Taggati.

novembre 23, 2015

renzi taggare

 

 

 

(Questo post è vietato ai minori ed agli adulti sensibili  perché contiene descrizioni volgari di fatti scabrosi. Lo leggerete solo a vostro rischio e pericolo. Io vi ho avvertito. In sottofondo suggerisco: Grand Popo Football Club, La Nuit  est là.  Mi sembra un brano perfetto per il momento.)

“Oh.”

“Eh.”

“Ti hanno mai taggato?”

“Osta. Perché me lo chiedi?”

“Perché voglio saperlo. Ci conosciamo da anni a anni e mi devi delle risposte. Allora: ti hanno mai taggato?”

“No.”

“Devi dire la verità.”

“La sto dicendo. No. Non mi hanno mai taggato.”

“Secondo me non è vero. Ti vergogni ad ammetterlo.”

“Ma quando mai!? Se ti dico che non mi hanno mai taggato, è la semplice verità.”

“Mh. Non ci credo. Secondo me ti sei fatto taggare, e ti è pure piaciuto.”

“Come sei stronzo. Ti dico di no. E semmai, sono io quello che tagga. Mica mi faccio taggare, io. Eh.”

“Aaah. Ecco. Dunque sei attivo.”

“Sempre. Cosa credi. Mica come certi che conosco. Fan tanto i duri, i virili. Poi arrivano lì e zac: si fanno taggare in due minuti.”

“In effetti spesso accade. Uno parte per taggare e viene taggato. E gli piace pure. “

“Ma certo. Secondo me anche te, che fai tutte ‘ste domande, alla fine ti fai taggare.”

“Beh, se proprio vuoi saperlo… ecco: una volta è capitato.”

“Ah, vedi? Parti da inquisitore, poi cali le braghe. In tutti i sensi. Siamo sicuri che è successo solo una volta?”

“Al massimo due. Forse tre. Senti: sarà successo cinque, sei volte volte. Al massimo una decina. Io non ci credevo, ma quando ti prende non puoi resistere. Vai lì, arrivi, ti spogli. Ti ritrovi carponi e taggato. Senza sapere il perché.”

“E ti è piaciuto?”

“Beh, non so dirlo. E’ solo che dopo un po’ sento il bisogno di farmi taggare ancora e ancora. Ci avrò  speso ormai più di mille euro.”

“Mh. Ma per caso vai da Manuelottone il brasileiro, quello in via Cazzarappacci sette?”

“Sì… come lo sai?”

“Perché ci vado pure io. Ma con me è passivo.”

“No, con me è molto molto attivo.”

“Senti: ma per caso giovedì scorso eri lì?”

“Sì… perché?”

“Perchè Manuelottone il brasileiro mi ha fatto entrare e mi ha lasciato da solo al buio. Poi ho sentito che tornava. Ho intravisto sul letto una sagoma a carponi. Mi ci sono fiondato e l’ho taggata. Però la reazione mi è sembrata diversa da quella di Manuelottone. Lui al massimo dice: gostoso! fodame! La sagoma invece un po’ gemeva, un po’ smoccolava in perfetto italiano dei gran: rompimi!

“Ossignùr. Ecco perchè giovedi mi sembrava diverso. Manuelottone  in genere mi tagga gridando: ahi! delicia ! Giovedì invece sentivo solo dei gran: ti sfondo!

“Cazzo. Ero io.”

“Osta. E quello carponi ero io. Ma adesso?”

“Mi devi almeno cento euro.”

“No, li devi tu a me!”

“Vai a prenderli da Manuelottone, pirla!”

“Vacci tu, pataca!”

“Che storia. Basta, ‘sta questione del taggare è brutta. Non parliamone più Ciao.”

“Giusto. Ciao.”

(State bene. Ghino La Ganga)

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