Tutti possono arricchire tranne gli italiani.

dicembre 10, 2015

soldi

 

Nella morale italica, i soldi han sempre avuto un che  di demoniaco. In principio, ci fu dunque il caso Giuffré: se il denaro era roba del diavolo, perché non sottoporlo ad esorcismo,  moltiplicandolo con uno schema vecchio come il cucco –  anzi: come il Ponzi – ma promosso da frati ed abati? Fu uno shock l’accorgersi d’esser stati fregati: come  punizione divina il Giuffrè morì prima di arrivare a processo. Passarono gli anni. Il paesello si scoprì un tantino più benestante, e di conseguenza speculatore: prendersi il pacco dal Banco Ambrosiano a fine anni settanta (anche lì c’era di mezzo un noto cardinale, tra l’altro) fu uno sgradevole imprevisto. Ci si mise pure il Banco di Napoli, che, a furia di stimar poco le tante perdite e stimar tanto le poche entrate, se ne andò dritto in crisi nei primi anni novanta: pareva dovesse salvarlo una banca camerunese tra gli sghignazzi generali, poi (come quasi sempre accade) arrivò invece lo Stato, utilizzando lo schema  bad bank già adottato per l’affaire Sindona ma ancora molto di moda oggi. Si passò dunque a proporre agli italici risparmiatori tanti titoli e tante obbligazioni, poiché ritenuti strumenti da mercato evoluto. Sovente invece eran carta straccia, nella sequela alimentare Cirio pomodori/Parmalat latticini/Argentina carne , quasi che il richiamo implicito delle cibarie fosse una garanzia di bontà di tanta ma tanta spazzatura, acquistata perlopiù direttamente presso il cassiere allo sportello: quivi il marrano  infinocchiava il correntista inducendolo alla compra, occultando con una mano le vessatorie e con l’altra buttando  sotto al banco lo schema esplicativo, che di esplicativo nulla aveva né poteva avere. Vogliamo parlare poi di quella banchetta di Lodi e del suo geniale manager, che ne tosava i conti correnti mentre passeggiava a braccetto con il Governatore di Bankitalia? Ma no, suvvìa. Acqua passata. Ci fu anche la strana storia della Banca 121 e dei suoi stravaganti mutui: transitando  per un noto partito di sinistra, la vicenda arrivava dritta dritta a Monte Paschi. Eppure la giustizia  disse che alla finfine nessun c’entrava: anche perché la  banca della città del palio viveva una vicenda già troppo complicata di suo, con quel brutto suicidio annesso. Eppoi le  banche  eran divenute tutte  investitrici, pure le piccole di periferia: sicché da Ferrara era normale andare a finanziare palazzine mai costruite a Milano, perchè gli sghei van cercati ovunque, pure dove non ci sono, e pazienza se poi quei pochi  che restano finiscono nelle buonuscite di qualche disinvolto marchigiano, oppure in titoli di stato a gonfiar bilanci. A crollar per ultime nel tempo son state dunque  banche e casse poco più che locali: quelle nelle quai il poveraccio abitante italico riponeva ancora qualche fiducia. Non sapeva, lo sciagurato, che dopo essersi trovato al governo la Madonna di Laterina egli avrebbe bestemmiato, fortissimo, pure contro il di lei padre.

State bene.

Ghino La Ganga

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2 Responses to “Tutti possono arricchire tranne gli italiani.”

  1. g. Says:

    mi sa che lo copio e lo riappiccico … un promemoria serve sempre!!!


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