Carminati o un Buzzi che ti f’inculano (ovviamente per non subire restrizioni  il dialogo va un po’ modificato, ma il senso è quello, con tutte le f al posto giusto). Affascinato dall’aureola di Jovanotti  –  il quale non è in grado di dirgli con precisione dove se ne acquisti una ma gli spiega che forse  basta scaricare una buona  app sullo smartphone ( qui va dato ampio spazio al product placement: sia sul tipo di telefono che sul come si scaricano le canzoni di Jovanotti a costo ridotto, insegnato dal cantante stesso) – il tizio protagonista decide di andare in Nordafrica facendo il tragitto in mare a bordo di un barcone vuoto di migranti. Giunto a destinazione, in pieno deserto, scopre che con una miscela di sabbia e sputo si ottiene un humus formidabile per coltivare un nuovo tipo di cannabis dagli effetti meravigliosi. Torna dunque in fretta e furia in Italia con un  barcone questa volta pieno di migranti, fugge dal centro accoglienza grazie all’aiuto di una volontaria caritas con la quale intesse una storia d’amore ( il tizio protagonista scopre di essere bisex), affitta un terreno in Toscana e comincia a coltivare cannabis che è un piacere: non possono arrestarlo, perché gli effetti terapeutici del prodotto sono così sensazionali che le case farmaceutiche gli comprano il brevetto pagandolo come non mai, rendendo il tizio protagonista ricchissimo. A questo punto Renzi lo convoca ad una Leopolda e gli fa tenere il panel principale: la porta per la politica è spalancata, il tizio protagonista può finalmente sposarsi sia con il compagno gay tornato dall’Olanda sia con la volontaria caritas, grazie alla nuova edizione del matrimonio breve nel frattempo introdotta nel nostro paese:  è sufficiente firmare un semplice atto presso lo stato civile e puoi trascorrere una settimana con un partner e quella dopo con l’altro, e poi daccapo.  Il film si chiude con il volto sorridente del tizio protagonista: è sotto al mega-albero natalizio di plastica di un centro cittadino e si fa un selfie con un bello spinellone tra le labbra, mentre i suoi due partner ( gay olandese e volontaria caritas) si scambiano i doni ricordando che l’importante non è conquistare, ma amare incondizionatamente la stessa persona.

Prima di dire che questo soggetto è una cagata santissima leggetelo qualche volta, poi mi direte: secondo me con qualche aggiustamento può invece essere un modello  per gli anni a venire. Bisogna anche trovare una parte dove inserire il personaggio di un bambino: e non suggeritemi il solito infanticidio, oppure  il maltrattamento da parte della maestra o, addirittura, l’abbandono da parte del padre rom. Son cose così scontate che ormai manco si puniscono. E comunque deve essere un film di Natale, non dimenticatelo.

State bene.

Ghino La Ganga

La bella a prescindere.

dicembre 19, 2014

Virna Lisi

Virna Lisi

 

Sì, va bene: era una donna bellissima ed era stata una ragazza bellissima. Riservata, discreta, elegante. Legatissima alla sua famiglia. Capace di rinunce costose da giovane e di interpretazioni drammatiche da adulta ( ne La Cicala di Lattuada fu senz’altro notevole). Nulla da eccepire: era uno splendore. Però mi ha sempre dato l’idea di essere una persona molto fredda.  Inoltre, il divenire un riferimento fisso dei film di Cristina Comencini  leva punti a chiunque: sarà un caso, ma tra i coccodrilli di oggi pochissimi ricordano che prese parte pure alla sciagurata versione cinematografica dello sciagurato romanzo Va’ dove ti porta il cuore. Sicché: faccio le condoglianze ma non mi unisco al coro di lodi sperticate.

Abbiate pazienza e state bene.

Ghino La Ganga