Sicuri sicuri sicuri?

febbraio 7, 2016

padre pio

 

Mentre la teca con la salma imbalsamata di Padre Pio compie il tragitto verso Roma e ritorno, devo confessarVi un mio dubbio. Mettiamo il caso che  l’Italia non fosse l’unico Stato totalmente confinante con lo Stato della Città del Vaticano. Mettiamo anzi che quest’ultimo fosse posto – che so – all’interno dell’Austria, potendo così vantare di essere uno Stato contenuto dall’unico  Stato Europeo che confina con altri otto Stati Europei. Ora : a parte le notevoli ed in gran parte positive conseguenza sull’urbanistica ( anche viaria) di Roma, e le notevoli ma non sempre positive conseguenze sull’assetto (anche sociale) di Vienna, siamo proprio sicuri sicuri sicuri che la popolazione italiana non troverebbe, comunque, un modo ed un perché di precipitarsi ad adorare in massa dei riferimenti iconici da paese del terzo mondo? Siamo proprio sicuri sicuri sicuri che la nostra gente non affollerebbe entusiasta gli autogrill,  al seguito di catafalchi trasportanti teche in vetro contenenti – che so –  Belen Rodriguez che spara cazzate sulla famiglia,  Massimo Gandolfini  che predica esaltato in giacca nera,  Gigi d’Alessio che canta Non dirgli mai,  Bruno Barbieri che fa un parallelo tra  bukkake  e soffritto? Ditemi qualcosa Voi, per favore. Io è da qualche giorno che ci penso, ma non mi sento sicuro sicuro sicuro di rispondere: no.

State bene.

Ghino La Ganga

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3 Responses to “Sicuri sicuri sicuri?”


  1. Sicuro sicuro sicuro di no neanche io. Però spesso mi sono interrogato su una questione analoga, e cioè se anche i nostri cugini d’oltralpe avrebbero espresso una società simile alla nostra se putacaso si fossero tenuti ad Avignone tutta la collezione da Clemente V a Francesco.
    E sono quasi sicuro sicuro sicuro di sì.

  2. procellaria Says:

    Io di queste cose non voglio sapere niente, non guardo la televisione apposta, non leggo i giornali apposta, non visito i siti informativi italiani apposta e poi mi metti qui Padre Pio? Secondo me Padre Pio andrebbe bene giusto come protagonista di un B-Movie in cui una sexy imbalsamatrice necrofila, interpretata da Monica Bellucci, incaricata di restaurare la salma putrescente del monaco pazzo di Pietralcina, interpretato da Tim Roth, indugia nella manipolazione dei suoi chakra, risvegliandolo con una voglia sessuale smisurata, di cui lei purtroppo pagherà le conseguenze. A quel punto Pio se ne andrà in giro appagando il suo perverso desiderio di sesso e morte, un po’ Mister Hyde e po’ Jack lo squartatore, per le vie di una Roma gotica, lercia e oscura. Dopo che inequivocabilmente Pio viene ritento responsabile degli atti disumani che stanno imperversando in città, lo Stato inetto, corrotto e ubriaco (PdC interpretato da Rowan Atkinson) alza bandiera bianca e si rivolge a Santa Romana Chiesa perché sistemi la faccenda. La Chiesa di Roma, già imbarazzata per i danni alla sua immagine causati dalla pedofilia dilagante, ha tutto l’interesse affinché il problema venga risolto e quindi accetta di fare tutto il possibile per venire incontro alle richieste dello Stato ubriaco. Il Papa Bergoglio, interpretato da un Gerard Depardieu nevrotico e bizzoso dovrà infatti pronunciare ai suoi stretti collaboratori una battuta del tipo “già ci hanno scoperto a inculare i bambini, adesso pure questa? Possibile che debba sistemare tutto io? Diocane!”. Allora Bergoglio incarica Ratzinger (Christopher Plummer) di mettere in piedi una task force che possa rimandare Pio negli inferi da dove è sfuggito. Qui il film prende una piega tipo “I sette samurai”, in cui Ratzinger se ne va in giro a raccattare preti balordi e mezzo balordi in cerca di riscatto dopo averne combinate di ogni. Tra di essi ci saranno un paio di vescovi irlandesi ubriaconi e pedofili (Colin Farrell e Brendan Gleeson), Milingo (Milingo), un cardinale romano che se ne va in giro in Lamborghini (Claudio Amendola) e che usa i fondi dirottati dell’otto per mille per pagare i servizi di superescort fatte venire apposta dalla Danimarca, e così via fino ad arrivare a sette. Una volta messo insieme il manipolo di antieroi, il film prende una piega spilberghiana, un po’ Indiana Jones e l’ultima crociata, con i sette che se ne vanno in giro per l’Italia visitando monasteri, vecchie biblioteche, bettole, Laboratorio del Gran Sasso, spa, bische clandestine, case cantoniere, nel tentativo di capire come si debba affrontare Pio. Alla fine i sette si arrenderanno al fatto che la sapienza occidentale non può nulla contro la furia di Pio, sarà infatti una massaggiatrice tantrica a suggerire la soluzione. Scontro finale. Titoli di coda.

    Comunque sono d’accordo, la risposta anche per me è no. La chiesa cattolica è solo una scusa.

  3. polemon Says:

    E’ già successo dieci anni fa. A Napoli. I funerali di Mario Merola con maxischermo, palloncini, fuochi d’artificio e la presenza delle “autorità”. Ventimila persone accompagnano il feretro tra ali di folla. Memorabile l’articolo di Giuseppe d’Avanzo:
    http://tinyurl.com/h8on9pb


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