Poster.

aprile 26, 2017

“Oh.”

“Eh.”

“Tu che poster avevi in camera a 15 anni?”

“Io? Bah, mi sembra quello di Evaristo Beccalossi.”

“Ah. Ma eri interista?”

“No. Mi piaceva il cognome: Beccalossi. Rimaneva più impresso di Scarnecchia, per esempio. Era anche meglio, a dirla tutta. E poi il poster lo regalavano sul Guerin Sportivo. Quello di Scarnecchia mica sapevo dove trovarlo.”

“Sì, capisco. Io invece avevo quello di Nadia Cassini.”

“Ah. Ma i tuoi genitori non dicevano niente?”

“Ma no, anzi. Io avevo chiesto quello di Adele Faccio, però non si trovava. I miei si erano quasi preoccupati: come mai vuoi il poster di Adele Faccio?  Allora ho chiesto in giro se qualcuno aveva il poster di una donna importante. Un mio cugino più grande comprava sempre Playmen, mi ha dato quello di Nadia Cassini. “

“Mh. Insomma: una scelta obbligata.”

“Mah, diciamo di sì. E come gruppi musicali, tu cosa avevi?”

“Ah, la musica. Dunque: avevo il poster dei La Bionda.”

“Osta. Roba rara.”

“Ma no, si trovava.  Bastava cercare in giro, mi sembra lo regalassero con il 45 giri. Non era male.”

“Il 45 giri?”

“No, il poster. Aveva dei bei disegni. “

“Capisco. Io invece avevo il poster di Giorgia Fiorio.”

“Ah. Ma pensa. Ti ha molto influenzato?”

“Da morire. La considero una delle donne più importanti della mia vita. Determinante. Decisiva. Senza il suo poster in camera non mi sarei mai deciso a dire alla mia compagna di classe  Gabriella che mi facevo le seghe pensando a Susanna Messaggio.”

“Eh. Ma perché hai dovuto dirlo a Gabriella?”

“Cosa dovevo fare, dirlo ai miei? Ti sei già dimenticato che  pensavano che la Nadia Cassini del poster fosse un’intellettuale?”

“Mh. Invece con Susanna Messaggio cambiava tutto.”

“Ma sì. Ti facevi una sega, ma era una cosa seria. Adulta. Ti dava un tono.”

“Già. Che momenti. Senti, e se adesso tu avessi 15 anni che poster avresti in camera?”

“Boh. Quello di Wanda Nara, credo.”

“Ah, ma allora sei tu l’interista!”

“Nooo. E’ solo che così mi farei una sega pensando a un’altra.”

“Ah. giusto.”

“E tu?”

“Mh… direi quello di Pellè.”

“Ma come? Pellè? E perché?”

“Perché così penserei che anche se faccio cazzate posso sempre andare in Cina.”

“Ah. Giusto. Oh, ma tu vai a votare alle primarie? “

“Ma secondo te?”

“Capito. Dai, vado a cercare un poster di Wanda Nara. Ciao.”

“Occhei. Ci sentiamo. Ciao.”

(State bene. Ghino La Ganga)

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Come Macrò.

aprile 24, 2017

“Oh.”

“Eh.”

“Parecchio che non ci sentiamo.”

“Già. Che vogliamo farci, le cose belle non durano per sempre.”

“Vero. Ti ho chiamato perché ho un quesito.”

“Sentiamo.”

“Come sai: sono belloccio, ho qualche soldo, ho fatto studi importanti, ho perfino avuto incarichi parastatali, mi piacciono le puttanone più vecchie di me.”

“Sì. Aggiungerei che freghi i soldi agli amici e che senza quelli dei tuoi genitori a quest’ora eri in galera, ma il quadro è quello. Quindi?”

“Quindi, voglio dire: mi sento destinato ad un grande incarico.”

“Ah. Quale?”

“Beh, che domande. L’incarico di guidare il paese. Qui da noi non ho grandi rivali, se ci pensi bene. Solo qualche rincoglionito che crede alle scie chimiche e lotta contro i vaccini, uno sfigato di Milano che si mette il pile anche ad agosto, un vecchio rimbambito, un siciliano che non sa dove andare, un toscano ripetente con i capelli tinti e poi i soliti due o tre rottami  di sinistra. Stop. “

“Mh. Analisi interessante. Però è vero, lo scenario è così. Senti, ma le  puttanone più vecchie ti piacciono al punto di sposarne una?”

“Osta. A questo non avevo pensato. Dici che è utile?”

“Dico che è indispensabile. Hai sottomano una vecchia puttanona laureata? Perché se non è laureata, ci facciamo poco.”

“Cavoli. Non so mica. Ora verifico e ti faccio sapere.”

“Bravo. Poi ci muoviamo. Organizziamo degli apericena in barca sui fiumi per sondare l’elettorato. Sono di gran moda.”

“Che figata! Che belli!”

“Sì, se li fai sulla Senna o sulla Loira. Aspetta di farli sul Lambro o sul Volturno, poi me lo dici.”

“Ah. Vero. Vabbè, intanto cerco una vecchia puttanona idonea.”

“Bravo. Io cerco una barcaccia da fiume che regga, va’. Ci sentiamo, ciao.”

“Ciao.”

(State bene. Ghino La Ganga)

Oggi qui, domani là.

aprile 19, 2017

 

Ci deve essere una qualche  logica nel lamentare prima che il 40% dei criminali rumeni è giunto in Italia,  poi nel chiedere che i negozi restino chiusi nei festivi. Una qualche logica, intendo, che magari non abbia ancora i connotati di un progetto politico, ma almeno cerchi di diventarlo, non accontentandosi di ricevere qualche strambo consenso impulsivo  e qualche bizzarra lode cattolica. Però mi sfugge.

State bene.

Ghino La Ganga

Davide e gli altri.

aprile 8, 2017

 

 

Del  Davide Casaleggio ospite in tv ad Otto e mezzo, mi ha inquietato l’indistinguibilità da un qualsivoglia altro suo coetaneo che militi nel Movimento 5 Stelle: il banale ‘cerchiamo di alzare l’asticella e pensiamo un po’ più in là’ ed il micidiale  ‘se vuole portarmi su un terreno così tecnico, penso che debba partecipare una persona che può darle risposte tecniche’  hanno poi dato il colpo finale.  Visti gli scarsi dati di ascolto, l’insieme deve avere inquietato anche parecchi altri telespettatori, spingendoli pure a cambiare canale.  Ancora più inquietudine me l’ha cagionata il giornalista Gianluigi Nuzzi,  quando ha detto che il Movimento Cinque Stelle gli piace, perché la partecipazione diretta dei cittadini è in pratica il superamento del pubblico impiego. Forse voleva dire altro, ma si è capito questo. Resta però il sospetto che ciò che voleva dire non lo sapesse manco lui.

State bene.

Ghino La Ganga

 

Quando ho letto che Mogol, Franco Mussida, Mario Lavezzi, Cheope ( come, chi è Cheope ? E’ il figlio di Mogol! Che altro nome poteva avere? Ignoranti che non siete altro!)  hanno scritto una petizione per rilanciare il Festival di Sanremo dando più spazio ai giovani ed alle canzoni di qualità (sic) , ho cominciato a ridere. Poi ho letto che la petizione è stata firmata da Maurizio Costanzo, Gigi D’Alessio, Loredana Bertè, Ornella Vanoni, Gianni Bella, Roby Facchinetti: beh, a quel punto mi stavo proprio sganasciando. Indi ho appreso che, tra le varie iniziative della congrega, c’è quella di mettere in palio una borsa di studio (ri-sic), per consentire ad un giovane cantante di partecipare alla scuola Toscolano di Mogol: e lì, lo ammetto,  ho rischiato l’asfissia; asfissia che stava per diventare coma, quando ho saputo che i firmatari vogliono proporre il tutto a qualche rete televisiva privata, anche satellitare. Stavo per morire dalle risate, cianotico, quando ho imparato che la petizione verrà inoltrata pure  a Campo Dall’Orto, meglio noto come Campo invaso Dall’Orto. Ed allora mi sono ripreso di colpo, tremando. Perché quello, ridotto come è ridotto,  la petizione è pure capace di prenderla sul serio.

State bene.

Ghino La Ganga