Per vincere ci vogliono i macachi.

ottobre 6, 2016

 

 

Adesso cominciano a litigare tra loro gli artisti ex di sinistra. Hanno imperversato dalla stessa parte per decenni,  avendo come unico collante del loro (mica tanto) recente passato l’essere  stati antiberlusconiani de fero. Portatori di personalità insopportabili: che però, in virtù del contenere una presunta saggezza, permettevano loro di fare i pesci pilota delle masse. Beninteso:  masse  venute su a colpi di diari Smemoranda, battute di Lia Celi e seggi europarlamentari di Michele Santoro. Il vederli oggi  schierati l’un contro l’altro sul referendum costituzionale, li rappresenta crudamente per quel che sono: un gruppo di anziani che deve arrivare a fine mese. Operazione che pare essere difficile perfino per chi non se la passò male, tra premi e spettacoli: ma che oggi, evidentemente, deve comunque trovarsi un ruolo, perché le giornate son lunghe, perfino se hai ancora la moglie vivente a fianco; anzi, forse proprio per quello. Qualcun altro intanto la butta sul revival: è di ieri l’altro la notizia che Romeo Castellucci riporta in scena la versione originale della sua vecchia Orestea, quella prodotta dalla  Societas  Raffaello Sanzio  giusto giusto nel 1995. Sul palco con lui tornano dunque: due cavalli, un asino e sei macachi vivi, che già all’epoca destarono un certo scalpore. “Perché i macachi che gridano hanno un significato preciso: sono le Erinni che tormentano Oreste”,  ha  affermato il Castellucci sul Corriere di Rimini ( 04 ottobre 2016, pag.25). Ah, ecco.

State bene.

Ghino La Ganga

One Response to “Per vincere ci vogliono i macachi.”

  1. Niente Rimarrà Impunito Says:

    Gli artisti sono così. Te li compri con uno straccio di claque. Tanta è la loro vanità. Prevale su di qualunque altro loro carattere personale.
    Il film Mephisto narra la storia di un grande attore, già “de sinistra”, chiamato come il personaggio del Faust che è il suo cavallo di battaglia, che si prostituisce ai nazisti e alle loro esigenze propagandistiche pur di ottenere il successo cui ambisce. Quando Mephisto è già all’apice della gloria e della notorietà fruttategli dal tradimento e dalla sudditanza al regime, c’è una scena del film – molto significativa in tema di artisti & politica – in cui il suo referente politico, un gelido nazista che è l’autentico Mephisto della vicenda, per insultarlo gli rivolge sprezzantemente quello che lui ritiene il peggiore degli insulti: “Attore!”.


Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: