Il gioiellino.

febbraio 28, 2016

 

La rivedi dopo tanto tempo in mezzo a tanta gente mentre stai bevendo un caffè  ti fa una gran festa tu la saluti cordiale ma anche un po’ stupito della sua cordialità non è che finì proprio benissimo tra voi lei sorride a tutti denti ti dice ma come stai bene!  tu osservi che in effetti anche lei sta bene è sempre molto bellina con lo sguardo sbarazzino i capelli corti la vita sottile il seno e i fianchi belli torniti ti dice che le cose funzionano la vita va avanti non puoi che assentire in effetti tutto va avanti ci mancherebbe altro lei solleva il braccio ti mostra il braccialetto chiede te lo ricordi? tu lo ricordi eccome glielo regalasti anni e anni e anni fa lei se lo rigira sul polso tutta contenta dice è ancora proprio bello, vero?  tu non puoi che assentire del resto si è mai visto uno che critica un regalo luccicante brillante un regalo che ha fatto lui stesso spendendo parecchio le dici cavoli lo porti ancora!  lei tutta contenta dice ma certo è proprio bello poi pensa che piace molto anche a Gilberto il mio nuovo compagno gli piace così tanto che dice a tutti che me lo ha preso lui  così io lo posso mettere senza problemi ora sono proprio contenta perché tutti mi fanno i complimenti e li fanno anche a lui pensa un po’ che cosa curiosa tu pensi un po’  ti accorgi che curiosamente  tocchi il tuo fianco destro alla ricerca della nove bifilare ma non la trovi perché da qualche anno lo psicanalista ti ha detto di lasciarla a casa poi ci si è messa  tua sorella dopo che un giorno ti aveva chiesto di accompagnarla in un posto per discutere una questione di lavoro aveva visto che  prendevi su la nove bifilare e la infilavi sul fianco tra camicia e pantaloni ti ha detto incazzata metti giù subito quella roba voglio vicino un fratello non un Linus complessato se non ha la coperta appresso dunque da tempo al tuo fianco senti quel vuoto che alla fine va anche bene perché comunque lì dove sei adesso non è presente anche il Gilberto e dovresti andarlo a cercare per giunta con due colpi di meno nel caricatore.

(Spero che il brano scelto da youtube sia di Vostro gradimento. Secondo me il bridge da 4’25” a 5’50”  è pura storia della disco music. State bene. Ghino La Ganga)

Il riabilitante.

febbraio 27, 2016

Angelo Guglielmi

Angelo Guglielmi

 

Angelo Guglielmi ha affermato su La Stampa di ieri ( pag.27)  che lui e quelli del Gruppo 63 sbagliarono gravemente in passato, a stroncare Giorgio Bassani, accomunandolo a Carlo Cassola e  definendo entrambi ‘Le Liala  della Letteratura’.  Mi viene in mente di quando Guglielmi fu nominato Assessore alla Cultura del Comune di Bologna. Esordì dicendo che Bologna doveva trovare il modo di creare una sua cinematografia, come aveva fatto Firenze con Pieraccioni. Sicché: fate un po’ Voi.

State bene.

Ghino La Ganga

Chi di coppia ferisce.

febbraio 26, 2016

coppia ombra

 

Prevedo a breve una caterva, dico una caterva, dico una ca-ter-va di questioni di legittimità costituzionale, sollevate dai Tribunali ordinari nelle cause di separazione: perché l’obbligo di fedeltà imposto dal matrimonio,  comparato al non obbligo di fedeltà delle unioni civili, viola cla-mo-ro-sa-men-te l’art.3 Cost.

State bene.

Ghino La Ganga

Petalosi ed orgogliosi.

febbraio 24, 2016

Small_Red_Rose

 

“Oh.”

“Eh.”

“Tu eri intercettato?”

“Sì. Ora ne ho la certezza. Prima avevo solo qualche sospetto.”

“Spiega un po’.”

“Ti ricordi che andavo da quella Svetlana.”

“Osta. Mi ricordo, sì. Che gnocca.  Trecento rose.”

“Ecco. Bravo. Hai già capito. Io la chiamavo, mi accordavo, andavo lì, portavo le mie trecento rose ed ero in paradiso.”

“Ma certo. Era cara, ma valeva le trecento rose. Fino all’ultimo petalo.”

“Bravo. Proprio fino all’ultimo petalo. Ebbene: a un certo punto di cosa mi sono accorto? Che appena andavo via c’era un tizio in strada, in un’auto con targa americana. Appena uscivo, lui zac: scendeva al volo ed entrava da Svetlana. Poi dopo qualche settimana, cosa è successo? Arrivavo puntuale, e mi toccava aspettare in strada. Un bel po’, fino a che dal palazzo di Svetlana usciva sempre ‘sto tizio. Solo dopo lei mi faceva salire.”

“Mh. Ma chi era? Un americano?”

“Ah, ora ne ho la certezza. Mi devono avere intercettato, han saputo dove andavo, han saputo quante rose portare, e via: si son fiondati.”

“Cavoli. Ma si vedeva proprio che erano americani?”

“Sicuro. Targa a parte, quale italiano va da una come Svetlana con la faccia tinta di nero?”

“Urca. Dunque un afroamericano?”

“Eh, beh: sì. Lui secondo me di rose gliene dava pure di più, perché lei mi diceva che dei non italiani si fidava poco.”

“Mh. Parliamo di 400 rose?”

“Fai pure 500. Sarà stato americano, ma era pur sempre nero.”

“Eh, già. Hai voglia a dire che sei nero ma hai anche un presidente nero. Svetlana era una putiniana di ferro, con gli americani secondo me non si prendeva tanto. “

“Già. Probabile che l’abbia fregato in tutti i modi.”

“Guarda: se lo meritava, l’afroamericano spione e fregaposto. E adesso? Pensa al povero Silvio.”

“Davvero. Però la Madonna di Laterina ha detto che indagheranno. Io voglio che indaghino anche su ‘sta storia della macchina americana sotto la casa di Svetlana. “

“Bravo. Se non è un chiaro segno di intromissione nei nostri affari interni questo, scusa… eh.”

“Giusto. Sta a noi decidere con chi vogliamo essere petalosi. Non agli americani.”

“Bravo. Dài: ora preparo una petizione per l’indagine. “

“Voglio essere il primo a firmarla. Ciao.”

“Ma certo. Ciao.”

(State bene. Ghino La Ganga)

Azzurri Libertini.

febbraio 23, 2016

azzurra

Insomma Silvio te lo volevamo proprio dire basta con questa storia che la democrazia l’hai inventata tu che la libertà l’hai inventata tu che il colore azzurro l’hai inventato tu che lo stivale l’hai inventato tu che Gianni Pilo Elio Vito Gianfranco Micciché li inventasti tu insomma Silvio adesso basta che fai tutte quelle litigate con Salvini  che lui almeno si veste comodo insomma Silvio basta di litigare con Verdini perché lui è più sveglio a parlare con Renzi e con Alfano perché lui ha occupato per primo il tinello di Orlando ecco insomma Silvio te lo volevamo dire che siamo stufi adesso faremo altro adesso andremo a vedere cosa fanno gli altri ad esempio copieremo Gozi copieremo la Morani ma copieremo anche Nardella copieremo cioè quelli che han capito subito come si fa quelli che mica han perso tanto tempo in giro a cantar gli inni con lo sfondo azzurro e poi insomma Silvio adesso te lo dobbiamo proprio dire non è stato bello per niente scoprire che per aver le fighe bisogna pagarle come si faceva una volta e che l’alternativa è cercare di rimorchiare ai concerti di Jovanotti. Oh.

(State bene. Ghino La Ganga)

Novantasei.

febbraio 23, 2016

 

 

 

 

 

E’ autunno novantasei saranno le otto e mezza di sera siete stipati nella tua macchina andate a vedere i James Taylor Quartet a Nonantola al Vox passando per Bologna per raccogliere gli altri alla fine da Piazza Otto Agosto siete ripartiti in tre auto in colonna che sembrate degli hooligan dell’acid jazz si è mai vista una roba più idiota andate avanti come foste dei tifosi con la cassetta di In the hand of the Inevitable in sottofondo il modo migliore di rovinarsi un concerto è sentire i brani in scaletta ad alta fedeltà così poi la delusione sarà inevitabile attraversate Castelfranco Emilia sbagliate strada perché ad orientamento te sei un cane ma gli altri mica scherzano infatti dopo un po’ che vagate vedete un garage annesso ad una stazione di servizio Paolo dice vado a chiedere lì ma non è mai stato sveglissimo scendi anche tu anche se non sei un genio lasciando le quattro frecce e gli altri in macchina Paolo sta già chiedendo al tipo del garage che gli fa dei gran gesti di come prendere la strada da Modena per Ferrara acceleri il passo per avvicinarti e sentire meglio ma è buio non vedi un cazzo soprattutto non vedi che c’è una catena tirata tra due paletti ad altezza coscia cioè della tua coscia che prende in pieno la catena e tu senti un dolore come se te la amputassero la coscia tiri una bestemmia caschi dritto come una pera urlando di tutto scendono tutti dalle macchine lasciando le portiere aperte che così si sente Let’s get toghether dei James Taylor Quartet a manetta il garagista va al bar vicino alla stazione di servizio con Guido tornano con del ghiaccio ti fan tirare giù i calzoni per vedere che hai una striscia livida blu al femore alto dicono in coro ma tanto non è un cazzo ti mettono il ghiaccio legato con una corda al femore ti caricano in macchina al posto passeggero anteriore a braghe calate Guido si mette al volante dice solo adesso andiamo al Vox che siamo già in ritardo e te Ghino il concerto lo vedi così e poche pugnette Marina dal sedile dietro dice però ti do qualcosa per il male tira fuori un’aspirina te la fa prendere con un po’ della sua preziosa acqua in bottiglietta tu ingurgiti la coscia ti fa un male cane ma stai zitto Guido va a manetta gli altri gli dicono di non accelerare altrimenti perdete gli altri che seguono e  al telefonino l’han già chiamato per dirgli cazzo vai più piano alla fine arrivate c’è tanta gente ti levano il ghiaccio sul sedile mezzo bagnato ti tiri su i calzoni sembra che ti sei pisciato addosso entri zoppicando ti aiutano poi una volta dentro dicono a uno del locale che hanno un amico invalido deve stare con la gamba stesa ti rimediano una poltroncina ti mettono di lato ma in prima fila con dell’altro ghiaccio chiesto al bar legato alla coscia con un tovagliolo sotto per non infradiciare definitivamente i pantaloni gli altri tutti vicini in quanto amici dell’invalido inizia il concerto non sarebbe neanche male i James Taylor Quartet  fanno soprattutto i brani dell’abum nuovo fanno anche Summer Fantasy poi però  da un certo momento in avanti lasciano sul palco dei pupazzi vestiti con un brano in playback non sapete dire se è un colpo di genio o una gran presa per il culo però il pubblico ride e gradisce quando uscite ti aiutano a sollevarti ti mettono in macchina Guido sta al volante  mentre andate verso Bologna dice  comunque abbiamo trovato una bella tecnica per stare davanti ai concerti bisogna solo che al prossimo concerto qualcuno si presti a fare l’invalido che so una gamba ingessata un braccio girato dietro la schiena tu dolorante a gamba con ghiaccio stesa osservi solo io comunque scusate ma ho già dato gli altri contestano arrabbiati nervosi cazzo dici faremo a turno ma prima o poi ti ritocca.

(State bene. Ghino La Ganga)

Umberto E.

febbraio 21, 2016

Umberto Eco

Umberto Eco

 

 

Dovrei farla lunga, spiegando che per me leggere Diario Minimo fu molto importante, che Apocalittici e Integrati è indispensabile, che il Nome della Rosa segnò il tempo. Invece, la prima cosa che mi viene in mente è una sua Bustina di Minerva su L’Espresso. Constatò che nei film porno i protagonisti, tra un accoppiamento e l’altro, si trasferivano passando molto tempo su auto o mezzi di trasporto, in modo da riempire pellicola. Concluse dunque che, se si vedeva un film nel quale il trasferimento dei protagonisti  da un punto all’altro della città veniva filmato dal primo all’ultimo minuto, si stava assistendo ad un film porno. In due righe aveva seppellito tanto acclamato cinema d’autore. Aggiungo che non si è convertito a qualsivoglia religione manco in età avanzata: il che non è poco.

 State bene.

Ghino La Ganga