Rilassata.

novembre 24, 2015

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“Perché a me lo yoga mi rilassa, porcamad….!”

(Frammento udito questa mattina. Lo ha pronunciato a voce non bassa una ragazza carina, dall’abbigliamento consono al serio luogo pubblico nel quale si trovava, presa dal conversare con un gruppetto di sue attente ed annuenti consimili. I capolavori sono davanti a noi, la vera fortuna è transitare nel momento in cui si manifestano. State bene. Ghino La Ganga)

Taggati.

novembre 23, 2015

renzi taggare

 

 

 

(Questo post è vietato ai minori ed agli adulti sensibili  perché contiene descrizioni volgari di fatti scabrosi. Lo leggerete solo a vostro rischio e pericolo. Io vi ho avvertito. In sottofondo suggerisco: Grand Popo Football Club, La Nuit  est là.  Mi sembra un brano perfetto per il momento.)

“Oh.”

“Eh.”

“Ti hanno mai taggato?”

“Osta. Perché me lo chiedi?”

“Perché voglio saperlo. Ci conosciamo da anni a anni e mi devi delle risposte. Allora: ti hanno mai taggato?”

“No.”

“Devi dire la verità.”

“La sto dicendo. No. Non mi hanno mai taggato.”

“Secondo me non è vero. Ti vergogni ad ammetterlo.”

“Ma quando mai!? Se ti dico che non mi hanno mai taggato, è la semplice verità.”

“Mh. Non ci credo. Secondo me ti sei fatto taggare, e ti è pure piaciuto.”

“Come sei stronzo. Ti dico di no. E semmai, sono io quello che tagga. Mica mi faccio taggare, io. Eh.”

“Aaah. Ecco. Dunque sei attivo.”

“Sempre. Cosa credi. Mica come certi che conosco. Fan tanto i duri, i virili. Poi arrivano lì e zac: si fanno taggare in due minuti.”

“In effetti spesso accade. Uno parte per taggare e viene taggato. E gli piace pure. “

“Ma certo. Secondo me anche te, che fai tutte ‘ste domande, alla fine ti fai taggare.”

“Beh, se proprio vuoi saperlo… ecco: una volta è capitato.”

“Ah, vedi? Parti da inquisitore, poi cali le braghe. In tutti i sensi. Siamo sicuri che è successo solo una volta?”

“Al massimo due. Forse tre. Senti: sarà successo cinque, sei volte volte. Al massimo una decina. Io non ci credevo, ma quando ti prende non puoi resistere. Vai lì, arrivi, ti spogli. Ti ritrovi carponi e taggato. Senza sapere il perché.”

“E ti è piaciuto?”

“Beh, non so dirlo. E’ solo che dopo un po’ sento il bisogno di farmi taggare ancora e ancora. Ci avrò  speso ormai più di mille euro.”

“Mh. Ma per caso vai da Manuelottone il brasileiro, quello in via Cazzarappacci sette?”

“Sì… come lo sai?”

“Perché ci vado pure io. Ma con me è passivo.”

“No, con me è molto molto attivo.”

“Senti: ma per caso giovedì scorso eri lì?”

“Sì… perché?”

“Perchè Manuelottone il brasileiro mi ha fatto entrare e mi ha lasciato da solo al buio. Poi ho sentito che tornava. Ho intravisto sul letto una sagoma a carponi. Mi ci sono fiondato e l’ho taggata. Però la reazione mi è sembrata diversa da quella di Manuelottone. Lui al massimo dice: gostoso! fodame! La sagoma invece un po’ gemeva, un po’ smoccolava in perfetto italiano dei gran: rompimi!

“Ossignùr. Ecco perchè giovedi mi sembrava diverso. Manuelottone  in genere mi tagga gridando: ahi! delicia ! Giovedì invece sentivo solo dei gran: ti sfondo!

“Cazzo. Ero io.”

“Osta. E quello carponi ero io. Ma adesso?”

“Mi devi almeno cento euro.”

“No, li devi tu a me!”

“Vai a prenderli da Manuelottone, pirla!”

“Vacci tu, pataca!”

“Che storia. Basta, ‘sta questione del taggare è brutta. Non parliamone più Ciao.”

“Giusto. Ciao.”

(State bene. Ghino La Ganga)

Da dove prendono i soldi? (*)

novembre 21, 2015

 

 

 

Bah, io qualche sospetto ce l’ho. C’è quel paese lì vicino, esteso ed arido, ma soprattutto capeggiato da una famiglia reale grassa, ingorda e numerosa: famiglia reale che mi sembra conti circa 25mila componenti, nullafacenti da mattina a sera – e notoriamente  incapaci di fare alcunché – ma spendaccioni come non mai. Ne vidi in azione alcuni discendenti nelle località balneari italiane : a parte segnalarsi per il ridicolo acquisto clandestino di bevande alcoliche (così da non farle risultare nei conti dei cinque stelle super ove occupavano piani interi), spiccavano per una condotta complessiva tale, da far risultare un qualsivoglia giornaliero  di Cafonal pari ad uno scritto di Mazzini sui doveri dell’uomo. Da abitante in un paese poveraccio, che ha cessato una politica energetica autonoma con la morte di Enrico Mattei, non ho mai considerato l’Arabia Saudita né un paese alleato né un paese civile. Per intenderci: gente che condanna a morte il poeta palestinese Ashraf Fayadh per avere dubitato in una sua antologia dell’esistenza di Allah, volete non sia capace di lucrare  sul petrolio, trovando nell’Isis non solo un sistema di smaltimento al ribasso dell’eccesso di produzione anche di altre zone Opec, ma pure un eccellente congegno di minaccia dei consumatori? Suvvìa.

State bene.

Ghino La Ganga

(*) Sviluppo di un commento che ho lasciato da Galatea.

Il Gaio Furbetto.

novembre 20, 2015

salah abdeslam

salah abdeslam

 

Salta fuori che pure l’Isis si fa fregare: il Salah Abdeslam non si è fatto esplodere dopo l’azione di Parigi, sicché ora è ricercato dagli armati del califfato. Par di intendere che, insomma, ci sia  un limite  anche a ‘sto osannato martirio islamico. Viene il dubbio che  non sia nemmeno così ben pagato. Sicché qualche prescelto  intasca i pochi maledetti denari ed  arriva sul luogo dell’attentato mitragliando a casaccio: indi, fa ai suoi un rapido gesto dell’ombrello e scappa . Sembra l’applicazione pratica di quel vecchio adagio:  son tutti bravi a fare quella certa cosa, se però quella certa parte del corpo è  degli altri. Eppure, nei locali gay tra Fiandre e Vallonia dicono che stavolta il motto non è così azzeccato.

State bene.

Ghino La Ganga

Mafia

 

Secondo me, chi ha pronunciato questa frase  non si è nemmeno reso conto di quale colossale cazzata contenesse il paragone appena compiuto. C’è dunque da sperare che la mafia –   cazzata dopo cazzata –   collassi su se stessa per totale mancanza di senso, compreso quello del ridicolo. O almeno: io me lo auguro. Ora però c’è da consolare Veltroni, poveretto. Che botta.

State bene.

Ghino La Ganga

Bandiera-Francia

bandiera-italia-1

 

Dunque un cattivone è morto e siam tutti più tranquilli, almeno fino alla prossima volta. Di questa brutta vicenda, l’unico fatto positivo è che la Francia comincia ad avere un’opinione del terrorista non dico uguale, ma almeno simile a quella di altri paesi vicini, tra i quali si trova lo scalcagnato paesello nostro. Dal quale scalcagnato paesello nostro, molti anni fa, tanti e tanti terroristi  qui ritenuti indiscussi cattivoni se ne scapparono:   ed andarono a vivere proprio a Parigi, ove il trombonissimo Mitterand li invitò a permanere da liberi citoyens, purché non divenissero cattivoni  per il governo francese. Risultò sottinteso, perciò, che   l’avere ammazzato sia italici cittadini inermi sia italici carabinieri in divisa non era segno di cattiveria. Da allora ci accompagnò una frustrazione sorda e strisciante:  fu molto fastidioso  essere ritenuti un paese trascurabile. Se poi ci aggiungiamo quella brutta storia della portaerei Clemenceau – i cui caccia pare svolazzassero allegri e spensierati la sera del 27 giugno 1980  in zona Ustica –  fu davvero tanto il nervoso che accumulammo per decenni. Oggi invece qualcosa pare essersi  mosso: un terrorista è considerato un cattivone anche sulla Senna, enfin. Speriamo che questa opinione francese si consolidi e si ampli, portando i cugini d’oltralpe a considerare cattivoni pure i terroristi attivi altrove, anche su altri fiumi d’Europa e del Mondo . Altrimenti,  quella Maria Giulia Sergio detta Fatima potrebbe  rendersi conto che perfino una cana poliziotta  morta riscuote più successo di una ragazzotta musulmana esplosa: dunque rischiamo che dalla Siria si rechi in fretta e furia a Parigi, apra una maison di moda ( come ha fatto la pluricondannata brigatista rossa Roberta Cappelli) oppure scriva romanzi gialli ( come ha fatto il pluricondannato proletario armato Cesare Battisti), diventando di colpo una solida intellettuale perseguitata da noialtri incivili. E dopo siamo daccapo.

State bene.

Ghino La Ganga

Un chien parisienne.

novembre 19, 2015

il cane Diesel

 Diesel

 

Questi criminali non hanno avuto  pietà nemmeno di una cana poliziotta disarmata. Trovo dunque giusto  che si pianga  per la sua morte e si ignori la loro. Spero solo che Luis Buñuel e Salvador Dalí non si arrabbino troppo per il titolo.

State bene.

Ghino La Ganga