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Gianlu premeva sulla sua morosa Fede, la quale  gli diceva che se  MariaEle era d’accordo l’emendamento passava e si metteva a posto anche Coso, lì, in modo che  pure Nat la francese fosse felice. I nomignoli tronchi da festa delle medie – nella sua versione misera  con  pizzette fredde e tramezzini andati a male –  appaiono coerenti rispetto alla qualità estrattiva fossile dell’area interessata:  se arrivi a tirarci fuori novantamila barili di petrolio e qualche milione di metri cubi di gas al giorno è già un miracolo. Del resto, fino a ieri MariaEle rischiava il culo per una banca popolare che aveva sportelli  in un paio di regioni. L’economia italiana è passata dall’epoca di “piccolo è bello” all’epoca di “poveraccio è rilancio”:  volete mettere?

State bene.

Ghino La Ganga

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Cinquantenni.

marzo 30, 2016

 

 

 

Che poi il mezzo secolo l’hai passato e quest’anno c’è la conferma ma non te ne frega nulla non festeggi perché non c’è molto da festeggiare ti ferma un amico ti chiede preoccupato ma come non festeggi? tu fai presente che non ne hai voglia perché con il trascorrere del tempo anche quella poca voglia che avevi di far casino e di saltellare tutto contento t’è passata e poi devi aggiungere che in fondo anche quando avevi cinque anni te ne sentivi addosso già cinquanta ti dicevano sempre che sembravi più vecchio della tua età all’inizio ti dava fastidio poi osservavi che prima o poi sarebbero invecchiati tutti dunque ti saresti sentito più a tuo agio però l’amico insiste ma non vedi Guido che ha la tua età come è attivo come festeggia? in effetti è vero Guido i suoi cinquanta e passa li porta con nessuna fatica sempre a far casino feste weekend sport corse saltelli conoscenze nonostante sia pieno di debiti da far paura non si fa mancare nulla spende e spande organizza feste per il compleanno con messaggi whatsapp poi alla festa posta foto su facebook con lui vestito da torero mentre agita il drappo rosso brandendo una banderilla fatta a forma di cazzo in erezione davanti ad una tizia seminuda messa a carponi e bocca spalancata  in un locale da ballo nelle foto c’è sua moglie contentissima di essere presente all’infilzamento della tizia seminuda anzi la moglie di Guido ha addirittura cliccato mi piace assieme a tutti gli amici perché a un certo punto è arrivato un boy nero che si è tolto le mutande ed è zompato su di lei urlando io sono il regalo  per la moglie di Guido in un tripudio di applausi e di invidie di tutti i presenti che han la tua età tra i quali Filippo e la Cristina che di recente han postato su Instagram l’ecografia dove si vede la figlia prossima ventura nella pancia di Cristina con il motto da oggi ci sono anch’io un motto che era un pezzo che non sentivi ti ricordi che l’avevano fatto scrivere i tuoi genitori nel ricordino della tua nascita poveretti in totale buona fede non potevano sapere che nella vita avresti sempre e così tanto faticato a trovare dei coetanei.

(State bene. Ghino La Ganga)

Guerra tra intellettuali.

marzo 27, 2016

 

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Che so, ad esempio si potrebbero mandar giù ad al-Raqqa un paio di charter zeppi di hooligans belgi.

State bene.

Ghino La Ganga

Paolo.

marzo 26, 2016

Paolo Poli

Paolo Poli

La prima volta che lo vidi a teatro avevo quindici anni. Lui faceva Bus, tratto dagli Esercizi di Stile di Queneau. Sembrava non stancarsi mai: finito lo spettacolo fu chiamato più volte sul palco, dove improvvisò – benissimo –  anche i brani con gli stili che non  credo avesse  preparato. All’ennesima chiamata sul palco, uscì , guardò il pubblico e disse: mi garba che siate tanti e paganti, ora però , suvvìa, pigliate l’uscio e andate a casa. La gente invece rimase in sala, lo chiamò fuori di nuovo. Lui uscì ancora una volta e disse: beh,visto che vi piacciono facezie da poco…  indi si produsse in un numero di Petrolini  (camminando sul palco avanti e indietro lasciò cadere un orologio al suolo, lo guardò invitandolo a seguirlo, poi lo raccolse, lo esaminò  e commentò: oh. poverino, non cammina!). Alla successiva chiamata sul palco uscì, picchiò la mano sulla fronte come  per dire siete matti, poi urlò forte: o grulli! a casa! Uscì di scena e non rientrò più, con la gente che continuava a chiamarlo per almeno un quarto d’ora. L’ultima volta a teatro lo rividi almeno otto anni fa. Faceva Sei Brillanti Giornaliste Novecento in una pomeridiana affollata. Usciva da un quadro per entrare in un altro, aveva un’energia pazzesca. Ad un certo punto sul palco c’erano lui, vestito da donna nella parte di una vecchia prostituta che si ricomponeva, ed un uomo, che lentamente si vestiva da prete, rivelando così  di essere un sacerdote che aveva appena consumato un rapporto mercenario. Poli, nella parte della prostituta, sospirava e diceva al prete: vedete caro, noialtri si fa mestieri che son simili: entrambi si lavora molto alla domenica. Il teatro ebbe come un sobbalzo, poi partì una risata colossale. Venne da ridere anche a lui e al collega. Fecero un inchino al pubblico e ripresero subito con le battute successive. Peccato sia morto. Era proprio un grande.

State bene.

Ghino La Ganga

Il condominio dove abitavano i terroristi a Bruxelles

Il condominio dove abitavano i terroristi a Bruxelles

 

Le Brigate Rosse per molto tempo furono divise a compartimenti stagni: una colonna non sapeva nulla dell’altra, i componenti di ciascuna conoscevano solo il nome di battaglia del compagno, mai quello vero, perché la clandestinità era effettiva.  I terroristi dell’Isis in Europa hanno un vero nome, un vero cognome, autentici profili facebook pieni di supercar e di superfighe, sovente si esibiscono come rapper intrattenitori, si filmano e fotografano mentre fanno boccacce da idioti. Le Brigate Rosse affittavano case tramite militanti insospettabili  muniti di identità false da incensurati, impiegati in lavori normalissimi, i quali pagavano tutto regolarmente. I terroristi Isis in Europa spesso sono  pregiudicati conosciuti come tali che affittano case a nome proprio, spesso tardano a pagare  la pigione, tante volte vanno in graduatoria per gli alloggi popolari.  Per demolire le Brigate Rosse si passò attraverso lunghi interrogatori e difficili pentimenti: quando si arrestava un componente non lo si diceva a nessuno, lo si torchiava a dovere e –  prima di dare notizie a chicchessia – si procedeva ad arrestare tutti quelli che il tizio indicava; talvolta lo si liberava utilizzandolo come  infiltrato (vi dice niente il nome di Patrizio Peci?).  I terroristi Isis in Europa vengono arrestati in uno strombazzamento di ministeri ed agenzie di stampa, inseguiti con grande clamore  di proclami preventivi; gli si permette di contrattare dichiarazioni tramite avvocati, anch’essi urlanti perché di grido. Le Brigate Rosse rubavano auto, le tenevano nascoste, cambiavano le targhe per renderle non riconoscibili e si curavano di tenere i mezzi puliti per non destare sospetti. I terroristi Isis in Europa noleggiano auto con documenti personali veri, oppure chiamano il taxi, litigano con l’addetto al call center che non capisce una mazza; già che ci sono s’incazzano pure col tassinaro, perché non gli fa caricare tutte le  bombe nel bagagliaio.

Svegliati, Europa. Per favore.

State bene.

Ghino La Ganga

i kamikaze di bruxelles

 

 

 

La Spagna ha avuto l’ETA, l’Inghilterra l’IRA, la Germania il Baader-Meinhof che divenne RAF, l’Olanda gli irredentisti molucchesi che dirottavano i treni, la Francia si ritrovò tra i piedi Action Directe ( forse i più sfigati di tutti ). Perfino il Belgio dovette affrontare la banda del Brabante-Vallone, strana accozzaglia di criminali ed agenti segreti con smanie omicide. L’Italia? Beh, che ve lo dico a fare: tra Brigate Rosse, Prima Linea, Ordine Nuovo, Nar, Nap, Ncc, acronimi ed acrostici vari, possediamo un record di sigle e formazioni che manco  Centro America e Sud America insieme riescono a  superare. Risulta interessante notare  come l’unione dei paesi europei sia consistita, anche,  nel dimenticare come si  fronteggia il terrorismo: ad esempio arrestando preventivamente i soliti sospetti ed infiltrando frotte di agenti sotto copertura, diceva il Generale Dalla Chiesa.

State bene.

Ghino La Ganga

Je suis une gaufre.

marzo 22, 2016

bandiera-belgio

 

Adesso comincerà la  parata tragicomica: bandierine belghe sulle peggio facce da culo di facebook, candeline del cazzo alle finestre, selfies idioti con l’Atomium o il Manneken Pis a far da sfondo, preghierine insulse via whattsap, frasi deliranti su come è bella Bruxelles anche se non ci sono mai stato, sospiri via twitter su quanto è buono il cioccolato belga nel gelato (rima). Ovviamente, appena ci saranno controlli più severi, scatteranno tremende proteste libertarie da parte di gente per la quale occupare la casa altrui è un’espressione artistica.  L’Europa di oggi è questa, bandierina dopo bandierina.

State bene.

Ghino La Ganga