Una donna speciale.

dicembre 18, 2015

 

maria elena boschi ministro

 

Scrivi qualcosa sulla Boschi, mi dicono gli amici. E chi ne ha voglia? Loro insistono: beh, scrivi almeno se pensi che si debba dimettere. E chi se ne frega? Ma almeno scrivi qualcosa su suo padre, sul familismo come male endemico italiano, insistono ancora. L’ho già fatto tante volte, non vi pare? Dove starebbe la novità? Insomma, tagliano corto: scrivi qualcosa sulla Boschi come ministro . E che devo scrivere? Delle riforme ? Credete che interessino a qualcuno? Tutti aspettano una minima ripresa economica per acchiappare due euro in croce ed occuparsi d’altro, non vi è già chiaro?  Ma insomma, mi intimano piuttosto irritati: spiega  almeno se ti piace fisicamente o no. Ossignùr: ancora? Non vi è bastata la raffica di pornostar esposte su questo blog, per farvi capire dove vanno a finire i miei gusti? Devo per forza recitare la parte di quello che non si ferma all’aspetto fisico? Devo per forza recitare la parte di quello che cerca i contenuti? Ma a chi interessano, ‘sti contenuti, scusate? Io me le ricordo, le ragazze come la Boschi. Ne ho conosciute tante. Troppe. Quelle che erano diligenti, secchione, carucce, di buona famiglia. Quelle che, se avevano un’opinione, non la esponevano se non quando conveniva. Quelle che non erano mai contro qualcuno, perché in pratica non avevano avversari: la vita era una gara già vinta in partenza, tanto nessuno le avrebbe ostacolate ed anzi – non si sa come – se le sarebbe trovate a fianco, pronte a superarlo alla prima curva . Si sposavano? Certo, e magari pure bene. Divorziavano? Forse, ma si veniva a sapere dopo, quando le cose erano già fatte e c’era già un nuovo compagno, generalmente più benestante del precedente. Figli? Oh, sì: a volte rimanevano incinte. I figli venivano su bravissimi, come la mamma. Del resto, come volevate che fossero i figli di una ragazza così?  Bella, intelligente, e soprattutto: diligente. Mai una penna fuori posto. I compiti precisi, i quaderni puliti, i vestiti stirati, gli esami universitari superati con il massimo dei voti. O quasi. Una canna? Ma sì, per fare la sciocchina con gli amici. Magari giusto a capodanno, quando si prendeva pure l’unica sbronza della sua vita . Però non si doveva  dire. Il sesso? Uffa, quanto ne parlano troppo tutti. Invece una ragazza così vuole soprattutto parlare di sentimenti, di valori, di lavoro. Altrimenti mica abiterebbe in Italia. Altrimenti mica sarebbe così ammirata. Altrimenti mica sarebbe cattolica, catechista, terzomondista, ambientalista. Eh. Ora  mi chiedete se si deve dimettere? E chi se ne frega? Credete che ce ne sia solo una così? Credete non sia una ragazza come tante? Credete sia così speciale, così imperdibile? Una ragazza come non se ne trovano, una ragazza di quelle che hanno finito per credere alla propria ipocrisia? E se resta? E chi se ne frega? Cosa cambia?  Cosa cambierebbe, visto che a sostituirla andrebbe un’altra come lei? Pensate che il paese possa offrire qualcosa di diverso?  Ma dài. Per favore. Lasciate stare. Lasciate perdere. Insomma:  siete ancora dell’idea  che io debba scrivere qualcosa sulla Boschi?

State bene.

Ghino La Ganga

One Response to “Una donna speciale.”

  1. MadDog Says:

    Mi fa venire in mente la sorella di Bella Figheira: Y Noiosa.
    Ma, in fondo, è vero: chissenefrega.
    Tuttoattaccato.


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