You can leave your tear on.

dicembre 23, 2014

 

Joe Cocker

Joe Cocker

 

La vera sorpresa è che ci abbia messo settant’anni a tirar le cuoia, stante l’alcol che – assorbito in quantità industriali  – ammazzò tantissimi suoi colleghi in età ben più verde. Possedeva un interessante timbro vocale maudit,  che molti imitavano e che lo rese celebre fin da quel pantano sopravvalutato che fu Woodstock. Da allora riemerse ogni tanto per piazzare qualche discreta canzone in classifica: compresa quella che da metà anni ottanta convinse ogni ragazzotta del globo che bastasse tenerla in sottofondo – dietro ad una tendina veneziana –  per  trasformare una felpa con jeans nel tailleur di Kim Basinger ed un moroso brufoloso in Mickey Rourke. L’amicizia dei nefasti  Zucchero e Pavarotti ne amplificò l’importanza dalle nostre parti: verosimilmente, qui da noi come altrove, certe sue scatarrate hanno ispirato più mediocri dilettanti di quanto non si creda. Dunque: condoglianze, che peccato, eccetera. Ma fermiamoci qui.

State bene.

Ghino La Ganga