Regalino d’antan.

dicembre 24, 2016

 

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L’irruzione nel covo di via Fracchia a Genova fu rapida. Probabilmente le forze dell’ordine avevano una copia delle chiavi, recuperate dopo un lungo lavoro di infiltrazione e pedinamento. Quattro terroristi morti, un sottufficiale dei Carabinieri ferito. I dubbi sulla necessità di uccidere? Beh, ci furono, certo. Ma non si videro grandi alzate di scudi. Semmai tutti chiedevano: come sta il Carabiniere ferito? Insomma, era chiaro: la gente aveva le palle piene dei terroristi. Quasi due anni dopo ci fu l’irruzione in via Pindemonte, a Padova. Quella per liberare Dozier. Nessun morto. Però molte botte ai terroristi. Parecchie torture. I poliziotti furono processati. E pensare che dopo l’irruzione, la gente fuori dalla Questura aveva fatto la ola per festeggiare i Nocs. Solidarietà con i terroristi? Boh, forse qualche giornalista. Poca roba. La gente, ripeto: ne aveva le palle piene. Per dire: pochi giorni prima della liberazione di Dozier, vicino a Siena c’era stata la famosa sparatoria dell’autobus. Due carabinieri morti, un terrorista steso. Gli altri terroristi erano scappati nei boschi vicini a Monteroni d’ Arbia. Caccia all’uomo fino a notte inoltrata. I Carabinieri avevano chiesto le luci fotoelettriche: ma prima che le portassero, sapete chi illuminò il bosco  e fece trovare i terroristi nascosti? Alcuni contadini della zona. Misero in moto i trattori e li piazzarono in modo da illuminare con i fari proprio tutto, bosco e radura. Con i fari grandi per le arature notturne, quelli che si mettono sui trespoli. Nessuno gli aveva chiesto nulla, lo fecero spontaneamente. Ne avevano le palle piene: dei terroristi, intendo. La solidarietà per la loro lotta di classe? Mah,  forse esisteva nella testa di qualche imbecille.”

( In sottofondo suggerisco: Love De Luxe, Here Comes That Sound Again. State bene e Buon Natale.  Ghino La Ganga)