Colpo di clava.

gennaio 25, 2016

clava

 

 

” …Se arrivassero qui da noi gruppi di persone che per procacciarsi la figa fossero soliti dare una botta in testa alla prima che passa per poi portarsela nella caverna, come nelle vignette della Settimana, che senso e che utilità avrebbe affermare che “anche noi quando eravamo primitivi facevamo così”? “

( Da un commento di Marcoz, blog Ilfinegiustificailme, lasciato poco fa qui da noialtri. Raramente mi capita di trovare una sintesi così brutalmente efficace delle mie posizioni su un tema attuale. Un sentito grazie a lui per averla resa così immediata con grande chiarezza. Ed ovviamente un sentito grazie a Voi tutti, cari lettori del blog: saperVi dibattere a questo livello su certi temi mi è di grande conforto. State bene. Ghino La Ganga)

Una donna tra le donne.

gennaio 25, 2016

Lo scippatore di Stoccolma prende a sberle la donna

 

 

Ormai non conto più di ricevere commenti di donne riguardo ai fatti di Colonia: però sarebbe interessante riceverne riguardo al fatto di Stoccolma, ove una donna giovane con bambini ha difeso sulle scale della metropolitana una donna più anziana che stava per essere scippata, e si è presa sputi e schiaffoni dallo scippatore, identificato in un profugo ospitato nel locale centro di raccolta. Dunque, lancio la provocazione: io ritengo il gesto della donna giovane molto bello e coraggioso. Mi aspetto ora di ricevere commenti in difesa del povero scippatore profugo. Specie dalle donne, visto il loro silenzio su Colonia.

State bene.

Ghino La Ganga

Gli ex di Rimini.

gennaio 24, 2016

Davide Grassi

Davide Grassi

Sonia Toni

Sonia Toni

 

Se io fossi uno che ha votato o che vuol votare Cinquestelle a Rimini,  constaterei che mi costringono a scegliere tra il figlio di un ex parlamentare Ds degli anni novanta  e la ex moglie di Grillo degli anni ottanta. E mi sentirei un tantino strano. Se io fossi uno che ha votato o che vuol votare Cinquestelle a Rimini, ribadisco.

State bene.

Ghino La Ganga

Sami Abu-Yusuf

Sami Abu-Yusuf

 

 

“Uno dei motivi per cui gli uomini musulmani violentano o infastidiscono le donne è per come vanno vestite. Quando se ne vanno in giro mezze nude e profumate, accadono certe cose. E’ come buttare olio sul fuoco”.

(Così ha riferito durante un’intervista ad una Tv russa tale Sami Abu-Yusuf, imam che predica nella moschea Al Tahuid nel quartiere di Kalk, a Colonia. Dopo questa estemporanea uscita, pare che in Germania si stiano leggermente innervosendo perfino i Verdi: non credo possano essere tacciati di essere dei prevenuti razzisti. In Italia?  Ormai mi aspetto  la consueta reazione di sempre: un gran silenzio. Specialmente dalle donne. State bene. Ghino La Ganga)

Ora s’incassa.

gennaio 21, 2016

senato

 

 

“Oh.”

“Eh.”

“L’è passato.”

“Già. Ora però si passa pure noi.”

“All’incasso.”

“Bravo. Ho in mente qualcosa di nostro sulle banche, ad esempio.”

“Giusto. Il momento l’è quantomai propizio. Tra l’altro, il Carboni l’ha appena fatto sui giornali un riferimento al babbo di quella. La madonnina di Laterina.”

“L’è  stato bravo, il Carboni. Ha fatto capire che il babbo di quella conta punto. Dunque: chi conta?”

“Noialtri. Noialtri mica s’è bischeri.”

“Certo. Senza noialtri, qua un’ si fa nulla.”

“Secondo me ora l’han capito.”

“Sì, era tempo. Va bene: ora si chiama qualche amico, qualche fratello. Poi si vede. Ovvìa, ora mi metto in moto: ti chiamo presto. Ciao.”

“Bravo. Ci si conta. Ciao.”

(State bene. Ghino La Ganga)

E’ morto uno dell’hotel.

gennaio 19, 2016

Glenn Frey

Glenn Frey

 

 

Mi sembra fosse il 1980, settimana bianca della mia classe più altre due classi. Quattro tizi di un’altra classe, considerati i più fighi del liceo, s’erano portati appresso le chitarre. Strimpellavano in pullman il repertorio che avevano imparato per l’occasione: azzurro/la mia banda suona il rock/a horse with no name/vagabondo/hotel california. Poi ancora hotel california, poi ancora hotel california, poi ancora hotel california, poi ancora hotel california, poi ancora hotel california, poi ancora hotel california. La strimpellavano pure in albergo, prima di cena, dopo cena, la mattina appena svegli: hotel california, hotel california, hotel california, hotel california. Tornati dalla settimana bianca, presero a strimpellarla  nei pomeriggi del sabato in giro per la città: hotel california in piazza, nel corso, davanti al negozio della pizza al taglio: hotel california in un unico, interminabile loop. La strimpellavano anche alle feste, a casa di chi le organizzava. Talvolta non erano invitati, eppure arrivavano con le chitarre e giù: hotel california. Ad inizio festa, a metà festa, alla fine della festa. Le ragazze erano in adorazione , seppure un tantino annoiate dalla nenia. Al termine della millequattrocentottantesima esecuzione di hotel california in trenta giorni, uno della mia classe afferrò la chitarra di uno degli strimpellatori, la alzò in aria e disse: se la rifate ancora una volta io questa la rompo. Lo strimpellatore proprietario dello strumento era fisicamente  due volte lui. Gli si parò innanzi minaccioso e gli intimò: ridamella o sono guai. Il mio compagno di classe non fece una piega. Esibendo un ghigno malefico, scandì: io muoio ma la tua chitarra del cazzo muore con me. Ci mettemmo in mezzo per separarli. Fu difficile, ma riuscimmo nell’intento. La chitarra venne restituita. Però Hotel California non si sentì per un bel po’. Alle elezioni di istituto io votai il mio compagno di classe sequestratore di chitarre. Cominciai inoltre ad apprezzare, fortissimamente, la new wave elettronica. Ora che ci penso: devo scrivere qualcosa sul fatto che è morto Glenn Frey, ex Eagles. Vabbé, ecco qui:  You belong to the city era una canzone carina.

State bene.

Ghino La Ganga

Interiør, ung kvinde set fra ryggen

Vilhelm Hammershoi   ‘Interno con una giovane donna vista da dietro’  (1903-1904)

 

 

Le poche voci femminili italiane sui fatti di Colonia non hanno praticamente lasciato traccia. Sembra che quel terribile evento non abbia scosso l’universo femminile italiano più di tanto. Non capisci quale sia il motivo, poiché il fatto è grave. Poiché da esso risulta che per troppi uomini una donna è solo un animale da aggredire,  maltrattare, stuprare. Anche sabato sera a cena in gruppo con gli amici  e le amiche: queste ultime non ne parlano affatto. Come non se ne è parlato o quasi nei giorni scorsi. Anche se tu hai provato a sentire la loro opinione è come se non ne volessero parlare. Dopo cena sul tardi torni a casa. Su Rai Tre c’è l’ultima parte del processo Tarantini a Bari.  E’ in corso l’audizione di tal Cinzia Caci milanese di origine siciliana alias Maria Sole.  Dichiara che per dieci anni ha fatto la escort come una vera professionista. Risponde alle domande senza problemi. Si esprime con proprietà di linguaggio. Con calma spiega che la sua tariffa era di mille euro all’ora. Che gli incontri con Tarantini e Verdoscia erano singolari: i due in pratica la pagavano, poi si rimbambivano di cocaina  senza far più nulla. Ciò l’aveva molto colpita perché lei è salutista. Li osservava e non capiva come potessero due ragazzi giovani ridursi così. La tipa ti risulta simpatica. Pare avere ben chiaro chi è  cosa fa e cosa faceva. Non si nasconde dietro alle apparenze e non fa giri di parole. Sembra una donna sicura. Solida. Una donna equilibrata. E’ solo dopo che apprendi che si è costituita parte civile contro gli imputati per ottenere da loro un risarcimento dei danni. Le domande degli avvocati difensori dei due imputati chiariscono che la tipa è stata sempre e regolarmente pagata. Che accettava liberamente gli incontri proposti nelle telefonate intercettate. In effetti la signora risponde tranquilla: chiarisce che è sempre e solo stata a letto con i due imputati e mai con altri da loro presentati. Tra l’altro confonde i nomi dei due imputati ed afferma sorridendo :  a malapena ricordavo i nomi dei clienti perché  nel mio lavoro la riservatezza era importante.  Così dice ai Giudici. Sicché il Tribunale nella sentenza  respinge la sua domanda di risarcimento al pari di quella di Patrizia D’Addario. In effetti non è agevole per il Tribunale stabilire in cosa sia consistito lo sfruttamento lamentato dalle parti civili. Non lo è nemmeno per me che sto a casa seduto davanti alla tv.  Non capisco come una donna escort  che accetta mille euro all’ora per avere rapporti sessuali con un uomo possa poi chiedergli i danni per essere stata sfruttata. Al contempo però non capisco come una donna giornalista  che apprende dello stupro di una donna non urli forte la sua rabbia.  Forse però sono proprio io che non capisco. Che non arrivo a capire. Dunque ho bisogno che qualcuno mi spieghi bene e con calma certe cose. Ad esempio: posto che  questo Paese non è più quello di Lina Merlin, qualcuno mi spiega cosa sono diventate oggi le donne che ci vivono? Ve lo chiedo per favore. Grazie.

State bene.

Ghino La Ganga