Francesco Bonami

Francesco Bonami

” Quando gli ottomani furono respinti dalle mura di Vienna i pasticcieri viennesi per celebrare la vittoria fecero le brioche a forma di luna crescente e per questo da allora si chiamano ‘croissant’. Furono spiritosi ma i nemici erano sconfitti e in ritirata. Il nostro nemico, l’odio fondamentalista, è dentro le mura. L’umorismo e la satira devono servire a ricordargli che il cappuccino e il croissant hanno imparato a stare bene assieme. Ammazzare barista e pasticciere non serve a nulla ma nemmeno inzuppare un croissant nel fango per far ridere la gente. “

(E’ il finale dell’articolo di Francesco Bonami sulla satira apparso a pag. 39 de La Stampa di ieri, all’interno della copertina dell’edizione dedicata alla strage di Parigi. Vidi tempo fa  alcune mostre organizzate da Bonami: le trovai dignitose. Lessi poi alcuni suoi interventi critici: li trovai discutibili. Ho anche letto il suo ultimo libro, Curator: l’ho trovato brutto, consistente in una mero catalogo di autoelogi privo di utilità. Ieri ho letto questo articolo. Che dire? Spero che il Bonami si fermi qui, perché la sua discesa pare già terribile. State bene. Ghino La Ganga)