The royal indifference.

maggio 25, 2017

 

E se avesse ragione lei? Se l’unica risposta possibile all’ennesimo gesto criminale di un attentatore imbecille con la faccia da ritardato ( trovatemene uno, dico uno, che non fosse ritenuto da tutti un imbecille e non avesse la faccia da ritardato) consistesse proprio nel rispettare i programmi di una festa e nel vestirsi in modo squillante, facendo dunque intendere che il gesto criminale di un imbecille con la faccia da ritardato non merita alcuna attenzione? Se l’unica censura possibile verso la Polizia Inglese –  che sembra non avere imparato assolutamente nulla in quarant’anni di esperienza con l’Ira –  fosse quella di far finta di nulla, pur ritenendola composta da una manica di impreparati che sarebbe ora si svegliassero, e di far giungere ad essa un riservato quanto incazzatissimo messaggio reale in tal senso? Se l’unico sistema per commemorare le vittime fosse quello di fare un minuto di silenzio , facendo intendere che tutto, ma proprio tutto il resto del tempo va utilizzato  per  devastare di arresti e torchiature tutti i complici dell’imbecille con la faccia da ritardato , e per mettere in piedi una fondamentale  catena di infiltrazioni e spionaggi, che ad oggi sembra ahimè inesistente tanto a  Londra quanto nel resto del paese? Insomma: e se avesse ragione lei? Me lo chiedo da ieri. E dire che non sono mai stato monarchico.

State bene.

Ghino La Ganga

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E’ da stamattina che penso a cosa avrebbe detto Danny Wilde a Lord Brett Sinclair dopo un attentato,  udendo Scotland Yard affermare che l’attentatore era già noto.

State bene.

Ghino La Ganga

Una telefonata al babbo.

maggio 17, 2017

 

Mio babbo purtroppo non c’è più, però mi farebbe piacere se ogni tanto potessi chiamarlo al telefono. Non penso parleremmo di bar o di Madonne. E ci diremmo la verità, come sempre.

State bene.

Ghino La Ganga

Razzista sarai tu.

maggio 16, 2017

 

 

Intollerabile che l’attaccamento ai propri valori, seppure leciti secondo le leggi vigenti nel Paese di provenienza, porti alla violazione cosciente di quelli della società ospitante».

 

 

E’ un estratto dalla sentenza 24084 del 15 maggio della Cassazione Penale, riguardante  un cittadino indiano sikh che circolava con un coltello di oltre 18 centimetri alla cintura. Era stato fermato  dalla Polizia Locale di Mantova, alla quale aveva opposto resistenza sostenendo che il portare quel coltello costituiva un atto lecito, perché conforme alla sua tradizione. Non mi risulta che in alcun passo della sentenza si trovi l’affermazione che il porto di un coltello del genere sia invece concesso ad un italiano : mi aspetto tuttavia che vi siano già  tanti Soloni pronti a sostenere che si stanno applicando due pesi e due misure, perché non vengono costantemente fermati e condannati tutti gli italiani che girano con coltellacci assortiti. La voglia di buttare tutto in vacca che sembra affliggere il nostro paese è notevole: pare essere in corso una  gara a chi chiama per primo razzista l’altro, basandosi su frasi che costui non ha detto  e su presunte premesse che quello non ha mai palesato. La Serracchiani non mi sta simpatica, ma in soli due giorni gli strali contro di lei hanno fatto dimenticare l’origine del caso, ossia  la tremenda vicenda capitata alla povera ragazza minorenne di Trieste,  violentata da un tizio al quale stava prestando soccorso. Ora probabilmente si comincerà con la sentenza della Cassazione: sarà tutto un accapigliarsi per dimostrare che c’è un razzismo anche lì, tutto un formulare distinguo su frasi non dette e non  lette, tutto un ringhiare accuse di mancata solidarietà, tutto un fregarsene di leggi e diritti. Ho notato che tra i primi commenti alla sentenza spicca quello della la CEI, che invita la politica a “non strumentalizzare“. Beh, quanto a moderatori cialtroni direi che siamo a posto, sono già scesi in campo i più rappresentativi.

State bene.

Ghino La Ganga

 

Prima o poi capita ad ogni politico. Egli guarda i sostenitori del suo partito ( o movimento), ed essi lo guardano  come si guarda  un fiero condottiero. Egli  si gira dunque verso la telecamere ritenendo di parlare a nome loro, e rilascia una dichiarazione. A quel punto loro lo guardano, lui li guarda di nuovo e scopre che essi non lo guardano più come prima. Lo guardano come si guarda un pesce in barile.

State bene.

Ghino La Ganga

La notte è piccola.

maggio 4, 2017

 

“Oh.”

“Eh.”

“Vieni da me stasera?”

“Ah. Va bene. A che ora?”

“Facciamo alle 23.”

“Non è tardi?”

“Beh, sì. Però mi sei sempre stato sul cazzo: a quell’ora  la notte è appena iniziata, dunque posso spararti.”

“Capisco. Allora facciamo che vengo domani alle nove di mattina.”

“Eh, no. A quell’ora non posso mica spararti. E’ giorno.”

“Vero. Io ti sto sul cazzo e tu stai sul cazzo a me, ed a quell’ora non possiamo spararci l’un l’altro. Però possiamo abbassare le tapparelle, spegnere tutte le luci,  chiamare Guido per le dieci di mattina, farlo entrare nel buio totale e sparargli. Facciamo come se fosse notte.”

“Mh. Mi sembra un’applicazione difficile. Tecnicamente, non è notte.”

“Lo dici tu. Il concetto di notte è elastico. Quante notti conosciamo che non erano proprio-proprio  di notte?”

” Giusto. Mi vengono in mente dei titoli a caso. La Notte della Repubblica. Effetto Notte. Il sole anche di Notte.

“E le Notti Peccaminose di Pietro l’Aretino dove lo metti? E poi, vogliamo dimenticarci di Notti Porno nel Mondo? E comunque, rifletti: se è notte a Bangkok, da noi è giorno. Se io sparo ad un thailandese a Roma, che fuso orario applichiamo? C’è da discutere.”

“Mh. Guido mica è thailandese.”

“Vero, però sta sul cazzo ad entrambi.  Sbaglio?”

“Non sbagli. Vabbé, preparo tutto. Ci vediamo da me domani mattina alle nove: creiamo totale oscurità notturna e convochiamo Guido per le dieci. Occhei?”

“Occhei.Vedrai, sarà tutto perfetto. Ciao.”

“Ciao.”

(In sottofondo suggerisco: Venus Dodson, Night Rider. State bene. Ghino La Ganga)

 

Se si è mossa come per i casi Emanuela Orlandi e Mirella Gregori, siamo a posto.

State bene.

Ghino La Ganga