Nella tragica vicenda della povera Tiziana Cantone si certificano due pilastri della morale italica, ineludibili conferme della koinè  da ritardati mentali che accomuna tutti noi concittadini. Da un lato l’atteggiamento più scontato: ossia quello del maschio italiano che, da pitecantropo eretto dacché in erezione, considera quale unica e vera soddisfazione sessuale il raccontare a terzi l’avvenuto accoppiamento, cosa che oggi con una microcamera a disposizione è senz’altro  più facile. Esiste perciò una solida base scientifica della celebre barzelletta del connazionale, il quale finisce su un’isola deserta con Claudia Schiffer, ci si accoppia , poi le fa mettere due baffi posticci,  comincia a chiamarla “Mario” e le confida a bassa voce: “a Mario, me ‘sto a scopa’ la Schiffer!”. Dall’altro lato l’atteggiamento della femmina italiana che, quando si concede, sembra rassegnata ad accettare in un amen  la denigrazione altrui nonché la propria , chiamando se stessa con i peggio epiteti ed incitando il partner a far lo stesso: quasi che, per l’affermazione della propria libertà sessuale, non esistesse altra strada  che quella piena di ludibrio e di martirio. Se qualcuno pensa che qui si esageri, tenga presente la ragazzina sedicenne calabrese la quale, abusata sessualmente da una banda di squallidi individui, riscontrava nella propria madre un’unica ed orrenda preoccupazione:  che la cosa non si sapesse in giro. Chissà, forse pure lei si sarà chiesta se avevano fatto un video. Fornire tecnologia ad un popolo di ritardati mentali,  trogloditi e semianalfabeti, comporta e comporterà passaggi simili:  Galatea è senz’altro brava nello scrivere inni alla bellezza, ma il paese è questo qui.

Aggiunta delle ore 11: qui a Rimini pare che una ragazza di diciassette anni sia stata stuprata nella toilette di un locale, e che  le amiche abbiano ripreso il tutto con il telefonino per poi diffondere il video in rete.

State bene.

Ghino La Ganga