La notte è piccola.

maggio 4, 2017

 

“Oh.”

“Eh.”

“Vieni da me stasera?”

“Ah. Va bene. A che ora?”

“Facciamo alle 23.”

“Non è tardi?”

“Beh, sì. Però mi sei sempre stato sul cazzo: a quell’ora  la notte è appena iniziata, dunque posso spararti.”

“Capisco. Allora facciamo che vengo domani alle nove di mattina.”

“Eh, no. A quell’ora non posso mica spararti. E’ giorno.”

“Vero. Io ti sto sul cazzo e tu stai sul cazzo a me, ed a quell’ora non possiamo spararci l’un l’altro. Però possiamo abbassare le tapparelle, spegnere tutte le luci,  chiamare Guido per le dieci di mattina, farlo entrare nel buio totale e sparargli. Facciamo come se fosse notte.”

“Mh. Mi sembra un’applicazione difficile. Tecnicamente, non è notte.”

“Lo dici tu. Il concetto di notte è elastico. Quante notti conosciamo che non erano proprio-proprio  di notte?”

” Giusto. Mi vengono in mente dei titoli a caso. La Notte della Repubblica. Effetto Notte. Il sole anche di Notte.

“E le Notti Peccaminose di Pietro l’Aretino dove lo metti? E poi, vogliamo dimenticarci di Notti Porno nel Mondo? E comunque, rifletti: se è notte a Bangkok, da noi è giorno. Se io sparo ad un thailandese a Roma, che fuso orario applichiamo? C’è da discutere.”

“Mh. Guido mica è thailandese.”

“Vero, però sta sul cazzo ad entrambi.  Sbaglio?”

“Non sbagli. Vabbé, preparo tutto. Ci vediamo da me domani mattina alle nove: creiamo totale oscurità notturna e convochiamo Guido per le dieci. Occhei?”

“Occhei.Vedrai, sarà tutto perfetto. Ciao.”

“Ciao.”

(In sottofondo suggerisco: Venus Dodson, Night Rider. State bene. Ghino La Ganga)

 

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