E’ morto uno dell’hotel.

gennaio 19, 2016

Glenn Frey

Glenn Frey

 

 

Mi sembra fosse il 1980, settimana bianca della mia classe più altre due classi. Quattro tizi di un’altra classe, considerati i più fighi del liceo, s’erano portati appresso le chitarre. Strimpellavano in pullman il repertorio che avevano imparato per l’occasione: azzurro/la mia banda suona il rock/a horse with no name/vagabondo/hotel california. Poi ancora hotel california, poi ancora hotel california, poi ancora hotel california, poi ancora hotel california, poi ancora hotel california, poi ancora hotel california. La strimpellavano pure in albergo, prima di cena, dopo cena, la mattina appena svegli: hotel california, hotel california, hotel california, hotel california. Tornati dalla settimana bianca, presero a strimpellarla  nei pomeriggi del sabato in giro per la città: hotel california in piazza, nel corso, davanti al negozio della pizza al taglio: hotel california in un unico, interminabile loop. La strimpellavano anche alle feste, a casa di chi le organizzava. Talvolta non erano invitati, eppure arrivavano con le chitarre e giù: hotel california. Ad inizio festa, a metà festa, alla fine della festa. Le ragazze erano in adorazione , seppure un tantino annoiate dalla nenia. Al termine della millequattrocentottantesima esecuzione di hotel california in trenta giorni, uno della mia classe afferrò la chitarra di uno degli strimpellatori, la alzò in aria e disse: se la rifate ancora una volta io questa la rompo. Lo strimpellatore proprietario dello strumento era fisicamente  due volte lui. Gli si parò innanzi minaccioso e gli intimò: ridamella o sono guai. Il mio compagno di classe non fece una piega. Esibendo un ghigno malefico, scandì: io muoio ma la tua chitarra del cazzo muore con me. Ci mettemmo in mezzo per separarli. Fu difficile, ma riuscimmo nell’intento. La chitarra venne restituita. Però Hotel California non si sentì per un bel po’. Alle elezioni di istituto io votai il mio compagno di classe sequestratore di chitarre. Cominciai inoltre ad apprezzare, fortissimamente, la new wave elettronica. Ora che ci penso: devo scrivere qualcosa sul fatto che è morto Glenn Frey, ex Eagles. Vabbé, ecco qui:  You belong to the city era una canzone carina.

State bene.

Ghino La Ganga

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3 Responses to “E’ morto uno dell’hotel.”

  1. Gianni Says:

    Pensa che non me la ricordavo più. Chiedo scusa ma sono andato a risentirla.

    • anskijeghino Says:

      @Gianni:
      se non Ti ricordavi hotel california, occhio a non incontrare il mio ex compagno di classe. Se invece non ricordavi You belong to the city, alla peggio, Ti basta recuperare qualche vecchia puntata di Miami Vice.
      Stai bene.
      Ghino La Ganga


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