Petalosi ed orgogliosi.

febbraio 24, 2016

Small_Red_Rose

 

“Oh.”

“Eh.”

“Tu eri intercettato?”

“Sì. Ora ne ho la certezza. Prima avevo solo qualche sospetto.”

“Spiega un po’.”

“Ti ricordi che andavo da quella Svetlana.”

“Osta. Mi ricordo, sì. Che gnocca.  Trecento rose.”

“Ecco. Bravo. Hai già capito. Io la chiamavo, mi accordavo, andavo lì, portavo le mie trecento rose ed ero in paradiso.”

“Ma certo. Era cara, ma valeva le trecento rose. Fino all’ultimo petalo.”

“Bravo. Proprio fino all’ultimo petalo. Ebbene: a un certo punto di cosa mi sono accorto? Che appena andavo via c’era un tizio in strada, in un’auto con targa americana. Appena uscivo, lui zac: scendeva al volo ed entrava da Svetlana. Poi dopo qualche settimana, cosa è successo? Arrivavo puntuale, e mi toccava aspettare in strada. Un bel po’, fino a che dal palazzo di Svetlana usciva sempre ‘sto tizio. Solo dopo lei mi faceva salire.”

“Mh. Ma chi era? Un americano?”

“Ah, ora ne ho la certezza. Mi devono avere intercettato, han saputo dove andavo, han saputo quante rose portare, e via: si son fiondati.”

“Cavoli. Ma si vedeva proprio che erano americani?”

“Sicuro. Targa a parte, quale italiano va da una come Svetlana con la faccia tinta di nero?”

“Urca. Dunque un afroamericano?”

“Eh, beh: sì. Lui secondo me di rose gliene dava pure di più, perché lei mi diceva che dei non italiani si fidava poco.”

“Mh. Parliamo di 400 rose?”

“Fai pure 500. Sarà stato americano, ma era pur sempre nero.”

“Eh, già. Hai voglia a dire che sei nero ma hai anche un presidente nero. Svetlana era una putiniana di ferro, con gli americani secondo me non si prendeva tanto. “

“Già. Probabile che l’abbia fregato in tutti i modi.”

“Guarda: se lo meritava, l’afroamericano spione e fregaposto. E adesso? Pensa al povero Silvio.”

“Davvero. Però la Madonna di Laterina ha detto che indagheranno. Io voglio che indaghino anche su ‘sta storia della macchina americana sotto la casa di Svetlana. “

“Bravo. Se non è un chiaro segno di intromissione nei nostri affari interni questo, scusa… eh.”

“Giusto. Sta a noi decidere con chi vogliamo essere petalosi. Non agli americani.”

“Bravo. Dài: ora preparo una petizione per l’indagine. “

“Voglio essere il primo a firmarla. Ciao.”

“Ma certo. Ciao.”

(State bene. Ghino La Ganga)

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