Velatamente rompicoglioni.

gennaio 12, 2016

niqab

“Quando nel 2005 mi sono convertita, l’islam era come il demonio. C’era stato da poco l’attentato alle Torri Gemelle. L’attenzione verso l’islam era forte, soprattutto in una visione negativa. Fu in quel momento che la mia curiosità si accese verso quella religione. Volevo capire cosa c’era davvero di cattivo. Dopo due anni di studi e ricerche abbracciai l’Islam, io e anche mio marito».

 A raccontarsi è Asmaa P., italiana di 50 anni, della quale si intravedono solo gli occhi – il resto del corpo è interamente coperto da un lungo Niqab. Asmaa P. chiede che venga divulgato solo il suo nome arabo e le iniziali del cognome, perché in quest’ultimo periodo ha paura.

«Vivo ormai quasi reclusa in casa dopo i fatti di Parigi, perché continuo a subire minacce e insulti. Uno ha cercato anche di investirmi con la macchina. Ormai col Niqab esco solo in compagnia di mio marito».   Italiani in continua ricerca di Dio, quindi. «Da sempre – dice Asmaa – sono stata una cattolica praticante. Poi è arrivato un momento nella mia vita in cui ho sentito che la mia religione non era abbastanza. Fu in quel momento che ho iniziato un percorso di ricerca spirituale. Ho letto di tutto, finanche il buddismo». 

Dal Buddismo al Salaf. Questo è il percorso di Asmaa: «Seguo la dottrina dei Salaf – afferma – quella dell’Islam puro, perché è quello che si rifà all’Islam tradizionale e letteralista, quello delle prime tre generazioni di musulmani, ossia quella del profeta e le due successive».

Anche per Elena Hayam Murgia , 40 anni, sarda ma residente a Milano, il web è stato fondamentale per la conversione. «Quando ero ancora sposata – racconta -, mio marito lavorava in un’impresa con molti operai musulmani e qualche volta gli hanno regalato dei libri sull’Islam. Fu così che ho iniziato a leggerli e a conoscere l’Islam. Da quel momento ho iniziato, di nascosto da mio marito, a cercare sul web risposte a miei quesiti in lingua italiana. Nel 2011 mi sono recata da sola alla moschea di Sarocco per la conversione». Una decisione presa escludendo il marito, ma che non può nascondere a lungo. Inizia a portare il velo e a cambiare. La fine del suo matrimonio ora è imminente. Ma Elena non si sente sola, ha Allah al suo fianco. E segue alla lettera, come Asmaa, la dottrina Salaf.

( Estratto di una lunga intervista ad alcuni italiani  –  e soprattutto: italiane –  che si sono fatti musulmani, pubblicata su La Stampa di oggi. Non so come, ma da alcuni giorni mi sto convincendo che chi si converte ad una religione deve in primo luogo essere un totale rompicoglioni. Per intenderci:  un totale rompicoglioni è colui  che dopo un po’ eviti perché non sai di che parlarci. Tu magari ci provi, ma l’argomento finisce per essere uno solo. Anche se tu parti ricordando di come erano i film di Oldoini, finisci per sentirti fare dall’interlocutore un pistolotto sul come la tensione religiosa  mancasse gravemente in quelle pellicole.  Il fatto che tra i predetti rompicoglioni ci siano donne, come avrete capito, mi sorprende poco. Ancor meno, mi sorprende il fatto che almeno una di esse fosse già stata fervente cattolica. Poi buddista,  finanche. E ti pareva. Pensate al marito che se la è ritrovata musulmana, quando pensava che la tipa fosse solo andata a fare un viaggio con Avventure Nel Mondo ed invece quella era andata alla moschea di Sarocco. Certo: mai cercherei di investire le convertite con la mia auto, e senz’altro disapprovo chi  ha tentato di farlo. Anzi: io cambierei proprio strada. Sparirei dalla vista . Cambierei pure argomento. Infatti: torniamo ai film ed alle fiction di Oldoini. Ma ve la ricordate  Giannina Facio in Vacanze di Natale ’90? Ed Anna Falchi in Miracolo Italiano? E i dialoghi di Capri? Quelli de Il Restauratore? Che momenti. Perché ho messo la foto di Anna Falchi? Beh, qualche mezzuccio per accumulare lettori l’ho sempre usato. Preferivate la foto di una delle intervistate velata? AGGIUNTA DELLE 21.14: beh, la foto è stata cambiata, in qualche modo Vi ho accontentato. State bene. Ghino La Ganga)

5 Responses to “Velatamente rompicoglioni.”


  1. Inizialmente ho creduto che Anna Falchi si fosse convertita all’Islam.

  2. procellaria Says:

    Anche io ho temuto per la conversione di Anna Falchi.
    Se una si converte e poi rimane sotto il suo niqab senza rompere i coglioni per me va benissimo e non c’è bisogno di investirle. Non so però se sia attendibile quello che riferisce la signora sul presunto tentato omicidio via automobile. Potrebbe anche essere semplice paranoia. Sono deluso dall’intervista perché non spiega le ragioni profonde della rottura del matrimonio, dando per scontato che la conversione sia sufficiente. Il marito poteva anche tenersela così e usarla come strumento sessuale, poi se rompeva i coglioni con questa cosa dell’Islam poteva metterle il cappuccio.

    • anskijeghino Says:

      @procellaria.
      Il Tuo commento provoca in me due effetti.
      1) il desiderio di cambiare la foto di Anna Falchi, e penso che lo farò appena scritte queste poche righe.
      2) l’umiliazione per il Tuo frequente scavalcarmi a destra, che mi fa sentire debole in questa mia replica ed incapace di scrivere alcunché di veramente forte.
      Sappilo e stai bene.
      Ghino La Ganga

  3. MadDog Says:

    Vabbé. Cambiano tonaca, ma sempre teste di cazzo rimangono.
    Rimetti la foto di Anna Falchi.
    Grazie. Prego.
    Mad


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