Strano paese.

settembre 18, 2015

Susanna Camusso

Susanna Camusso

 

 

Strano paese quello nel quale abita una donna di sessant’anni, la quale non ha notato che quel paese trent’anni fa era al primo posto per presenze turistiche nel mondo, ed oggi arranca al quinto.

State bene.

Ghino La Ganga

 

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settembre 18, 2015

Rambo (Ted Kotcheff)

Rambo (Ted Kotcheff)

Di Battista a Ballarò

Di Battista a Ballarò

Sere fa mi ero sintonizzato su Ballarò dove c’era Di Battista l’ho seguito qualche minuto mi pareva dire cose giuste e sensate poi ad un tratto l’ho ascoltato meglio l’ho osservato per bene mi sono chiesto che cazzo stavo guardando ho cambiato canale davano il primo Rambo di Ted Kotcheff  l’ho guardato fino alla fine l’ho trovato bellissimo era solo la decima volta che lo vedevo.

State bene.

Ghino La Ganga

Tentatrici.

settembre 18, 2015

bergoglio

Le donne non sono più tentatrici. Le boutique aperte nei festivi, invece, un casino.

State bene.

Ghino La Ganga

Darkeleganti.

settembre 17, 2015

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Su una radio privata senti un ascoltatore chiedere True Faith dei New Order, perchè gli ricorda le scarpe che portava quando lo sentiva. Ripensi al movimento dark dei tuoi vent’anni. Constati che rispetto alla cialtroneria attualmente in circolazione, era portatore di una sobria eleganza.

State bene.

Ghino La Ganga

I giochi di Ravenna.

settembre 15, 2015

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“Oh.”

“Eh.”

“Giocare d’azzardo ad una festa di partito è brutto.”

“Condivido. Infatti si sono pentiti subito.”

“Bravi. Si può sbagliare, ma il pentimento deve essere immediato. Niente più gioco d’azzardo.”

“Giusto. No al gioco d’azzardo.”

“O almeno: no al gioco d’azzardo quando c’è di mezzo una festa di partito.”

“Già. Un po’ come quella volta con tua moglie. Io le eiaculavo in faccia, poi ho capito che a te dava fastidio se lo facevo durante le cene con ospiti. Infatti quando me l’hai fatto notare ho smesso subito. Ora le eiaculo in faccia solo in forma privata, a casa mia o a casa tua quando non ci sei.”

“Certo. E’ una forma di rispetto, ecco. Io e Guido, ad esempio, abbiamo smesso di scoparci tua figlia e tua nipote in foursome e di raccontarlo in giro. Ora ce le scopiamo solamente, anche se è dura mantenere il riserbo. Però ci siamo imposti una disciplina. Un codice etico. “

“Perfetto. Così si deve fare. Io quando trovo occupata la toilette e piscio nel lavandino dell’ufficio mica lo dico. Lo faccio e amen, mica tutti devono sapere.”

“Già, altrimenti si dà il cattivo esempio e si fa proprio ciò che si vuole combattere. Infatti io mantengo un gran riserbo sulla cocaina che mi sparo sul tavolo della sala riunioni. E’ il migliore, bello largo e di vetro. Dopo passo uno straccio con il prodotto all’aceto, mica resta niente. E’ una questione di educazione. Di rispetto della proprietà comune.”

“Bravo. Così sei sensibile anche nei confronti della minoranza interna. Tanto per dire: non era meglio il bingo?”

“Ma certo. Infatti è giusto che chi ne fu promotore, oggi parli di squagliamento del partito. Lui mica c’entra niente. Anzi: lui, col bingo, lottava fortissimo per la sinistra.”

“Cazzo, che bei tempi. Però anche quelli di oggi non sono male. C’è la ripresa. C’è la Pennetta. C’è il basket.”

“C’è  la Jeep. C’è il gas in Egitto. Ci sono la Boschi al governo e la Mogherini in Europa.”

“Che bei tempi. Oh, dimenticavo: ma la Juve in champions tu la vedi?”

“Credo di sì. Devo solo sentire con Stefano se è riuscito a rimediare quell’aggeggio che converte il criptato del digitale. Fai una cosa: stasera vieni a vederla anche tu. “

“Ah, grazie. E se non si vede?”

“Poco male. Un pokerino e passa la paura. Rilancio minimo a cinquecento euro.”

“Beh, mi sembra giusto. A dopo. Ciao.”

“Ciao.”

(In sottofondo: Alan Parsons Project, Games People Play. State bene. Ghino La Ganga)

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“Oh.”

“Eh.”

“Ma Pertini giocava a tennis?”

“Boh. Pare di sì. Dicevano avesse un gran rovescio. Magari a Milano avrà fatto qualche partita con il cardinale Schuster.”

“Ah. Però forse giocava anche a  calcio.”

“Probabile. Però giocava più a briscola. Male, ma giocava.”

“Il fiorentino invece giocava sicuramente a calcio.”

“Così dicono. Malissimo, ma giocava.”

“Ma non si sa se gioca a tennis.”

“Dicono che giochi. Malino. Comunque ora gli piace tantissimo, il tennis.”

“Mh. Capisco. Certo che per finire nelle riprese di una  in telecamera uno le fa tutte.”

“Tutte. Pure sedersi vicino a un concessionario di auto. Pure confondere uno smash con un servizio.”

“Ma non sono la stessa cosa?”

“Se lo dice la Boschi, sì. Altrimenti no.”

“E la Boschi cosa dice?”

“Boh. Mai saputo se facesse sport. Per il momento è molto contenta per le Puglie. Ah, e anche per donne, ovviamente.”

“Già. Vabbè. Ciao.”

“Ciao.”

(In sottofondo: Martin Solveig & Dragonette, Hello. State bene. Ghino La Ganga)

Tutti i Di Maio.

settembre 11, 2015

Roberta Lombardi

Roberta Lombardi

Elisa Bulgarelli

Elisa Bulgarelli

«Lo spirito di Beppe, la sua ironia e quella del Movimento – ha spiegato Roberta Lombardi, al lavoro per l’organizzazione della festa grillina – non vengono colti, così da una battuta nascono scenari e retroscena impensabili per tutti noi, Di Maio compreso. Anche a me Beppe ha detto di dare una limatina al naso, ma è una vecchia battuta che amava ripetermi quando ero capogruppo e spesso sotto i riflettori, non sono mica andata dal chirurgo…».

(…)

Su Facebook è così arrivato lo sfogo di Elisa Bulgarelli, senatrice bolognese. «Se avessimo voluto un leader non ci saremmo mossi dal divano al grido di uno vale uno e con il sogno di qualcosa di diverso dal solito leaderismo», manifestando la sua «non soddisfazione del metodo».

(E’ un estratto dell’articolo di Leonardo Ventura pubblicato sul Il Tempo.it, edizione di questa mattina, riguardo all’ipotesi di Luigi Di Maio quale nuovo leader del Movimento Cinque Stelle. Non so decidere se mi ha colpito di più una ex capogruppo parlamentare che fa la simpatica trattando rinoplastiche e scelte politiche come fossero la stessa cosa, oppure una senatrice che si atteggia a dura facendo comprendere di essersi  alzata dal divano  solo per essere rappresentante di se stessa. Dovrei forse trarne qualche considerazione su ciò che Grillo ha fatto scaturire da questo paese, ma ho paura di scoprire che non c’era nulla da far scaturire, perché era  tutto già pronto così: cialtroneria ed individualismo sono stati  eretti a baluardo programmatico della società italiana fin da un’epoca precedente la nascita dei CinqueStelle. Come dite? Luigi Di Maio è il più bravo del gruppo? Beh, se questo è il gruppo, mi viene in mente quella mia conoscente che tutti dicevano essere la più bella figa dell’ufficio nel quale lavorava. Emerse che era l’unica donna a lavorarci. State bene. Ghino La Ganga)

Zac.

settembre 10, 2015

19/05/2015 Roma, trasmissione televisiva Porta a Porta, nella foto il presidente del Consiglio Matteo Renzi

“Oh.”

“Eh.”

“Questo qua ne sta azzeccando alcune.”

“Già. Lavora molto sul culo di paglia degli altri.”

“Vero. Ad esempio: lui introduce il divorzio breve? L’animatore turistico argentino becca subito, e zac: lancia l’annullamento ecclesiastico breve.”

“Altro esempio: salta fuori quella foto del bimbo morto, lui fa quattro urli come se avesse preso anfetamine, e zac: la tedesca  accoglie migliaia di migranti, con tanto di quotidiani scritti in arabo.”

“Ora gli tocca inventarsi qualcosa di nuovo. Che so: l’iniziativa ‘adotta un cretino’. Lui lancia l’idea e zac: gli altri lo copiano. Magari rilanciano: propongono  pure l’adozione di scemi e imbecilli.”

“Osta. Bello.  Oppure, altra idea: hai uno scemo in casa? Il paese te ne è riconoscente e zac: ti dà anche dei soldi per gestirlo.”

“Ottimo. Altro che reddito di cittadinanza. Io così avrei risolto il problema di mio figlio.”

“Mh. Ma è proprio scemo?”

“Te ne dico solo due. Ha occupato un edificio ed è stato l’unico a dire brutta troia a una poliziotta al momento dello sgombero: zac, subito dritto al tribunale dei minori. Poi ha prestato il motorino ad uno mai visto prima.”

“Ah. E che è successo?”

“Motorino sparito. Come mio figlio: ora occupa un cascinale abbandonato nelle campagne. In compenso, zac: il tipo mai visto prima adesso dorme nella sua camera.”

“In casa vostra?”

“Già.”

“E tu? E tua moglie?”

“Ah, noi siamo al punto di prima: uno scemo è andato, ma zac: ne è arrivato un altro. Come spalar l’acqua con un forcone.”

“Mh. Che brutta cosa.”

“Vedo che capisci. Dunque è importante che adesso il fiorentino lanci un’idea nuova al riguardo. Altrimenti, zac: è un casino.”

“Vero. Vabbè, speriamo bene. Ora vado, perché Sergio è appena partito per fare trekking sul Tibisco.”

“Ma che cazzo di idea è?”

“Gliel’ho data io. E’ bastato dirgli che io l’avevo fatto , che quello è un posto bellissimo e che non deve dar retta alla questione della frontiera tra Serbia e Ungheria, perché tanto la tv esagera sempre. Zac: lui è partito.”

“Osta. E adesso?”

“E adesso zac: a casa sua c’è solo sua moglie che mi aspetta. Come sai lei non è solo bella, è pure ungherese. Infatti, col cazzo che l’ha seguito.”

“Ah. Beh, che devo dirti? Buono zac. Ciao.”

“Grazie. Zac, zac e ancora zac. Ciao.”

(Zac, state bene. Ghino La Ganga )

Con una fava.

settembre 8, 2015

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L’animatore turistico argentino ha  inserito l’aborto tra i motivi di abbreviazione del processo ecclesiastico di annullamento del matrimonio, e lo ha contemporaneamente reso perdonabile da parte di un semplice prete per tutta la durata del Giubileo.

State bene.

Ghino La Ganga

Involuntary.

settembre 7, 2015

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“Oh.”

“Eh.”

“Certo che ora ne fanno entrare. Almeno diecimila. Secondo alcuni, addirittura quindicimila.”

“Eh. Dopo quella foto del bambino, era il minimo.”

“No, non ci siamo capiti. Io mi riferisco ai capitali, da noi.”

“Aaah… il condono.”

“Quanto sei antiquato. Ora si chiama voluntary disclosure. “

“E’ un termine ambiguo. Quel voluntary mica mi piace. Infatti devo vedere se ho tutta ‘sta voglia di farla. C’è tempo solo fino al trenta, no?”

“Sì. Però magari c’è la proroga. Hai visto mai.”

“Magari! Che so:  schiaffando sui quotidiani la foto sulla riva del mare di un bimbo figlio di un evasore fiscale, si commuovono tutti. E prorogano.”

“Già. Però il bambino va fotografato disteso di schiena sulla riva, mentre sorride, con una bella scritta: vorrai mica togliere il sorriso a un bambino alla fine di settembre?”

“Certo che no.”

“Eh. Vedi. Così non ti possono accusare di sciacallaggio.”

“Assolutamente. Il bambino è lì, vivo. Sorride pure.”

“E’ solo la coincidenza temporale a provocare l’accostamento.”

“Peraltro mica è voluto. Eh.”

“Eh. Mica siamo dei cinici del genere, noi. Eh.”

“Bravo. Dài, ora cerco un fotografo e un bambino. Ci vediamo al mare più tardi.”

“Occhei. A dopo.”

(In sottofondo: Astor Piazzolla & Amelita Baltar, Las Ciudades. State bene. Ghino La Ganga)